24 March 2017

L’Udinese pareggia contro il Milan: quarto posto e preliminare Champions!!!

Lunedì 23 maggio 2011

Grandi emozioni al “Friuli”. Pur soffrendo fino alla fine, una stranissima Udinese riesce a ottenere il punto necessario per conquistare il quarto posto e agguantare per la seconda volta nella sua storia il preliminare di Champions.

Nonostante la “Sindrome Barcelona” (si veda sotto) e i soliti patemi, il pareggio per 0-0 con il Milan Campione d’Italia porta i friulani a 66 punti insieme alla Lazio ma, a parità di punti negli scontri diretti con i biancazzurri, conquistano il quarto posto in virtù della migliore differenza reti complessiva.

È una giornata di cui ci ricorderemo a lungo, suggello di una stagione sofferta e spettacolare.

Il preliminare non significa (i gironi della) Champions, anzi non sarà sicuramente facile arrivarci. Quali e quanti giocatori partiranno? Chi arriverà? A tutto questo penseremo nei prossimi giorni, per ora godiamoci la festa.

L’avvicinamento

La partita più attesa dell’anno è iniziata con molto anticipo. Il pomeriggio ai Rizzi.

Con lo striscione di incitamento sulla chiesa locale.

Nel parcheggio del “Friuli” da ore prima della partita pullulano i classici chioschi autoorganizzati con vino, birra, formaggio, salame e griglie varie.

Arriva il pullman dell’Udinese con i giocatori acclamati dai tifosi.

Con larghissimo anticipo ci avviamo ai soliti controlli; gli ingressi riservati alla “carta” del tifoso non hanno mai funzionato.

La serata è storica e nonostante il largo anticipo c’è ressa per entrare.

Il cielo sopra lo stadio è minaccioso, speriamo di non prendere la seconda lavata in due giorni.

Quando i giocatori del Milan entrano in campo per il riscaldamento sul Cosmo appare un video celebrativo dei Campioni d’Italia: che sia per renderli più malleabili? La curva invece fischia. Anche i friulani escono dal tunnel; Handanovič saluta la curva.

Vengono rispolverate le bandierine della nefasta notte contro il Barça (ci tocchiamo).

Guidolin aveva annunciato che in caso di qualificazione avrebbe ballato, quasi come Boateng alla festa milanista.

Ma il tecnico di Castelfranco è per ora nervosissimo.

La squadra viene sotto la curva a ringraziare già prima della partita.

Stasera ci sono proprio tutti.

Altri proclami.

Il colpo d’occhio è magnifico.

Su tutti i settori,

a parte la Curva Sud, con l’(in)spiegabile vuoto. Dopo tanto tempo lo Stadio “Friuli” presenta il tutto esaurito, tanto che già lunedì mattina non si trovavano più tagliandi di curva. La capienza è però ridotta a “soli” 30mila posti; se all’estrema destra della Sud c’è il settore per gli ospiti possessori della Tessera del tifoso e nella zona adiacente per quelli senza tessera, come mai si è dovuto lasciare vuota gran parte della curva?

Anche il “settore” della famiglia Pozzo.

Le due squadre entrano in campo.

Entusiasmo.

La curva milanista ringrazia Pirlo.

La nostra si esalta.

La bandiera degli Udinese club.

La partita

Siamo pronti per cominciare.

Finalmente Totò e il Niño giocano entrambi dall’inizio. Al 19’ prima occasione per l’Udinese: punizione di Di Natale,

che colpisce il palo esterno.

Quasi subito però l’Udinese scompare, lasciando l’iniziativa al Milan. Si teme quella che è nota ormai come “Sindrome del Barcelona”, ricordando la disgraziatissima ultima partita del girone di Champions del dicembre 2005: in uno stadio pienissimo, ai bianconeri bastava un punto per qualificarsi per il turno successivo contro il Barça già primo del gruppo e venuto a Udine orfano dei campioni più celebrati se addirittura senza l’allenatore Rijkaard con problemi di salute. Si sa come andò a finire: nella partita forse più importante della sua storia centenaria, l’Udinese allora allenata dal pessimo Cosmi entrò in campo pensando al pareggio e lasciò l’iniziativa agli avversari; il Barça, pur non volendo infierire, vinse 0-2, con reti di Ezquerro e Iniesta [si veda qui la storia del Cugino carnico di Iniesta in cui viene citato anche quell’episodio]. Questa è una foto di quella ferita non ancora cicatrizzata:

Le sensazioni sono le stesse. La Lazio sta vincendo e noi guardiamo il Milan giocare, quando dovremmo invece cercare la rete della sicurezza per evitare problemi. Qualcuno parla di biscotto; probabilmente il Milan non ha nessuna intenzione di infierire, ma ci può sempre scappare un rimpallo o un errore difensivo che metta un rossonero in posizione pericolosa. Handanovič deve prodursi in un paio di uscite. Va avanti in questo modo per gran parte del primo tempo e metà ripresa, un periodo infinito per le coronarie messe già a dura prova nelle ultime giornate: viviamo con il cuore in gola sapendo che il pericolo è sempre in agguato e un solo errore potrebbe pregiudicare la stagione. Ma evidentemente questo è l’anno dell’Udinese.

Al 67’ Sánchez prende finalmente l’iniziativa, si insinua sulla destra e tira,

Amelia devia.

Ma l’Udinese continua ad annaspare. Al 73’ il Niño parte nuovamente da solo,

si sposta sulla destra; serie di finte,

entra in area e viene steso da Seedorf.

Rigore netto. Di Natale ha sui piedi il pallone che vale i preliminari (ovvero la tranquillità degli ultimi minuti) ma Amelia devia.

Il pubblico cerca di incitare il Capitano a non abbattersi.

Quest’episodio negativo da la scossa all’Udinese. Subito dopo Inler sparacchia da lontano e inaspettatamente il pallone batte prima sulla traversa e poi sul palo. Anche chi tra di noi finora aveva parlava molto teme ora la beffa. Ma la fine si avvicina, negli ultimi minuti il Milan tira i remi in barca e l’Udinese cerca di controllare il pallone.

Tagliavento fischia la fine e l’entusiasmo esplode in curva,

e nei distinti.

Tutti si riuniscono a centrocampo.

6 anni dopo l’Udinese conquista nuovamente il quarto posto che da accesso ai preliminari di Champions (non ai gironi, ma di questo parleremo un’altra volta). La squadra torna sotto la curva in piena esaltazione.

Guidolin insieme ai sudamericani accenna i primi passi di danza promessi.

I ragazzi portano in giro uno striscione simile a quello della Champions.

Sul terreno di gioco viene approntato un palco, sul quale Guidolin si esibisce nuovamente ballando.

Totò viene a tirare le sue scarpe in curva.

Vengono sparati i coriandoli, diventati un classico in ogni celebrazione.

Guidolin stavolta va a ringraziare sotto i distinti,

e viene portato in spalla da Badu, ormai un rito della squadra.

Pinzi porta la bandiera del Friuli.

In campo anche il grande Paolo Miano, ritrovato martedì scorso a Gemona.

I figli dei giocatori improvvisano una partitella nella quale si inserisce anche Totò, felice come un bambino.

I più piccoli scorazzano sul prato.

La coppia più bella vista al “Friuli” negli ultimi anni.

Partono i fuochi d’artificio.

Peccato per lo speaker del “Friuli” che con le sue uscite costituisce la nota stonata della celebrazione. Sul Cosmo appare il paròn Pozzo che ringrazia il pubblico per i suoi 25 anni di Udinese. Il quarto posto è un eccezionale regalo per l’anniversario e per i 70 anni che compierà tra qualche giorno. Pozzo torna sui suoi cavalli di battaglia, lo stadio innanzitutto, per portare «sempre 20mila persone, anche gratis, ma sempre 20mila».

È bello vedere che tanta gente è rimasta a lungo allo stadio con voglia di festeggiare questa stagione. Personalmente anche stasera la tensione accumulata è stata grande, tanto che riesco a esultare solo molti minuti dopo la fine della partita. Dopo varie birre ai Rizzi insieme ai compagni di settore e qualche altra fetta di formaggio e salumi vari, fuori dallo stadio c’è ancora gente che attende l’uscita dei giocatori,

e anche nel parcheggio si consumano le ultime scorte.

Ci dirigiamo verso il centro e anche se è ormai l’una di notte ci sono ancora tifosi che festeggiano, in piazza Primo Maggio,

nelle vie adiacenti,

e in piazza Libertà.

Prima di rientrare ci concediamo l’ultima birra in un locale in cui si vede questa lavagnetta indicativa della serata appena vissuta:

La stagione è stata bellissima e sfiancante sul piano nervoso. Un ringraziamento personale e sentito agli amici con i quali da anni andiamo ad assistere alle partite e con i quali condividiamo gioie e dolori della nostra squadra.

 

Comments

  1. ale Campi says:

    A parte lo speaker, tutto splendido e all’altezza dell’evento. Ho sofferto anch’io della “sindrome del Barcelona” durante la partita, ma l’Udinese in campo domenica sera era molto diversa da quella che affrontò i Blaugrana.

  2. L’ultima foto è perfetta come immagine finale di un intera stagione iniziata ad agosto (ed ancor prima) e vissuta a stretto contatto nel nostro settore, ma anche via sms e su questo sito, uniti da un’unica, grande passione che condividiamo da anni.
    Alè Udin

  3. gianpaolo nigris says:

    Bellissimo resoconto della magica serata.
    Sono capitato casualmente sul tuo sito cercando le foto della partita perchè sono l’autore del
    cartello Guidolin-Jackson.
    Complimenti per il sito che vedrò di approfondire prossimamente visto i tanti argomenti che tratta.
    P.S. POTRESTI INVIARMI UNA COPIA DELLA FOTO ?
    Grazie

    Ciao

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