26 March 2017

Con l’1-1 al “Camp Nou” nel Clásico #4 il Barça vola alla finale di “Wembley”

Mercoledì 4 maggio 2011

Il Barça si qualifica per la finale di “Wembley” grazie all’1-1 casalingo della semifinale di ritorno. È stata la sfida più aperta delle 4 della serie in cui il Madrid ha cercato finalmente di giocare a calcio, anche se ha prodotto un unico tiro in porta nei 180 minuti complessivi.

Per il Barça si tratta della terza finale in 6 anni, la settima della storia (ne ha vinte 3 e perse altrettante). I catalani si vendicano così dell’eliminazione in semifinale contro gli acerrimi rivali nel 2002 quando curiosamente si verificarono gli stessi risultati a parti invertite: 0-2 al “Camp Nou” e 1-1 al ritorno al “Bernabéu”.

Nei festeggiamenti per la conquista della Liga dell’anno scorso, poco prima della finale di Madrid vinta dall’Inter di Mourinho, Guardiola aveva annunciato alla tifoseria congregata allo stadio: «Sabato prossimo saremmo dovuti essere in un posto e non ci siamo riusciti. Ve ne dobbiamo una, e questi non sbagliano».

Il prologo

Dopo una bellissima giornata primaverile con sole pieno, due ore prima della partita su Barcelona si abbatte il diluvio. Ci rifugiamo alla birreria “Wembley”, sperando che porti bene. Fuori si vedono gli ombrelli dei passanti sotto la pioggia.

Qui i tavolini sono tutti prenotati per stasera.

Patatas bravas, boquerones e cañas per carburare.

Arriviamo allo stadio che ha quasi smesso di piovere, ma il cielo non promette niente di buono.

Per una volta si entra solo pochi minuti prima dell’inizio della gara.

In un piccolo settore del terzo anello si intravede uno sparuto gruppo di madridisti: in teoria i tifosi blancos avevano diritto a 5mila biglietti, ma oltre due terzi sono stati restituiti; probabilmente non sono in molti a credere nell’impresa.

Parte il mosaico dei 95mila del “Camp Nou”,

e i giocatori entrano in campo.

Sopra lo stadio il cielo è sempre più plumbeo, il terreno è pesante con buona pace di chi non aveva fatto bagnare il terreno dello stadio della capitale.

La partita

Una delle domande della serata riguarda dove si è installato Mourinho a seguire la partita. Sembra sia rimasto in albergo davanti alla tv; in questo modo può essere più facile riuscire a comunicare con la panchina (in panchina si è visto Silvino, uno dei suoi collaboratori, con un iPad…).

Vengono annunciate le formazioni e il Madrid presenta due sorprese: il portoghese schiera Kaká al posto di Özil in mezzo, con ai lati Di María e Cristiano e davanti Higuaín. Lass e Xabi in mezzo.

Se qualcuno potrà pensare che forse la tattica di Mourinho (giocare per lo 0-0 in casa cercando poi di marcare in trasferta) poteva non essere sbagliata, vedendo oggi un Madrid decisamente più tonico e calcistico, ci si chiede come mai non abbia proposto questo schieramento davanti al suo pubblico: di fronte all’assenza fisica di Mourinho il Madrid sembra finalmente una squadra di calcio. Questioni filosofiche?

Nessuna sorpresa nel Barça che rispetto all’andata recupera il preziosissimo Iniesta.

Inizia bene il Madrid che nei primi minuti intesse buone trame. Al 12’ Carvalho vede già il primo giallo e dopo circa un quarto d’ora il Barça esce alla distanza e prende il possesso della pelota. In pochi minuti i blaugrana creano 5 azioni pericolose, 4 delle quali salvate dal sempre ottimo Casillas: su Busquets di testa su un corner,

su Villa (con una mano)

e due volte su Messi.

Ora il Barça domina ma si arriva all’intervallo sullo 0-0. Verso il 35’ era ricominciato a piovere forte e non smetterà fino a pochi minuti dalla fine dell’incontro.

Quando si sta per battere il secondo calcio d’inizio il famoso Jimmy Jump, il famoso saltatore catalano, riesce a penetrare sul terreno di gioco dribblando egregiamente tutti quelli che cercano di placcarlo con l’obiettivo di dare a Cristiano Ronaldo una tipica barretina catalana.

Il Madrid torna in campo più determinato. Subito un’azione controversa: Cristiano lancia la palla in avanti, ma in un contrasto con Piqué il portoghese come in una carambola cade proprio sul piede di Mascherano; l’arbitro fischia poco prima che Higuaín insacchi la palla di quello che sarebbe stato lo 0-1. Proteste madridiste.

Subito dopo, al 54’, il Barça passa in vantaggio con una fulminante azione collettiva: Valdés lancia con i piedi per Alves che trova Iniesta; il manchego verticalizza un pallone filtrante per Pedro che stavolta fulmina Iker. Finalmente Pedro si sblocca, proprio in una delle partite più importanti della stagione: non marcava dal 26 febbraio.

Il Madrid è alle corde e come spesso accade il Barça ha il limite di non saper chiudere definitivamente la partita e questo potrebbe essere pericoloso. Entra Adebayor per Higuaín e poi esce l’evanescente Kaká (che tristezza vedere un giocatore del genere ridotto in tali condizioni) per Özil che in pochi minuti dimostra tutto il suo valore.

Al 64’ lo stesso Pedro perde un appoggio a centrocampo: Di María arriva al tiro dopo un’egregia azione e prende il palo; sulla respinta serve Marcelo che insacca sotto misura. È la prima rete del Madrid nello stadio del massimo rivale dal dicembre 2007.

Agli uomini di Mourinho ne servirebbero altri due per passare il turno. Sugli spalti si vive qualche patema, ma è difficile che capiti vista la poca effettività delle merengues.

Il Barça ora controlla la partita attraverso il possesso palla, per disattivare possibili pericoli.

I madridisti si esibiscono in una costellazione di fallacci: viste le continue polemiche degli ultimi giorni, sembrano sfidare l’arbitro ad estrarre il secondo cartellino. Adebayor, Marcelo e Carvalho sono quelli che rischiano di più, ma stavolta le due squadre finiscono in 11 contro 11. Ci si chiede come faccia Messi a rialzarsi sempre con tali colpi. Poi anche Pedro vede il giallo.

Per dare più sostanza entra Keita al posto di Villa e Iniesta si sposta in avanti. Il Madrid ormai non sembra pericoloso.

Quando mancano pochi minuti ovazione del pubblico,

che si rende conto che ha iniziato a riscaldarsi Éric Abidal, reduce dall’operazione al fegato.

Quando all’ultimo minuto il francese entra in campo per Puyol viene giù lo stadio.

De Bleeckere fischia la fine. Tripudio sugli spalti  e sul campo, con Abidal che viene lanciato in aria dai suoi compagni.

I giocatori festeggiano poi in vario modo.

Maiuscola come sempre la prova di Xavi, Iniesta si è mosso egregiamente tra le linee, Messi ha provato la rete senza successo, ma si è messo generosamente a disposizione della squadra. Villa si è dovuto disimpegnare da solo, Pedro molto ispirato, oltre al gol ha difeso moltissimo. Incerto Busquets come in tutti i Clásicos di questa serie, Alves è migliorato rispetto alle ultime uscite. Impressionante il trio difensivo Piqué, Mascherano, Puyol.

Nelle dichiarazioni del dopo partita i madridisti coincidono nelle parole profetiche del loro allenatore quando diceva che al “Camp Nou” sarebbe stato «impossibile qualificarsi», facendo allusione all’episodio della rete “non annullata” a Higuaín [si veda sopra].

Rimane il fatto che in 180 minuti il Madrid ha praticamente tirato in porta due volte, entrambe in occasione della rete qui al “Camp Nou”. Il Barça, con il suo gioco e le occasioni prodotte (oltre alle 3 reti), è stato complessivamente superiore.

http://www.youtube.com/watch?v=be2zG9V9i8c

5mila persone si riuniscono a Canaletes, all’inizio delle Rambles, il tradizionale luogo di ritrovo dei tifosi catalani in occasione delle feste.

Come un cerchio che si chiude, l’appuntamento è a “Wembley” per la finale, proprio come quel 20 maggio 1992 quando una punizione di Koeman al 111’ regalò al Barça il primo titolo continentale dopo due finali perse tragicamente. Era guidato in panchina da Johan Cruijff, l’uomo che cambiò per sempre le sorti e la filosofia di una squadra e di un club fino ad allora perdenti; in mezzo al campo un giovanissimo Pep Guardiola.

Dopo 4 Clásicos che hanno sfibrato i nervi e le energie di allenatori, giocatori e, perché no, anche di molti tifosi, l’appuntamento con altri 2 Clásicos è invece già fissato per il prossimo agosto quando il FC Barcelona e il Real Madrid si incontreranno per la Supercoppa di Spagna. Ci sarà ancora Mourinho?

 

Comments

  1. Mauro Missana says:

    Grande Barça!!!!!!!!

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