30 March 2017

¡Qué grande Martín!

Peter Mokaba Stadium, Polokwane, martedì 22 giugno

Compitino facile per l’Argentina che, anche con la seconda squadra (più Messi) non fatica moltissimo per inanellare la terza vittoria consecutiva (2-0 contro una povera Grecia), anche se non ha dimostrato lo spolvero delle partite precedenti.

In tutti gli stadi del mondiale è organizzato in modo che solo i mezzi pubblici possano entrare nei chilometri vicino allo stadio. A disposizione esistono vari parcheggi, con autobus o minibus dedicati che, gratuitamente, ti depositano nelle vicinanze dell’impianto. Dopo la partita accade lo stesso, all’inverso.

Lasciamo le macchine al parcheggio sud. Trovo subito un chori, anche se non è come quello degli stadi argentini.

Da lì si continua in minibus,

sul quale troviamo i primi greci (che vivono qui).

Elvira, appena arrivata dall’Argentina, ha portato con sé dei simpatici berretti blanquiazules confezionati dalla sorella e che ora risultano un segno identificativo del gruppo.

Mancano diverse ore all’inizio della partita; ci appostiamo nell’affollatissima FanFest a vedere sullo schermo gigante Sudafrica-Francia.

Arrivano le birre.

Qualcuno non ci vede bene.

Nel frattempo, sull’altro campo l’Uruguay del Maestro Tabárez vince 1-0 contro il Messico, i padroni di casa conducono 2-0 contro una Francia ridicola e allo sbando. Se riuscissero ad infilare altre due reti riuscirebbero nella miracolosa impresa di qualificarsi. I miei argentini fanno già i calcoli su quale nazionale potrebbero incontrare agli ottavi; sicuramente preferiscono il Messico ai rognosi cugini uruguayos.

Tra la folla i soliti canti, ma anche usi alternativi della vuvuzela.

Quando nel secondo tempo i Bafana Bafana colpiscono una traversa il miracolo sembra possibile, ma poi Malouda accorcia le distanze e l’intero paese sprofonda nella tristezza. Peccato, è stata una bella avventura, ma il livello del Sudafrica è ancora molto lontano dqll’eccellenza. Restano comunque oltre due settimane di mondiale da godersi per il popolo sudafricano, e anche per noi.

Ci dirigiamo nuovamente verso la Carpa Quilmes [si veda la storia “Esordio”, in questo stesso blog].

Qui, come sempre, non mancano birra,

festa, canti dei tifosi e ovviamente musica argentina.

Ci avviciniamo al “Peter Mokaba Stadium”,

con la sua strana copertura.

Prima di entrare, passiamo a salutare Emiliano, un altro amico argentino che sta lavorando come giornalista accreditato e che ci porta le ultime notizie sulla squadra.

Entrando sugli spalti si vedono subito i tamburi del Rojo, ovvero del Club Atlético Independiente, la squadra del grande idolo Ricardo Enrique Bochini, el Bocha (del quale spero parleremo in breve).

Diego stringe la mano.

Il tifo dei fratelli Dvoskin è già caldo.

Ma anche quello di tutta la hinchada.

Gli animali del vicino Parco Kruger sembrano parteggiare per l’Argentina.

Stranamente non tutte le tribune dello stadio sono coperte. Si vede che qui non piove tanto.

Le previsione per questa partita è chiara.

Ma anche per la prossima edizione dei Mondiali.

Moltissimi i greci presenti, ma si tratta soprattutto di immigrati che abitano qui in Sudafrica.

C’è anche il fantasma di Tsiartas.

In certi momenti sembra anche che giochi Cipro (ovviamente la parte greca dell’isola divisa). A questo proposito, forse più avanti racconterò di quando, nel novembre 2003, venni arrestato dalla Polizia turco-cipriota nella città di Famagosta/Mağusa…

Alcuni sono vestiti da antichi greci (anche se a me sembrano più romani) e fanno casino.

Altri propongono il Sole di Vergina, uno dei simboli della Macedonia greca. Ebbe un momento di notorietà quando nel 1992 la Macedonia (inteso come stato ex jugoslavo), appena divenuta indipendente, dovette inventarsi una nuova bandiera e scelse proprio questo Sole per campeggiare nel suo nuovo vessillo nazionale. I greci divennero furiosi. Dopo anni di negoziati e alcuni mesi di embargo, nel 1995 la Macedonia cambiò il drappo, che ora ricorda invece la bandiera militare giapponese (si saranno arrabbiati pure i nipponici?!). Tuttavia, persiste ancora il problema del nome: all’ONU il paese risulta ancora con la denominazione provvisoria di “FYROM” (acronimo per Former Yugoslav Republic of Macedonia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia).

Tipiche interiezioni greche.

Gli inni nazionali.

Inizia la partita. L’Argentina, sorteggiata come squadra ospite, veste la seconda divisa (blu). Anche oggi Verón non incide. Speriamo che Diego lo tolga definitivamente dalla squadra.

Messi è attivo, ma non riesce a segnare. Qui uno dei suoi classici tentativi a giro, sventato dal portiere greco Tzorvas.

Diego Milito ha la possibilità di dimostrare che si merita una maglia da titolare, ma neanche lui oggi convince.

Bene invece il Kun Agüero.

Nell’intervallo entra il leopardo Zakumi, la mascotte dei Mondiali.

Un saluto agli amici di Castelar.

Una dichiarazione di fede (calcistica).

Dopo un’occasione greca propiziata da un’incertezza di Demichelis, al 77’ l’Argentina finalmente riesce a passare con lo stesso centrale del Bayern che si trova a ribattere in rete dopo un suo primo tentativo fermato involontariamente da Milito.

Tutti (greci esclusi) gioiscono.

All’80’ esce Milito per Martín Palermo.

Messi ci prova ancora, ma stavolta è il palo a fermarlo.

Vale la pena disegnarlo in diretta.

A un minuto dalla fine Palermo riesce ad approfittare l’occasione, insaccando sotto misura un pallone vagante respinto dal portiere Tzorvas sull’ennesima azione travolgente di Messi.

Martín Palermo non è un personaggio qualsiasi [si veda la storia successiva “Vita e opere di Martín Palermo, el Loco“] e alla sua rete viene giù lo stadio (parte argentina).

È finita. L’Argentina si trova a punteggio pieno, con nove gol fatti e due subìti. Anche se finora non ha incontrato squadre che le abbiano opposto una degna resistenza, alla fine della prima fase si presenta come una delle candidate al titolo.

Diego saluta.

E i tifosi ringraziano (doña Tota).

Lo stadio si svuota.

Comments

  1. alessandrogori says:

    Tano cobertura impecable. Gracias por estos momentos registrados con tan buen ojo. Sigamos asi Vamos ARGENTINA hasta la victoria siempre!!!

  2. Enhorabuena por las fotos y los comentarios. (no sabia que te habian arrestado en Ammochostos!). De todas formas, los griegos fuimos muy orgullosos de la nacional. Por haber vencido a Nigeria y… por haber recibido solo 2 goles y despues de 80 minutos contra los mejores jugadores del mundo. No se si con razon o no, pero todos hablaban de dignidad y cabeza arriba. En fin.

    • alessandrogori says:

      gracias! uh, si, me quede unas 5 horas con la policia y el ejercito… igual tenian buena onda, no hubo demasiados problemas.
      viste tu conciudadano con el sol de vergina?
      besitos,
      a

  3. Roberto Becattini says:

    Si va verso la finale Brasile-Argentina, clamorosamente inedita in un Mondiale. Il terzo posto se lo giocheranno Spagna e Uruguay. Chissà la faccia di Blatter dovesse consegnare la coppa a Diego….Ma con Ramires al posto di Melo-dramma il Brasile sembra ancora più forte, ocio !

    • alessandrogori says:

      eh si, anch’io penso (e mi auguro) questa finale, anche se l’argentina non ce l’avra’ tanto facile…
      sei tornato dalla SK?
      a

  4. …sì ma… okkio ai krukken!!!
    Vabbè che altre squadre difficilmente lasceranno loro le praterie “inglesi”, ma questi giovinastri corrono davvero tanto (e bene).
    Si pregusta davvero una bella partita sabato pomeriggio…
    Ale, peccato tu non abbia quel biglietto!
    Tenti duur!

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