26 March 2017

«Un dia seràs el 4 del Barça»

Martedì 23 agosto 2011

Il figliol prodigo Cesc Fàbregas è tornato a casa. Nato ad Arenys de Mar, cittadina della costa catalana famosa per essere anche la casa del poeta Salvador Espriu, era cresciuto nelle giovanili del Barça, club di cui era tifoso fin da piccolo. Con la squadra dei suoi coetanei, di cui facevano parte anche Messi e Piqué (nati nel 1987 come lui), vinse tutti i titoli possibili della sua categoria.

Nel 2001 Cesc stava attraversando un brutto periodo, dovuto anche alla separazione dei genitori. Nel tentativo di tirarlo su di morale, Rodolf Borrell suo allenatore nelle giovanili, chiese a Guardiola di dedicargli una maglietta: Pep, allora Capitano e numero 4, era l’idolo del ragazzo. L’attuale allenatore blaugrana gli scrisse di suo pugno la frase che poi passò alla storia, «Un dia seràs el 4 del Barça» [un giorno sarai il 4 del Barça], e che in questi giorni, seppur con molto ritardo, si è avverata.

In Inghilterra

Nel maggio 2003 si disputarono i Mondiali Under 17 in Finlandia in cui la Spagna perse in finale con il Brasile (0-1) ma Cesc fu il capocannoniere e fu votato miglior giocatore della manifestazione, attirando su di sé le attenzioni dei cacciatori di talenti europei.

Allora il suo posto in prima squadra sembrava essere chiuso (ma non aveva neanche 16 anni!). Gli emissari di Arsène Wenger approfittarono di un terribile vuoto di potere che si verificò nel Barça, sprofondato in una delle più grosse crisi istituzionali della storia recente con la fine della tragica epoca Gaspart e l’inizio della nuova era di Joan Laporta.

L’Arsenal si inserì approfittando di un codicillo attraverso il quale si poteva scavalcare il contratto giovanile che aveva il ragazzo. Ovviamente a Cesc e alla sua famiglia venne offerto molto denaro, un contratto professionale e la sicurezza che avrebbe visto in breve la prima squadra. È vero, Wenger non fece niente di illegale, ma sicuramente non si comportò bene.

Non sarà la prima volta: oltre a Cesc è poi accaduto con Fran Mérida, nel 2008 con Ignasi Miquel e nello scorso febbraio con Jon Toral (anche se il ragazzo ha la madre inglese), a cui nuovamente sono stati offerti prospettive e guadagni succulenti.

Cesc firmò per i Gunners l’11 settembre 2003, proprio il giorno della festa nazionale catalana. Di lì a poco scese in campo al vecchio “Highbury” nella Coppa della Lega contro il Rotherham Utd, a 16 anni e 177 giorni, divenendo il più giovane giocatore ad esordire in prima squadra della storia dell’Arsenal.

Nel dicembre successivo segnò contro il Wolwehampton, il più giovane della storia del club (16 anni e 212 giorni). Si inserì nella prima squadra dalla stagione 2004/05, acquisì poi la Numero 4 dopo la partenza di Patrick Viera alla Juventus, dall’inizio del campionato 2005/06, e divenne capitano dal novembre 2008 succedendo a William Gallas.

Da oltre due anni ormai il Barça che cercava di recuperare il suo gioiello perso che, da parte sua, non vedeva l’ora di tornare a casa.

La trattativa è risultata molto complicata, fino al termine della telenovela, pochi giorni fa. Non si sarebbe sbloccata senza l’aiuto dello stesso Cesc, che ha messo sul piatto della bilancia ben 5 milioni di tasca sua, rinunciando a un milione per ogni anno di contratto rispetto a quelli pattuiti. Alla fine non è risultato così caro come si pensava: 29 fissi, metà subito e metà a fine settembre, ai quali si aggiungono i 5 messi a disposizione da Cesc e altri 5 in variabili (2 milioni per ogni Liga, al massimo due, e 1 milione per la prima Champions vinta dal giocatore). Il giocatore ha firmato un contratto che lo legherà al Barça fino al 2016, con una clausola di rescissione di 200 milioni di euro.

Poi finalmente l’annuncio, avvenuto nell’intervallo della Supercoppa di Andata contro il Real Madrid, per evitare che la squadra si lasciasse distogliere dall’attenzione della partita, e il giorno dopo la presentazione con 30mila tifosi presenti al “Camp Nou”.

Cesc è diventato così l’ultimo dei 4 rinforzi del Barça di quest’anno, insieme a Thiago e Fontàs, ascesi dalle giovanili, e al nostro amato Niño Sánchez (a Barcelona viene chiamato Alexis, vista la quantità di Sánchez che esistono nel mondo ispanico e che Niño ormai non lo è più), protagonista dell’altra telenovela estiva.

La profezia del 4 si è avverata. Qui il video di benvenuto da parte del club, con Cesc bambino che si racconta.

Non sarà sicuramente una prova facile per Cesc. Prima del suo arrivo molti soci e tifosi blaugrana storcevano il naso, credevano fosse un’assurdità spendere tanti soldi per recuperare un giocatore cresciuto nelle giovanili e poi andatosene in un altro paese. E che, per di più, nell’ottobre 2006 aveva allungato smisuratamente il contratto (fino al 2014): per questo motivo era l’Arsenal ad avere il diritto di fissare il prezzo (al contrario di quel che sta capitando con Sami Nasri, in scadenza di contratto e ormai a un passo dal City dei collezionisti di figurine Mancini e il suo patron, lo sceicco Mansour).

Chi osteggiava l’acquisto citava anche la crescita di un nuovo potenziale fuoriclasse (a patto che cambi il modo di pensare) come Thiago Alcántara, di cui abbiamo parlato varie volte qui: all’inizio dell’estate il figlio di Mazinho si è laureato Campione d’Europa Under 21 con la Spagna con la ciliegina di miglior giocatore del torneo; ha continuato poi a mostrare numeri d’alta scuola e reti durante il precampionato del Barça, mentre Cesc si macerava nei dubbi, se mai la sua situazione si sarebbe sbloccata.

Fulcro dell’operazione Cesc è stato in realtà Pep Guardiola, colui che ha fortemente voluto che tornasse all’ovile. In questo modo, pensa il tecnico, il futuro del centrocampo blaugrana è assicurato: in scala ci sono il senyor Xavi (classe 1980), vero asse portante dei catalani, Don Andrés Iniesta (1984), Cesc (1987) e Thiago (1991), senza contare Sergio Busquets (1988), nella sua versione di mediano.

Qualcuno ha dei dubbi sulla coesistenza di tutti questi talenti e avanza già l’ipotesi che Guardiola avrà le sue gatte da pelare quando inizieranno i primi mugugni. In realtà i giocatori di talento non sono mai abbastanza; alcuni anni fa esistevano delle critiche anche per una possibile non coesistenza tra Xavi e Iniesta, subito dissipata.

Altro punto a favore è che Cesc, nonostante abbia trascorso lontano 8 anni, conosce ancora a memoria i meccanismi della squadra, quegli stessi di cui si nutrono anche i ragazzini delle giovanili fin dal loro arrivo alla Masia. Non sarà dunque necessario spiegare molto, anzi l’adattamento sembra sia già avvenuto, anche grazie al fatto che Cesc è amicissimo di molti altri calciatori del Barça, da Puyol a Xavi, a Villa a Piqué, suo compagno insieme a Messi nelle giovanili dell’87.

Cesc arriva da una situazione in cui era il trascinatore dell’Arsenal, ma sa che al Barça non parte da titolare, però con umiltà è pronto a mettersi in gioco. Con l’Arsenal aveva conquistato solo due titoli, un Community Shield (la Supercoppa inglese) nel 2004 e la FA Cup nel 2005. Poi il buio. E la fame di trofei è tanta.

Fàbregas può occupare tutte le posizioni di centrocampo, nato come mediano dai piedi buoni, poi ha avanzato la sua posizione arrivando molto spesso alla rete (57 gol in 300 partite ufficiali con i Gunners). Nonostante i suoi 24 anni, ha inoltre molta esperienza: Capitano dell’Arsenal e oltre 50 partite con la Nazionale spagnola (laureatosi Campione d’Europa e del Mondo, anche se non da titolare).

Sembra che Guardiola stia anche pensando a un modulo da schierare in alcune occasioni: cambiare lo storico 4-3-3 con un 3-4-3, creando dunque un posto in più a centrocampo; un’altra variante sarebbe spostare all’evenienza Iniesta all’ala liberando un posto.

Qualcuno avanzava anche l’ipotesi che potrebbe accadere in qualche partita, una formazione di soli canteranos, idea sicuramente affascinante: Valdés; Puyol, Busquets, Piqué, Fontàs; Cesc, Xavi, Thiago; Iniesta, Pedro, Messi. E, visto quanto si è giocato Guardiola con Cesc, potrebbe essere anche un’assicurazione per vedere l’allenatore ancora per qualche anno sulla panchina del Barça.

La Supercopa spagnola

Mercoledì scorso, al minuto 84’ del ritorno della Supercopa contro il Real Madrid, si è compiuto il sogno di Cesc: è entrato accompagnato da un boato del “Camp Nou” e ha partecipato all’azione della rete decisiva di Messi e subendo il tremendo fallo di Marcelo nel recupero. Le foto successive ritraggono il centrocampista di Arenys che festeggia. In soli 10 minuti è tornato ufficialmente a casa, ha esordito nello stadio dei suoi sogni con la squadra di cui era tifoso e ha vinto un trofeo insieme ai suoi amici. Meglio di così impossibile.

Intanto, da giorni la maglietta con il nome Fàbregas (stranamente ha voluto continuare a indossare il nome che aveva in Inghilterra, dove non poteva mettere “Cesc”) è la più venduta nei negozi del club.

Il Gamper

Ieri sera si è giocato il torneo dedicato a Hans/Joan Gamper, lo svizzero fondatore del Barça. Si tratta di una passerella estiva che in tempi meno congestionati serviva come presentazione della squadra al pubblico. Rimase famosa l’edizione del 2005 quando ospite era la Juventus di Capello contro cui il giovanissimo Leo Messi fece il diavolo a quattro.

Ieri l’avversario era il Napoli, sepolto da un 5-0 senza storia, anche se la formazione iniziale schierata da Guardiola era composta soprattutto da giovani. Cesc ha esordito dall’inizio, giocando nella posizione di falso centravanti (arretrato): ha sprecato una ghiotta occasione, sparacchiando a lato da solo davanti a De Sanctis, ma poi ha marcato la sua prima rete con la nuova/vecchia maglia.

Benvingut a casa Cesc!

Venerdì la Supercoppa Europea a Monaco contro il Porto.

Comments

  1. Paolo Negri says:

    Cinque gol sono pochi per la coppia di super antipatici Mazzarri e De Laurentis. Il primo piange sempre, non riconosce mai i meriti degli avversari (ieri sera su Sky ha detto che il Barça è più avanti come preparazione visto che il Napoli non ha ancora iniziato il campionato: il Barça invece sì? Basta con ste palle della preparazione, tutti gli anni, da parte dei club italiani: allora che inizino a lavorare l’1 luglio!), è inutilmente stizzoso e polemico, si è reso protagonista del penoso teatrino estivo sulla sua partenza o meno. Quanto a De Laurentis, può avere i miliardi ma resta un gran maleducato (eufemismo). E la stampa italiana, sempre a 90 gradi, per giorni ha celebrato con retorica l’amichevole del Napoli a Barcellona, quasi fosse un’impresa, arrivando tra ieri e oggi a sottolineare come l’Inter quando ha perso 5-0 il Gamper ha poi vinto lo scudetto: nessuna o pochissime righe sull’Udinese che riceve l’Arsenal, parlando degli inglesi solo per il mercato (Nasri al City: Mancini lo sa che può schierarne solo 11? Impari da Ferguson che non fa squadre a colpi da milioni di euro ma sa valutare e lanciare i giovani: che spettacolo l’altra sera col Tottenham, squadra da 23 anni di età media e gioco straordinario) e ignorando in pratica l’Udinese stessa. Io dico: Udinese tutta la vita! Anche se è dura trovare sostituti adeguati a chi è partito, ma la politica del club – per quanto possa apparire minimalista o troppo legata a incassare – è l’unica possibile per una realtà non metropolitana. E allora Alè Udin. E grazie Ale per il filmato relativo alla presentazione di Cesc: ci sono storie che vanno ben oltre il calcio dei nababbi e che anche in realtà di alto livello conservano sentimenti forti. Un abbraccio a tutti
    Paolo

  2. Sono veramente contento (e lusingato) che a distanza di pochi giorni su questo sito il grande Paolo Negri abbia definito nello stesso modo quella che avevo chiamato coppia antipatia…. Penso sia un pensiero diffuso tra gli amanti del (buon vecchio) calcio…
    Per quanto riguarda Fabregas (perchè lo chiamate sempre Cesc, a differenza di altri, tipo il “mio pupillo” Iniesta, solo raramente detto “Don Andres”?), non ne conoscevo la storia, ora capisco meglio la situazione in cui si è trovato.
    Ciò nonostante è un giocatore che non è tra i miei preferiti, ma sono pronto a cambiare idea, questa sarà una stagione importante per lui, vedremo di cosa sarà capace.
    Guardiola sarà costretto a fare scelte talvolta anche dolorose, al rientro dall’infortunio anche Alexis cercherà spazio in mezzo a tutti quei talenti, e penso potrà dare tanto anche lui alla squadra blaugrana…

    • Paolo Negri says:

      Ciao Miele, troppo buono… Non sapevo delle tue considerazioni sui due del Napoli, mi fa piacere essere in sintonia con te: ma dai, sono proprio insopportabili… Eh sì, Guardiola dovrà fare delle scelte ma penso che un centrocampo con Xavi, Fabregas e Iniesta sia proponibilissimo, poi Busquets e Keita potranno entrare per far legna e dare cambi quando serve. E con Alexis vicino a Messi e Villa… Intanto aspettiamo l’Udinese domani sera. Ho visto che hanno sospeso la squalifica a Wenger che quindi sarà in panchina. Il potenziale offensivo Walcott-Rosicki-Gervinho-Van Persie è notevole, ma in mediana e difesa è un Arsenal scarsotto, l’impresa è possibile. Pensa che il mio capo-redattore è insieme a una friulana e ha preso qualche giorno di ferie e domani sarà al Friuli, si era già fatto comprare i biglietti. Io invece sarò in redazione ad aspettare la corrispondenza di Bassano-Spal di Coppa Italia!!! Non so se piangere o ridere…
      Un grande saluto

      • Si è parlato di Fabregas, Guardiola, addirittura dei due insopportabili del Napoli….
        Ma la testa ed il cuore, almeno per noi friulani malati di “udinesite”, dal momento in cui nel sorteggio è uscito il nome “Arsenal” (per fortuna prima di “Udinese”, sarebbe stato durissimo un ritorno all'”Emirates”, e non avremmo visto al “Friuli” la sfida veramente decisiva) sono completamente prese dall’andata-ritorno con la squadra londinese per entrare in Champions
        Speriamo di giocarcela fino in fondo (non troppo, arrivare ai rigori sarebbe pericoloso… per le coronarie!!!), poi gli episodi probabilmente saranno decisivi, sarà importante mantenere freddezza e concentrazione dal primo all’ultimo minuto (o rigore…).
        Wenger in panchina? Meglio, Rijkaard non c’era nella serata di Udinese-Barcelona….
        E soprattutto dall’altra parte non ci sarà Cosmi…

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