30 March 2017

Dirigenza pessima

Giovedì 26 agosto 2010

Il modo in cui la dirigenza bianconera ha gestito questa triste vicenda è stato comunque pessimo.

La notizia era uscita martedì scorso, poco prima della presentazione ufficiale della squadra in piazza del Duomo (ma serviva proprio, con la Senicar e Zazzaroni?), con il pubblico tra l’incredulo e lo spazientito: di fronte a tutti Pozzo aveva già passato la patata bollente in mano ad un Di Natale visibilmente imbarazzato.

Poi oggi, anche il comunicato della dirigenza dell’Udinese ha addossato al Capitano tutte le responsabilità di un suo eventuale passaggio alla Juventus: L’Udinese Calcio, in relazione alle voci su una possibile cessione del proprio capitano Antonio Di Natale, precisa che in questi giorni non è mai stata aperta alcuna trattativa con altri club per il trasferimento del calciatore, né sono mai avvenuti incontri con rappresentanti di altre società. Il giocatore, nelle passate giornate, ha espresso il desiderio di valutare alcune offerte prevenutegli da parte di altre compagini, la più concreta delle quali dalla Juventus Football Club, e alla fine ha ribadito, coerentemente con quanto espresso nel corso degli ultimi anni, la volontà di restare a Udine. [tratto dal sito dell’Udinese Calcio]

La sensazione è invece che l’Udinese aveva già venduto il Capitano (si dice per 6,5 milioni) ed era ben contenta di aver chiuso l’affare.

Mi ha fatto invece piacere la presa di posizione dell’Associazione degli Udinese Club (AUC), finalmente critica nei confronti della proprietà. A Udine si sente sempre dire che bisogna ringraziare Pozzo di aver investito nell’Udinese e per averla resa una società economicamente sana e stabilmente in Serie A. Verissimo, ma ciò non toglie che si possa esprimere qualche critica nei confronti della gestione della società: va benissimo vendere giocatori, soprattutto se si chiamano Pepe e D’Agostino, incassando fior di milioni, ma almeno una piccola parte del gruzzolo potrebbe essere reinvestita in qualche acquisto solido, non solo nei vari Geijo, Corradi (presi a costo zero) o il dubbioso Denis.

Questo il comunicato dell’AUC: Michele De Sabata, presidente del sodalizio ha così definito la serata [la presentazione in piazza, ndr]: “mai come ieri sera si è palesata l’immensa distanza tra tifoseria e società; sono stato avvicinato da molti tifosi che mi chiedevano spiegazioni che io purtroppo non ho potuto dare. Per almeno una volta avremmo voluto sentir pronunciare quella fatidica parola – incedibile – che mai come ieri sera sarebbe stata opportuna. Invece no, in questa società tutto ha un prezzo, senza però tenere conto di quello dei tifosi. L’immagine che mi si è presentata idealmente davanti ieri è quella di 22 manichini con le sembianze dei calciatori ed un cartellino appeso con il prezzo. Non è così che si costruisce una squadra. Abbiamo sempre compreso e condiviso – continua De Sabata – le politiche societarie, ma che si sia riusciti a trattare la vendita di un campione a tre giorni dall’inizio della stagione la serata della presentazione è inammissibile”.

E aggiunge:

“Al di la del fatto che Totò venga ceduto o meno, sentir parlare la dirigenza della società, sul palco di una presentazione ufficiale, di trattativa in corso e di offerte irrinunciabili è incredibile. Come tifosi ci sentiamo presi in giro. Una società forte ed economicamente sana come l’Udinese non può poi passare la palla al giocatore dicendo che sarà lui a decidere. Se le decisioni spettano ai giocatori mi posso immaginare l’aria che tira all’interno dello spogliatoio”. Una serie interminabile di controsenso, insomma, che hanno trasformato una serata festosa, inizialmente minacciata dalla pioggia, in una teatrata minacciata dai suoi stessi interpreti. [dal sito dell’AUC]

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