23 September 2017

L’Udinese scopre Ranégie e finalmente arriva la prima (sofferta) vittoria della stagione: sarà la svolta?

Lunedì 24 settembre 2012

Non senza patemi ieri è finalmente arrivata la prima vittoria dell’Udinese contro un Milan in crisi profonda. Inaspettato protagonista l’altissimo svedese (di padre della Guadalupa) Matthias Ranégie, autore di una rete e mezza.

I leggeri miglioramenti che si erano intravisti giovedì scorso in Europa League contro l’Anži lasciavano qualche speranza sull’imminente uscita dal tunnel. Subito si è visto che la squadra aveva più voglia e più “gamba” delle altre uscite di questo disastrato inizio stagione.

Indisponibili gli infortunati Basta e Domizzi (Faraoni e Coda al loro posto) e lo squalificato Lazzari (sostituito da Allan, anche se più arretrato), con Armero fuori per scelta tecnica (per Pasquale), dopo aver a lungo affiancato Di Natale ai vari Abdi e Fabbrini finalmente Guidolin si è scrollato di dosso la sua proverbiale “prudenza” e ha schierato una formazione a due (2) punte, qualcosa che da molto non si vedeva da queste parti. Con Muriel ancora in infermeria, ha inserito nuovamente Ranégie che nonostante i 196 centimetri già contro i “russi” aveva dimostrato agilità e discrete qualità tecniche. Con una tale statura è un perfetto complemento per Di Natale che sembra stia ritrovando il tono anche se non è ancora ai suoi livelli; in questo modo il Capitano non è abbandonato a sé stesso com’è invece capitato a lungo. Buone le sensazioni dello svedese anche in fase di assist, speriamo le mantenga: è stato subito paragonato a Oliver Bierhoff che proprio a Udine aveva spiccato il volo. Peccato solo che Ranégie sia arrivato nell’ultimo giorno di mercato e non già quest’estate, sarebbe stato sicuramente utile contro il Braga.

Lanciatissimo, durante la partita Guidolin ha cambiato in corsa l’assetto tattico, avanzando addirittura la posizione di Pereyra dietro agli attaccanti. Si spera che l’allenatore di Castelfranco riconfermi il modulo e che la vittoria serva per riprendere fiato e morale. Già mercoledì i friulani giocheranno a Torino contro i granata per poi ritornare domenica al “Friuli” contro il Genoa.

Privato dei suoi migliori giocatori che non sono stati adeguatamente rimpiazzati, per il Milan è crisi nera: una squadra senza gioco e senza nerbo con evidenti segni di nervosismo (la squadra è rimasta in nove per due stupide doppie ammonizioni). Allegri non sembra avere le soluzioni.

Nel Milan rientrava Montolivo, ma la sua prova come quella di tutta la squadra è risultata scarsa. Incerta la difesa rossonera soprattutto con Zapata e Mexes e davanti Pazzini non si è praticamente visto. El Shaarawi ha segnato la sua terza rete in A, dopo le due dello scorso campionato (entrambe all’Udinese !), ma non è stato sufficiente. Sarà Allegri a tirar fuori la squadra dal pantano?

La partita

Oggi si arriva poco prima dell’inizio.

La curva (almeno oggi) è già piena.

Oltre alla bandiera slovena che salutava Handanovič, da questa stagione è apparsa anche quella serba in onore di Brkić.

Nella difesa del disastrato Milan con il numero 17  si vede la presenza di un ex, Cristián Zapata: siamo tutti sicuri che prima o poi gli capiterà uno di quegli erroracci per i quali era famoso a Udine. Basta solo aspettare.

Anche i distinti sono abbastanza pieni, ma ovviamente molti sono i milanisti presenti.

Al 40’ l’Udinese va in vantaggio con l’ottimo Ranégie che anticipa di testa Mexes e supera Abbiati in uscita con un tocco soave. Finalmente una partita che si mette bene. Entusiasmo in curva,

e i compagni che si congratulano con lo svedese.

Buon primo tempo dell’Udinese, o almeno così sembra a noi. Nell’intervallo nel nostro settore riceviamo la visita di un amico (e lettore di questo sito) che si dice molto deluso dal prima frazione. Il saluto di Brkić alla curva, mentre il coretto pieno di consonanti si sta ancora affinando.

Buona la gara del serbo che al 54’ non può fare niente sullo strepitoso tiro da lontano di El Shaarawi.

È il pareggio del Milan, con i tifosi rossoneri che ora si vedono emergere dai distinti.

In curva temiamo l’ennesima delusione casalinga, ma oggi il Milan è peggio di noi. Al 68’ Ranégie viene atterrato in piena area da Zapata che riceve anche il secondo cartellino giallo (poco prima era stato già ammonito per un inutile fallo di mano) e deve lasciare il campo. Come volevasi dimostrare…

Rigore di Totò e 2-1. Speriamo che due reti in quattro giorni servano al Capitano per rimettersi in carreggiata dopo un inizio incerto. Ne abbiamo bisogno.

Allegri sembra sempre più in bilico.

All’83’ Boateng completa la frittata: a circa mezz’ora dalla sua entrata in campo un plateale fallo a centrocampo gli vale il secondo giallo, stupido quanto inutile.

Anche con l’avversario in nove negli ultimi minuti l’Udinese (e anche noi) soffre l’indicibile. Da non credere l’ultima azione da cardiopalma con un cross che attraversa tutta l’area bianconera senza che nessuno riesca a intervenire. Dopo quattro lunghissimi minuti di recupero il triplice fischio libera la tensione della curva.

Il saluto finale dei giocatori ai tifosi.

Dopo tante delusioni di queste ultime settimane il pubblico (almeno quello bianconero) sciama contento,

e stavolta birra, salame e formaggio che si degustano nel parcheggio non hanno un sapore amaro.

Comments

  1. No dai, “molto deluso” è un po’ esagerato, ma ribadisco che secondo me non è stata una partita dai buoni contenuti tecnici, da parte di nessuna delle due squadre. Ancora non si vedono le combinazioni in velocità, i passaggi di prima, le sovrapposizioni che negli anni scorsi avevano fatto la nostra fortuna, ed è per questo che non sono troppo soddisfatto di quanto visto. Ma forse ormai quel tipo di gioco non sarà più attuabile, vista la partenza dei giocatori-cardine.
    Resta il fatto che a centrocampo manca ancora qualità (e il 50% circa di passaggi sbagliati ogni partita è un dato che ben lo evidenzia), e che Ranegie potrebbe essere funzionale a nascondere ciò, dato che col lancio lungo dalla difesa scavalchi il centrocampo e ti affidi ai suoi appoggi per i compagni. Il rischio è che alla lunga ciò risulti troppo prevedibile, ma son sicuro che il Guido sta ben lavorando su tutti gli aspetti critici. Quindi massima fiducia e speriamo nella crescita di qualche altro nuovo arrivato!

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