25 July 2017

La Spagna bloccata, il Barça viaggia a Pamplona poco prima della partita. Il Madrid torna alla vittoria

Domenica 5 dicembre 2010

Giornata a dir poco rocambolesca per il Barça, vittima sabato scorso dello sciopero selvaggio dei controllori aerei. Come centinaia di migliaia di cittadini dello stato spagnolo anche i blaugrana sono rimasti a terra senza poter arrivare a Pamplona per la partita contro l’Osasuna.

Normalmente Guardiola preferisce far viaggiare la squadra in trasferta lo stesso giorno della partita, ma stavolta qualcosa non ha funzionato. Venerdì l’AENA, l’ente che gestisce gli aeroporti spagnoli, aveva assicurato i dirigenti del Barça che sabato mattina il loro aereo sarebbe partito, ma così non è stato: i giocatori si sono riuniti al mattino e hanno aspettato inutilmente a lungo. Anche la Federazione calcistica spagnola ha una parte di responsabilità, per aver assicurato il Barça che nel caso di impossibilità a viaggiare si sarebbe potuto giocare domenica (anche se già martedì il Barça è impegnato in Champions), per poi evidentemente cambiare idea facendo sapere che se la squadra non fosse arrivata in tempo avrebbe perso per 2-0 a tavolino. I dirigenti del Barça da parte loro non avrebbero dovuto tener conto di queste flebili assicurazioni e organizzare subito un modo alternativo per raggiungere la Navarra.

L’inizio dell’incontro era previsto per le 20: dopo un lunghissimo tira e molla il Barça è finalmente partito poco prima delle 16 (!) dalla stazione di Sants con il treno AVE (Alta Velocità). Da Zaragoza la delegazione ha continuato fino a Pamplona in bus; il mezzo è arrivato nei dintorni dello stadio alle 19:45 ma, bloccato dai tifosi, ha impiegato 15 minuti per entrare dentro ai cancelli. L’arbitro, d’accordo con i dirigenti dell’Osasuna, aveva già accordato di iniziare con 45 minuti di ritardo. I giocatori si sono cambiati, hanno effettuato un mini riscaldamento e sono praticamente entrati direttamente in campo. Mai visto.

Questi assurdi avvenimenti complicavano ulteriormente le difficoltà dell’incontro: negli ultimi anni l’Osasuna era una delle bestie nere del Barça e i navarros erano ancora imbattuti al “Sadar”.

Guardiola ha schierato la stessa formazione tipo che aveva sconfitto il Madrid lunedì scorso. La pressione era enorme e nei primi 15-20 minuti i blaugrana soffrivano e rischiavano: prima un’entrata molto dubbia di Pedro su Juanfran che reclamava un rigore, poi la solita ingenuità di Víctor Valdés che regalava a Serrano l’occasione che l’attaccante sprecava malamente.

Poi il Barça prendeva in mano il gioco com’è solito fare e arrivava la prima rete del solito Pedro, poi subito dopo Messi colpiva il palo. Nella ripresa lo 0-3 definitivo contro ogni avversità, segno inequivocabile dello spessore di questa squadra.

Messi è tornato ad essere decisivo, prima con un assist a Pedro e poi con due reti (la seconda su rigore, il primo segnalato a favore del Barça in questa stagione): sono 15 reti nella Liga e 25 in totale in questa stagione con 10 assist. Villa e Messi si sono scambiati i ruoli, con l’asturiano a secco, ma attivo nelle vesti di uomo assist. Si vede che i due si intendono perfettamente e, dopo 14 partite, hanno marcato insieme 23 reti (allo stesso momento l’anno scorso erano 19 per Messi-Ibra, anche se poi lo svedese/balkan tra la giornata 15 e l’ultima aveva segnato solo 6 reti).

In conferenza stampa dopo l’incontro si è visto un Guardiola inalberatissimo per come era stata presentata la situazione. A parte le citate responsabilità di AENA e Federazione Spagnola, si sono sicuramente rivelati dei problemi di gestione da parte del Barça, con l’allenatore abbandonato da solo contro mare e tempesta. Solo domenica mattina il presidente Sandro Rosell si è assunto le sue responsabilità.

Il Madrid ha avuto qualche difficoltà a domare il sempre pericoloso Valencia al “Bernabéu”. Con Higuaín ancora fuori, solo al 53’ Mourinho si è deciso a far entrare Benzema per Khedira. Alla fine doppietta di Cristiano (per lui 16 o 17 reti, a seconda dei punti di vista) e 2-0 finale.

Nel derby basco giocato domenica sera ad “Anoeta”, la Real Sociedad si è imposta per 2-0 sull’Athletic con gol di Xabi Prieto su rigore e autorete di San José.

 

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