26 March 2017

Il Barça sconfigge a fatica un ostico Athletic. Madrid facile.

Martedì 22 febbraio 2011

Non è stato facile per il Barça avere la meglio su un ostico Athletic Bilbao.

I baschi avevano dato del filo da torcere anche nella semifinale di Copa del Rey, nella cui doppia sfida non avevano subìto sconfitte. Era l’incontro tra i due club che più puntano sulla cantera (anche se poi il Barça aggiunge altri giocatore di alto livello comprati in giro): pochi giorni fa in questo sito la storia di Iker Muniain.

Domenica i blaugrana erano partiti subito bene, sbloccando il risultato già al 3’ una rete di David Villa, su assist di Dani Alves (forse in leggero fuorigioco) a seguito di un lancio di Xavi. L’asturiano ha già raggiunto la cifra di 16 reti in campionato che Ibra l’anno scorso aveva marcato in tutto il campionato (con 20 gol è ancora indietro di uno, se si considerano tutte le competizioni).

La seconda rete però non entrava. Al 25’ altro tentativo di Villa con un delizioso pallonetto (come una settimana fa) che superava il portiere sbattendo sulla traversa (è il 12° palo di Villa in questa stagione, nazionale inclusa!). Poi al 36’ era Llorente a impegnare severamente Pinto, sostituto dell’infortunato Valdés.

Ma all’inizio del secondo tempo era l’Athletic a passare con un rigore di Iraola, segnalato per un fallo totalmente gratuito di Busquets dopo un’incomprensione con Abidal. Tutto da rifare.

Nella seconda frazione lo sforzo del Barça è stato enorme, si vedeva la reazione d’orgoglio in un momento in cui la squadra non si trova nel suo momento migliore ma contro i baschi, asserragliati come in una trincea, non era facile: nei secondi 45 minuti i catalani hanno addirittura registrato l’82% di possesso palla rimanendo per il 69% del tempo nella metà campo avversaria.

Messi, che non segnava da addirittura due partite, le stava provando tutte ma questo periodo non sembra molto fortunato; in un’azione al 58’ è entrato in area dopo un prolungato slalom tra i difensori baschi ma è stato agganciato da Javi Martínez: rigore netto, non concesso dall’arbitro.

Anche Guardiola cercava di animare il pubblico a sostenere la squadra in un momento cruciale: sabato sera al “Bernabéu” il Madrid aveva facilmente piegato un remissivo Levante (2-0, reti di Benzema e Ricardo Carvalho) e si era portato a 2 punti dalla capolista.

Al 68’ era Villa a sfiorare la rete con una parata di Iraizoz proprio con la punta delle dita. Poi al 76’ finalmente la svolta: lancio di Xavi sulla destra per il solito Alves con l’ennesimo assist al centro per Messi che stavolta sì riesciva ad insaccare con un tiro incrociato di destro. L’argentino compiva 250 partite ufficiali con i blaugrana, condite da ben 168 reti in 6 stagioni e mezza. Era anche la sua 25° rete nella Liga con la quale ha superato di una Cristiano rimasto a secco (è già il cannoniere più prolifico del continente) e la 41° della stagione (a sole 6 dal record personale dell’anno scorso). Ma era anche la 100° partita di Guardiola nella Liga sulla panchina del Barça: 79 vittorie, 14 pareggi e 7 sconfitte (e 274 reti marcate) il tabellino.

Come si diceva, è un periodo complicato per il Barça: Puyol e Valdés erano assenti e non tutti i giocatori stanno rendendo al massimo (domenica anche baluardi come il waka Piqué, Busquets e Pedro erano in ombra), anche se per fortuna Xavi, Iniesta, Alves e Messi si sono espressi al solito livello.

Come nelle stagioni precedenti, a febbraio c’è sempre una flessione, del resto i giocatori non possono mantenere lo stesso ritmo per 9 mesi. Ma è anche la conseguenza della preparazione a micro cicli: è stata tarata per far rendere al massimo la squadra nel periodo decisivo della stagione, tra aprile e maggio. Per l’8 marzo (ritorno con l’Arsenal) ci sono ancora alcune partite affinché recuperi almeno una parte dello smalto perduto.

http://www.youtube.com/watch?v=-A8888mBYQE

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