30 March 2017

Ancora qualche considerazione e nuove foto sulla serata di Genova

Venerdì 15 ottobre 2010

Riprendo alcuni commenti lasciati su questo blog per ulteriori considerazioni.

Come suggerisce Damir, sarebbe il caso di risolvere vari problemi all’interno della società serba in generale e nel mondo del calcio e degli ultras in particolare. Purtroppo esistono ancora degli assurdi vincoli: le società sportive (e dunque anche le loro emanazioni calcistiche) possiedono uno status ambiguo in Serbia; teoricamente appartengono allo stato, nel senso che non sono state mai privatizzate, anche se poi alcuni uomini d’affari offrono il loro sostegno economico da esterni. Da anni a Beograd si parla della necessità di varare la famosa legge sulla privatizzazione dei club ma non se ne è fatto mai niente. Che sia la volta buona? Potrebbe essere un primo passo verso la normalizzazione, almeno in un certo ambito.

Spesso alcuni gruppi di ultras vengono usati dal miglior offerente e sicuramente il mafioso Darko Šarić li avrà protetti e foraggiati gli ultras in passato e lo farà in futuro. Mi riesce tuttavia difficile pensare che esistesse un progetto politico premeditato per impedire l’entrata della Serbia nell’Unione Europea mandando un centinaio di scalmanati in trasferta a Genova. Sarebbe bastato molto poco per evitare quello che è poi accaduto: se la polizia italiana, in collaborazione con il Ministero degli Interni serbo, avesse fatto la sua parte intercettando preventivamente gli ultras, o almeno non permettendo che entrassero con il loro arsenale dentro “Marassi” (fasi non così difficili da realizzare), non staremmo parlando di questo argomento da giorni, e il fantomatico piano di Šarić sarebbe fallito miseramente. Detto questo, è molto probabile che certi ambienti ultranazionalisti (leggi soprattutto l’organizzazione Obraz di Mladen Obradović) usino gli ultras per destabilizzare l’ordine pubblico su questi temi ed è evidente che lo stato serbo si vede in una certa difficoltà ad arginare simili avvenimenti. Per come si sono sviluppati gli eventi, il doppio colpo all’immagine della Serbia in tre giorni (Gay Parade e Genova) è stato pesante in un momento cruciale come questo, con l’imminente (25 ottobre) riunione a livello di Consiglio dei Ministri europeo per decidere se e come la Serbia potrà continuare il cammino verso l’entrata nell’Unione Europea (che comunque non verrà decisa in quella data: si tratta di un processo lunghissimo che durerà anni).

In questi giorni le parole (spesso a vanvera) si sono sprecate. Dice bene Đako: come avevo sottolineato in un pezzo precedente, i ragazzi presenti allo stadio non avevano i capelli bianchi e al tempo del tanto citato Arkan erano poco più che dei bambini; dunque sì, «quello che hanno scritto sui giornali era la solita una vulgata giusto per usare dei luoghi comuni».

Quando in Italia ci sono incidenti negli stadi (e ogni anno ne capitano di grossi), non si spiega l’avvenimento disquisendo su quanto l’Italia sia un paese fascista. In questo senso, sono completamente d’accordo con il Fii: «La cosa che mi ha molto colpito dei commenti (media e blog vari) è stato la grande attenzione data alle motivazioni politico/sociologico degli avvenimenti, con incredibili discussioni su kosovo, fascismo e menate varie. Io dopo partite di serie A con accoltellamenti vari, partite sospese, ecc, non ho mai sentito grandi inchieste sulle motivazioni politiche delle varie fazioni, ma il solito dibattito sull’inadeguatezza degli stadi, le famiglie che non ci vanno più, chi paga la polizia, le tessere del tifoso e via dicendo. com’è che adesso, perchè son serbi (argomento caldo, condito da molto pressapochismo, musichetta balcan di sottofondo (…)».

Per il resto, alcuni degli ultras (19) sono stati arrestati dalla polizia serba al loro rientro nel paese, alla frontiera di Batrovci.

Intanto fa specie leggere che, secondo le dichiarazioni dell’avvocato d’ufficio, Ivan Bogdanov si sarebbe pentito e sorpreso del putiferio scatenatosi a seguito degli avvenimenti di martedì sera a Genova: secondo le sue dichiarazioni, gli unici bersagli di Bogdanov e i suoi sarebbero stati il Presidente della Federazione Serba Tomislav Karadžić e il portiere Vladimir Stojković, accusato di alto tradimento.

Ora la preoccupazione principale riguarda il derbi Crvena Zvezda-Partizan in programma sabato 23 ottobre. Le autorità serbe stanno addirittura pensando di rimandare l’avvenimento per il timore di nuovi scontri.

Propongo qui alcune altre foto inedite della serata di Genova.

Comments

  1. ma sì, ale, è il solito discorso italiota; debole con i forti e forte con i deboli… sempre pronti a sparare a zero sugli altri, se poi hanno una reputazione mediatica pessima (sic!), allora tanto meglio.
    ho cercato quel servizio del tg2 ma nulla da fare, magari riprovo sul sito della rai.
    la tana delle tigri di arkan… mancano solo l’uomo tigre, antonio inoki e mister x! ; )

  2. http://www.youtube.com/watch?v=JlNBghwVnWo

    pistocchi rappresenta gli italiani??
    ciao Ale

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