24 July 2017

Il Barça a 11 punti dal Madrid con 11 giocatori cresciuti nella cantera. Messi a meno tre. Sorpresa delle elezioni catalane

Martedì 27 novembre 2012

Il Real Madrid e Mourinho non stanno andando benissimo quest’anno, sarà che mantenersi al livello più alto è più complicato che vincere per la prima volta. Nonostante un’inutile vittoria nella Supercoppa spagnola, quasi da inizio stagione i blancos si sono trovati sotto nella Liga. Sabato sera sono stati usciti nuovamente sconfitti, stavolta dal “Benito Villamarín” di Siviglia, 1-0 dal Betis.

Da tempo l’allenatore portoghese sembra aver profondamente diviso lo spogliatoio, tra i suoi pupilli (rappresentati dal suo stesso procuratore, il potentissimo Jorge Mendes: Cristiano, Pepe, Coentrão, Di María) e gli altri, guidati dagli spagnoli Casillas e Sergio Ramos più volte additati pubblicamente (insieme a Özil) per i risultati negativi. Ormai sembra che la décima (Coppa Campioni/Champions) sia rimasto l’unico obiettivo possibile. Se non dovesse farcela non si escludono colpi di scena, con il divorzio del portoghese dal Madrid (Inghilterra? PSG?) sebbene abbia da poco allungato il suo principesco contratto. Se ciò mai accadrà, si possono già intravedere terribili conseguenze per lo spogliatoio merengue con terra bruciata e tempeste dietro alla sua uscita. Chi (soprav)vivrà vedrà.

Domenica sera il Barça non si è lasciato sfuggire l’occasione sul difficile campo del Levante, l’“altra” squadra di Valencia. Dopo un primo tempo in cui non riusciva a penetrare nella difesa granota, nella ripresa è risultato debordante con Andrés Iniesta protagonista principale: tre assist entusiasmanti e una rete di pregevole fattura per il manchego, che ha giocato da estremo sinistro. Gli altri marcatori sono stati Cesc e Messi (2).

Quando novembre non è ancora terminato i blaugrana allenati da Tito Vilanova si sono così portati a ben 11 lunghezze dagli storici rivali. Incalza invece a tre punti l’Atlético Madrid di Diego Simeone e Radamel Falcao (anch’egli rappresentato da Jorge Mendes, nella prossima estate si prevedono fuochi d’artificio). E sabato al “Bernabéu” si disputerà il derby della capitale Real-Atlético.

Un momento storico della partita di Valencia si è registrato al 15’ con la sostituzione per infortunio di Dani Alves con Martín Montoya. In quel momento, e per 61 minuti, il Barça ha avuto tutti gli undici giocatori in campo (oltre che l’allenatore) formati nella propria cantera. Era la prima volta che accadeva, almeno in una partita di Liga dell’età moderna. Si potrà obiettare che qualcuno è stato recuperato dopo che se n’era andato (Jordi Alba, Piqué) e anche a caro prezzo (Cesc) ma è comunque un fatto storico che, soprattutto tra i grandi club, è praticamente impossibile che accada. I protagonisti dell’aneddoto sono stati Valdés, Montoya, Piqué, Puyol, Jordi Alba, Busquets, Xavi, Cesc, Pedro, Messi e Iniesta: otto catalani, uno di Albacete, uno delle Canarie e un argentino.

Messi con questa doppietta si è portato a soli tre gol (82) dal memorabile record di reti in un anno solare che appartiene a Gerd Müller (85) e risale al lontano 1972. Le solite statistiche stratosferiche di Messi: 301 reti con il Barça (279 in partite ufficiali e 22 in amichevoli), 19 reti in 13 partite in questa Liga, 7 più di Cristiano e 8 più di Falcao. Per dare un’idea, in Prima Divisione solo tre squadre (nel loro insieme) hanno segnato più di Messi…

La sorpresa delle elezioni catalane

Come accennato su questo sito poco tempo fa, la Catalogna in piena crisi economica sta vivendo un momento peculiare con profondi sommovimenti indipendentisti che mai prima d’ora avevano raggiunto tali picchi.

Spinto anche dall’inaspettato successo delle moltitudinarie manifestazioni della Diada (la festa nazionale catalana, lo scorso 11 settembre) il Presidente della Generalitat (il governo autonomo catalano) Artur Mas aveva deciso di anticipare di due anni le elezioni per farle diventare un plebiscito. Domenica scorsa il voto con i risultati che affluivano durante la partita del Barça al “Ciutat de València” mentre invece, in questo doppio filo che lega pallone e politica, l’indimenticabile clásico del 29 novembre 2010 (quello del 5-0) era stato spostato al lunedì proprio per non coincidere con le elezioni.

Da segnalare un’alta affluenza (quasi il 70%, cresciuta di oltre dieci punti rispetto a due anni fa), ma contrariamente ai sondaggi e alle attese (soprattutto di Mas), Convergència i Unió (CiU) il suo partito tradizionalmente nazionalista moderato è risultato sì il più votato ma ha perso ben 12 dei 62 seggi con i quali governava in assoluta tranquillità il Parlament (composto da 135 seggi).

Molti elettori si sono rivolti invece ad altri partiti nazionalisti, più attenti però alle questioni sociali: vincitore morale è stato sicuramente Esquerra Republicana de Catalunya (ERC) di Oriol Junqueras divenuto seconda forza (è passato da 10 a 21 deputati), che insieme a Iniciativa per Catalunya – Verds (ICV, 13) e a Candidatura d’Unitat Popular (CUP, 3) con 87 seggi complessivi raggiungono comunque una comoda maggioranza nazionalista, o meglio soberanista come si dice, il cui obiettivo sarebbe raggiungere un referendum di autodeterminazione. Questo almeno in teoria.

In mezzo, i resti del Partito Socialista in versione catalana (PSC, favorevoli invece a un federalismo) che ha limitato la caduta libera (da 28 a 20), mentre dalla parte unionista (o “spagnolista”) la sezione locale del Partido Popular al potere a Madrid e inviso per i tagli a livello statale (19, uno in più di due anni fa) e Ciutadans de Catalunya (9).

Sarà da vedere se e in che modo collaboreranno CiU, negli ultimi due anni protagonista di profondi tagli al bilancio, con ERC, ICV e CUP che propugnano invece una maggiore attenzione allo stato sociale. D’altro canto, non si sa ancora che contraccolpo avrà sul progetto dell’autodeterminazione la vittoria di Pirro di Mas, il cui partito oltre che neoliberale non era storicamente indipendentista.

 

Comments

  1. Aspettavo il tuo articolo per sottolineare l’ennesimo record de la cantera! Non ci sono più parole per descrivere quanto fatto in casa Barça negli ultimi anni; discpiace solo vedere Pep girare per New York studiando inglese e valutando le tante offerte. The Sun dice che si sia già incontrato con Sir Alex Ferguson per fare da successore e forse questa soluzione sarebbe la meno peggio (non vorremo mica che vada al Milan???)…
    Parlando di cose serie, stasera sono andato in baita alpini a bere un tai con il “kasele” alla salute di suo padre, e “Platone” (il tuo mister) ci ha invitati (a modo suo) presso la sua cantina a degustare un’ottima Goldochsen bier portata dagli amici di Ersingen. Nell’evenutalità che tu sia in zona in questi giorni (questo week end o il prossimo), possiamo vedere di fare un ritrovo a pan e balon con pochi intiimi (ovviamente Miele che sta leggendo fa parte della companie).
    Mandi

  2. Se oltre il pan e balon ci fosse magari “une code di salam di chel just”….!! Fammi sapere, come per incanto apparirà anche quello. Ci si vede allora!!
    Mandi

  3. Io direi che il atletico madrid puo vincere sulla partita di domenica. Su interwetten c´è una quota di 1,50 ma non sono sicuro se vale la pena puntare sul real madrid. Falcao sta vivendo davvero un bel momento
    Secondo voi ne vale la pena?

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