26 July 2017

Stasera Barça-Athletic, molto di più di una finale di Copa del Rey

Venerdì 25 maggio 2012

Stasera alle 22 l’ultimo atto della stagione calcistica con la finale della Copa del Rey tra Barça e Athletic Club di Bilbao. Se normalmente la Copa riveste un’importanza relativa, non sarà così stasera. Moltissimi sono i temi che si intrecciano intorno alla partita.

Si gioca al “Vicente Calderón” di Madrid, proprio lo stadio della squadra che ha sconfitto l’Athletic nella finale drammaticamente persa a Bucureşti pochi giorni fa (0-3, dall’Atlético). Ha dato non poco fastidio che a suo tempo il Real Madrid abbia negato il proprio impianto adducendo dei fantomatici lavoretti di ammodernamento, visto che il “Calderón” è decisamente meno capiente del “Bernabéu”, 55mila contro 85mila.

Già da ieri la capitale è stata invasa da una marea di tifosi biancorossi, si dice fino a 50mila, moltissimi dei quali senza biglietto; la gran parte dei 25-30mila catalani arriveranno oggi. La festa del prepartita sarà comparabile a quella dell’infausta finale in Romania. Intanto, a “San Mamés” sono stati nuovamente installati i maxi schermi e la Catedral verrà ancora una volta riempita da 40mila persone.

Un anno fa, anch’io mi recai a València senza biglietto per la finale di Copa, vinta poi dal Madrid per 1-0 con rete di Ronaldo nei supplementari, il primo (di due) trofei dell’era Mourinho. La festa è bellissima, ma se poi non si riesce a entrare allo stadio rimane l’amaro in bocca…

Un digiuno di 28 anni

Barça ed Athletic sono le due squadre che più volte hanno conquistato la Copa del Rey, rispettivamente in 25 e 23 occasioni. Ma l’ultima dei baschi risale a moltissimi, troppi anni fa. Era il 5 maggio 1984, un 1-0 proprio contro il Barça di Maradona e Schuster al “Bernabéu”, con gol di Endika al 13’.

Al termine scoppiò anche una baraonda tra i giocatori.

Molta tensione era stata accumulata anche per il terribile intervento di cui proprio all’inizio di quella stagione, il 23 settembre 1983, si era reso protagonista il difensore Andoni Goikoetxea, assassinando la caviglia di Maradona. L’argentino si perse la maggior parte del campionato e il Barça arrivò terzo.

Una settimana prima della finale i bilbaínos, con Javier Clemente in panchina, avevano conquistato anche la Liga, la seconda consecutiva. Quella partita significò la fine di un’epoca assolutamente prolifica; furono gli ultimi trofei vinti dall’Athletic e fu anche l’ultima volta che la famosa gabarra scese la ría di Bilbao. Se ora è di moda che i giocatori di un club festeggino un trofeo su un bus scoperto tra ali di folla, già vent’anni fa i tifosi dell’Athletic furono pionieri nei festeggiamenti con un’imbarcazione piatta adatta per il trasporto merci, la gabarra appunto, che attraversò il Nervión accompagnata da decine di barche e con circa un milione di persone affacciate sulle rive. Questa la celebrazione della Liga del 1982/83:

La nuova gabarra è già pronta. Un digiuno di titoli durato 28 anni può essere più che sufficiente come stimolo ulteriore per i giocatori dell’Athletic. Questa stagione agli ordini di Bielsa è stata fantastica, con l’entusiasmo ritrovato grazie al gioco spettacolare proposto dal tecnico argentino che è riuscito a far rendere i suoi molto al di là del loro valore ed ha raggiunto addirittura due finali. Dopo la sonora sconfitta in Europa League del 9 maggio magari stasera i giovanissimi calciatori dell’Athletic, lo ricordiamo tutti provenienti esclusivamente da Euskal Herria (i territori baschi), riusciranno a dominare meglio le loro emozioni. Cercheranno di sfatare un precedente che pesa come un macigno: anche nel 1977 i biancorossi raggiunsero le due finali, ma vennero sconfitti sia in UEFA (nel doppio confronto con la Juventus), sia in Coppa contro il Betis dopo una serie di emozioni da infarto: i supplementari terminarono 2-2 ma furono necessari addirittura venti rigori con l’ultimo che venne sbagliato dal portiere, il grande Txopo Iríbar. Accadde proprio al “Calderón”, e tutti i baschi si staranno toccando…

Bielsa può contare su tutti i giocatori e sull’entusiasmo della sua tifoseria. Tuttavia non ha ancora dichiarato le sue intenzioni. Come Guardiola, anche Marcelo è solito firmare solo per un anno e non si è ancora capito se continuerà la sua avventura in Biscaglia o meno, lo farà sapere solo dopo la finale di stasera. Sarebbe difficile trovare un posto in cui si possa lavorare in condizioni migliori che a Bilbao ma, si sa, el Loco non si è guadagnato questo soprannome per caso, un personaggio che nonostante i pochi trionfi ha lasciato un segno profondissimo in tutte le squadre che ha allenato.

L’ultima di Guardiola

Molte le sfide incrociate. Bielsa e Guardiola sono amici e nutrono stima e rispetto mutui. Sia Bielsa che Messi sono di Rosario, ed entrambi del Newell’s Old Boys (anche se il primo l’ha lasciato vent’anni fa e l’altro non ci ha praticamente mai giocato se non da infante). Andoni Zubizarreta, ora Direttore Sportivo del Barça (dopo esserne stato a lungo portiere e capitano), nella finale del 1984 difendeva la porta dell’Athletic, il club in cui si formò. Ma non solo.

Anche a Can Barça le emozioni sono forti. Si tratta dell’ultima partita di Guardiola sulla panchina blaugrana. Dall’annuncio di Pep, dopo aver perso Liga e Champions in tre giorni, si è vissuto questo lungo addio. Sicuramente i giocatori nel momento dell’addio vorranno regalargli e regalarsi l’ultima soddisfazione.

Si ripete la finale di tre anni fa a València, il 13 maggio 2009, quando il Barça vinse per 4-1: i baschi erano andati in vantaggio con Toquero, ma i catalani ribaltarono il risultato con Touré, Messi, Bojan e Xavi.

Si trattò del primo dei 13 titoli di Guardiola (e in quella stagione furono addirittura sei, caso unico nella storia). Stasera il cerchio si chiude nuovamente con l’Athletic.

Guardiola non potrà schierare gli infortunati Alves (probabilmente sostituito dal canterano Montoya), Puyol, Abidal e ovviamente Villa. Come sempre in partite di Copa la porta sarà difesa da Pinto. Probabilmente farà giocare tutti i giocatori più importanti, inclusi i due acquisti di questa stagione Cesc Fàbregas e Alexis Sánchez. Da dopodomani poi si chiuderà l’era Guardiola ed inizierà quella di Tito Vilanova.

Ma prima, lo spettacolo e le emozioni della finale di stasera.

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