26 March 2017

El FC Barcelona Campió de Lliga!

Giovedì 12 maggio 2011

Con il pareggio sul campo del Levante, ieri sera il Barça si è laureato per la 21° volta Campione della Liga, la terza consecutiva (su 3) dell’era Guardiola.

Se è vero che il Madrid è ancora lontano (a quota 31), bisogna sottolineare che il Barça consolida il suo primato nell’epoca recente: sono state blaugrana 5 delle ultime 7 Ligas, 7 su 14, nonché 11 titoli negli ultimi 21 anni, iniziando dal 1990/91, il primo dell’era Cruijff. Fu infatti l’olandese a cambiare profondamente la dinamica di un club perdente che, almeno sul fronte domestico, era rimasto a lungo senza titoli.

Come già scritto su questo sito, sembrerà strano alle generazioni più giovani che conoscono solo questo Barça vincente, ma non è stato sempre così, anzi. I tempi bui, politicamente e sportivamente, sono stati lunghissimi; da qui il pessimismo storico di molti culés che quasi non riescono a credere ai propri occhi per la bonanza sportiva di questi anni. Si pensi che nei 25 anni tra il 1960 e il 1984 il Barça riuscì a vincere solo una Liga (con Cruijff giocatore nel 1974, tra quelle degli allenatore Helenio Herrera e Terry Venables), perdendo anche l’unica finale di Coppa Campioni disputata (quella di Duckadam del 1986, si veda la storia su questo sito), con lo zuccherino di 6 Coppe di Spagna (del Generalísimo/Rey), una Coppa delle Fiere e due Coppe delle Coppe. Come recita l’inno del Barça, «Son molts anys plens d’afanys…».

Dopo l’arrivo dell’olandese sulla panchina del “Camp Nou” nel 1988, i catalani hanno invece conquistato trofei a iosa: 3 Coppe dei Campioni/Champions (con una possibile quarta il prossimo 28 maggio), 1 Intercontinentale, 11 Ligas appunto, 4 Copas del Rey, 2 Coppe delle Coppe, 3 Super Coppe Europee e 8 Supercoppe Spagnole.

Un altro (mini) periodo difficile, coinciso con la fine della nefasta ventennale presidenza Núñez e l’interim ancor peggiore della gestione Gaspart (prima suo vice), terminò nel 2005 proprio nello stadio “Ciutat de València”: il nuovo Barça del trittico Joan Laporta (presidente), Frank Rijkaard (allenatore) e Rondaldinho (crack) si laureò campione proprio qui, con identico risultato, 1-1, rete di Eto’o. Poi anche quel Barça colò a picco e buttò alle ortiche due campionati già in tasca a causa dell’autogestione suicida di Ronaldinho, Deco e (parzialmente) di Eto’o e al lassismo di Rijkaard e dei dirigenti.

Infine il definitivo (per ora) recupero con Pep Guardiola che prima alle spalle aveva solamente una stagione vittoriosa in Terza Divisione con il Barça B (la seconda squadra): il tecnico di Santpedor ha portato finora 9 titoli in 3 stagioni, 2 in meno del Dream Team allenato da Cruijff (ma in 7 stagioni).

Anche nelle parole di Guardiola, la Liga rimane sempre il titolo più importante. Nonostante il comodo distacco (8 punti, ora ridotti a 6), questa è stata sicuramente la più sofferta delle ultime 3. Già negli anni scorsi Florentino Pérez aveva speso centinaia di milioni di euro arrivando nello scorso campionato a un punto di distacco a due giornate dalla fine grazie alla gestione Pellegrini. Pérez aveva poi scaricato l’Ingeniero cileno chiamando a caro prezzo Mourinho proprio per interrompere il dominio barcelonista.

Per Guardiola e i suoi la stagione non si presentava tra le più facili. Un nuovo presidente (Sandro Rosell), le tossine di un impegnativo mondiale in cui l’asse portante della Roja, pur vincitrice, era blaugrana. Quindi accuse, polemiche e colpi bassi sparati dalla stampa della capitale (la Caverna Mediática anche detta Central Lechera) e dal tecnico portoghese, culminata con gli strascichi sportivi e nervosi lasciati da 4 Clásicos in 18 giorni, una vera follia. Dopo gli innumerevoli trofei degli ultimi due anni non era facile per i giocatori trovare gli stimoli necessari, ma la squadra ha giocato tre quarti di campionato spettacolosi con il gioiello del 5-0 al Madrid, mentre ha rallentato nell’ultimo, pur controllando la situazione e raggiungendo la finale di Champions dopo aver eliminato gli eterni rivali.

Alla fine la squadra si è dimostrata più forte di tutto, soprattutto dei fattori extra calcistici e questo aggiunge ancor più valore a questa Liga che, anche per questo, ieri sera è stata celebrata con tanta intensità. Guardiola stesso ha dichiarato che ora è il momento di disfrutar, con i tifosi e con gli intimi.

http://www.youtube.com/watch?v=ZJ0j-Cf1Dpk

I festeggiamenti ufficiali con la rúa (sfilata, peraltro ridotta) per le vie della città, avverranno solo venerdì pomeriggio: il percorso, dalle 19:30 alle 21, terminerà al “Camp Nou”, soprattutto per fare in modo che possano partecipare anche i ragazzi dopo la scuola.

I punti chiave, oltre all’allenatore, sono stati molti. Da segnalare per primi sicuramente i “Tre Palloni d’Oro”: Leo Messi, il migliore del mondo, non solo per le sue capacità realizzative (52 reti finora, di cui 31 in campionato) e di assist (17 nella Liga); la costanza e l’intelligenza di Xavi, asse portante della squadra (come farà il Barça quando smetterà?); la “novità” di Andrés Iniesta giocatore fondamentale che tanto era mancato lo scorso anno, mentre in questa stagione ha saltato solo due partite, aumentando considerevolmente il suo bottino (8 reti). Poi Alves ha rappresentato una spina nel fianco per quasi tutte le difese, Piqué ha offerto un rendimento strabiliante e un tumore al fegato ha interrotto la migliore stagione di Abidal, solo temporaneamente (ieri era titolare!). Di fronte alle assenze in difesa del francese e del capitano Puyol, Mascherano è stato reinventato centrale con grande successo. Le doti di Busquets come incontrista hanno equilibrato il centrocampo de los jugones. Pedro, partito come un razzo, da febbraio si era preoccupantemente appannato ma è tornato al gol proprio nella semifinale di ritorno contro il Madrid (21 reti in campionato per lui). Lo stesso dicasi per Villa, che nella seconda parte della stagione ha mostrato poca MaraVilla (comunque sia 22 reti, una in più di Ibra). Afellay, arrivato a gennaio, si è inserito piano piano, ma solo con l’azione decisiva della prima rete di Messi al “Bernabéu” ha giustificato l’acquisto (3 milioni). Keita si è dimostrato sempre importante come primo rincalzo. Tra le note dolenti, Bojan ha interrotto la sua evoluzione e poi si è infortunato, come pure Jeffren; pur con tutti i limiti Adriano ha ben sostituito la posizione di esterno sinistro; non si può dire lo stesso di Maxwell e peggio ancora di Milito.

Con una rosa più corta rispetto ad altre squadre, Guardiola ha iniziato a far entrare nel giro i nuovi virgulti della Masia, il genietto Thiago Alcántara, il difensore Fontàs (entrambi entreranno probabilmente nella rosa nella prossima stagione) ed altri

Nel frattempo, ora che non è più necessario, il Madrid sta strapazzando tutti. Che sia un indice della troppa pressione con cui Mourinho ha investito i suoi?. Martedì sera i blancos hanno sconfitto per 4-0 il Getafe dell’ex Michel, con tripletta di Cristiano Ronaldo mentre sabato avevano strapazzato il Sevilla al “Sánchez Pizjuán” per 2-6, con 4 reti del portoghese: 7 gol in due partite per Cristiano che ha decisamente accelerato per vincere il Pichichi e la Scarpa d’Oro. Nella Liga è arrivato a 37 reti (una in più per Marca) a solo una lunghezza dai record di tutti i tempi, di Telmo Zarra (Athletic Bilbao, 1950/51, ma a 16 squadre!) e Hugo Sánchez (Real Madrid, 1989/90). Dai tempi di Puskás (49, nel 1960) nessuno al Madrid riusciva a marcare tante reti in stagione.

La stampa della capitale consola il Madrid con il titolo di Cristiano e la Coppa del Re conquistata ai supplementari a València.

È noto che l’obiettivo dichiarato di Mourinho è tornare in Inghilterra, segnatamente sulla panchina del Manchester United, ma nonno Ferguson gli ha già fatto sapere che per la prossima stagione non ha nessuna intenzione di andare in pensione. Di tornare all’Inter non se ne parla e dunque dopo i presumibili tentennamenti, il portoghese alla fine ha deciso di rimanere a Madrid anche nella prossima stagione, che si preannuncia calda fin da agosto quando le due squadre si incontreranno nuovamente in altri 2 Clásicos valevoli per la Supercoppa di Spagna. Auguri.

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