21 November 2017

Esaltante esodo di friulani in trasferta a Cesena e l’Udinese vola

Lunedì 14 febbraio 2011

Ricorderemo a lungo la giornata di ieri: circa duemila tifosi friulani in trasferta a Cesena, un esodo che non si vedeva da tempo. I ragazzi di Guidolin hanno risposto sul campo con un perentorio 0-3 che lancia l’Udinese al quinto posto in classifica.

Con vari amici si parlava di ritornare in trasferta fin dall’esaltante Coppa UEFA di due anni fa terminata ai quarti contro il Werder, purtroppo in quella stagione non se ne fece niente. Poi, sabato scorso l’inaspettata iniziativa grazie agli ultimi 4 posti per andare a Cesena in pullman con l’Udinese Club “Gli amici del Tocai” di Rigolato, probabilmente uno dei pochi a non essere dedicato ad un calciatore ma a una preziosa bevanda (che nel frattempo ha dovuto anche cambiare nome).

All’andata la partita contro il Cesena era stata fondamentale: dopo un punto nelle prime 5 partite l’Udinese era riuscita a strappare la prima soffertissima vittoria in campionato con una rete di Benatia al 93’. Fu l’inizio della svolta. Da poco era mancato Edmeo Lugaresi, ricordato in questo sito.

Ci troviamo per la partenza verso le 6 di mattina con il pullman che passa a raccogliere i partecipanti in vari punti della Carnia.

Sull’autobus alcune piacevoli sorprese, volti conosciuti e persone che non si vedevano da anni. Qualcuno è riuscito a comprare il giornale, che conferma la nutrita rappresentanza di friulani in movimento per seguire la squadra.

Prima fermata in un autogrill circa a metà strada.

Anche il nostro gruppetto è decisamente ben organizzato: ci scappa la colazione con il salame di cervo di Decio

accompagnato dal Sauvignon di Giorgio su un tavolino improvvisato.

Il viaggio è ameno, accompagnato da molte parole in “o”, gli stessi suoni ascoltati pochi giorni fa al Bar “Moroldo”. Non mancano i cori tra cui quello dedicato al «Niño Meraviglia» (sic) che diventerà il tormentone della giornata. La šljiva è sempre apprezzata in giro, e una signora davanti a noi offre gentilmente un’interessante grappa di pere. Nives passa con la crostata e poi è Aulo a mescere vino bianco e rosso.

Arriviamo a Cesena per una rapida sgambatura in centro. Troviamo subito un cesenate 87enne che inizia a discutere.

Nelle vie della città si vedono molti tifosi friulani: si capisce che il giornale aveva ragione e allo stadio saremo in molti.

Purtroppo non abbiamo molto tempo per esplorare la città. Ci si imbatte anche nella sede dell’Associazione Calcio Cesena.

È domenica mattina e non è facile trovare un bar aperto per un aperitivo.

Sul via del ritorno al parcheggio si intravedono in una vetrina gli “Esse di Raveo”, i famosi biscotti carnici che inaspettatamente troviamo anche qui.

L’autobus stava aspettando gli ultimi ritardatari, i tempi sono tirati: abbiamo un appuntamento all’agriturismo “Cà ad Pancot”, fuori città.

Oltre ai nostri due tavoli apparecchiati per 60 persone, il locale è pieno.

Nonostante i grandi numeri, il livello è interessante; del resto la cucina romagnola è rinomata. Annaffiati da Sangiovese, arrivano i piatti in rapida successione. Notevoli gli strozzapreti con panna e salsiccia,

e non male i tortelloni in concassea.

Poi i secondi: misto di carne ai ferri, pollo al tegamino e coniglio in porchetta.

Per chiudere una densissima crema gialla con ciambella.

Un altro tifoso del Cesena cerca di convincerci che anche un punto sarebbe buono, ma l’Udin sta giocando bene e non siamo venuti fino qui per un pareggio.

Sull’onda dell’esaltazione qualcuno lancia un proclama: alla prima partita in Europa, indipendentemente dalla coppa e dall’anno, torneremo in trasferta. Poi le varie grappe rimaste in pullman aiutano a digerire rapidamente il pranzo e a prepararci per lo stadio. Arriviamo nei pressi del “Dino Manuzzi” appena in tempo.

Le solite manfrine dovute agli inutili filtraggi e ai tornelli per accedere agli spalti.

All’entrata grandi emozioni. In gradinata lo striscione del Cesena.

Nella curva Mare anche una scritta dedicata all’indimenticato Marco Pantani, dalla cui scomparsa il 14 febbraio ricorrono 7 anni; in autostrada, presso la sede della “Mercatone Uno” avevamo visto un ritratto a lui dedicato.

Ma il colpo d’occhio della curva friulana è quello delle grandi occasioni: fa effetto vedere tanta gente in trasferta. Ci sistemiamo nel settore sottostante dove si canta e l’ambiente è ottimo.

Inizia la partita.

Il Cesena si presenta rinforzato dagli acquisti di gennaio, soprattutto il fantasista Rosina (dallo Zenith di Spalletti, fresco Campione di Russia) chiamato a sostituire Jiménez squalificato e  tale Dal Bello, che altri non è se non il “nostro” Felipe, precedentemente ceduto alla Fiorentina ma che con il recente passaggio al Cesena ha approfittato per cambiare il nome sulla maglia. Il brasiliano risponde ai cori dei suoi ex tifosi.

Faccio una capatina anche nel più silenzioso settore soprastante, dove sono seduti molti altri friulani.

Il “Manuzzi” fa invidia: bello, raccolto, coperto, ovviamente senza piste, con la giusta capacità (se ci sono 15-20mila spettatori appare pieno e non mezzo vuoto come da noi) e il pubblico vicino agli spalti;

buona visibilità (a parte le ultime file in fondo dalle quali non si vede per la presenza di fastidiosissimi vetri oscurati che fanno da divisione con il campo). Dicono che il Paròn Pozzo sia presente, speriamo abbia preso appunti per la ricostruzione del “Friuli”.

L’Udinese non sta giocando come ci ha abituati. Il Cesena controlla il gioco anche se non crea pericolose occasioni da rete, eccezion fatta per una giocata sprecata da Bogdani che dentro l’area indugia e viene anticipato da Handanovič. Davanti i due piccoletti non sono ispirati come al solito. Il Niño scalpita ma non riesce ad essere incisivo.

Il capitano non si vede per buona parte del primo tempo, ma al 37’ una punizione accordata per un fallo di Von Bergen su Sánchez al limite dell’area sembra la migliore opportunità per sbloccare il risultato.

Il Capitano non se la fa sfuggire e infila Antonioli all’incrocio, proprio sul suo palo.

In curva l’entusiasmo è alle stelle, il pubblico eterogeneo è elettrizzato.

Allo scadere Antonioli salva su un altro tiro di Totò ben lanciato da Armero. Si va all’intervallo sullo 0-1 e ora la strada dovrebbe essere in discesa. Ci ristoriamo con una birra che ci sorprendiamo di trovare nel bar della curva.

Nella ripresa il Cesena preme sterilmente cercando il pareggio, ma è l’Udinese a sfiorare il raddoppio con Pinzi che dentro l’area sparacchia su portiere e difensore.

Il Niño e Totò cercano ora di sfruttare gli spazi e di effettuare qualche combinazione.

Quando l’allenatore avversario Ficcadenti toglie Rosina (già al 51’!) subisce una dura contestazione della curva cesenate che successivamente brucia addirittura alcuni striscioni.

Zapata potrebbe raddoppiare ma il suo colpo di testa non va a buon fine. L’appuntamento è rimandato al 69’: Armero ruba palla, la passa a Totò che entra in area dalla sinistra,

tocca per Inler che prima spiazza quattro difensori del Cesena con una finta e poi inganna Antonioli con un sinistro a fil di palo.

Al 73’ Guidolin toglie Sánchez che esce scuro in volto. Il tecnico ha invece effettuato la scelta giusta: il Niño, diffidato, aveva già ricevuto un cartellino giallo che gli provocherà la squalifica e a risultato quasi acquisito non era necessario rischiare un’altra inutile ammonizione come già accaduto poche settimane fa a Torino.

Ora si gioca in scioltezza e arriva la terza rete, quella della sicurezza: ancora Di Natale raccoglie un tiro di Isla deviato da Von Bergen. Bravissimo Totò, al suo 18° sigillo in campionato, secondo solo a Cavani che ne ha marcate 20.

Euforia generale, da tempo nello stadio si sentono solo i cori friulani. Unico appunto negativo i canti (seppur isolati) di alcuni ultras contro il Cesena, che non servivano proprio. Al 76’, invece, quando Di Natale viene sostituito il pubblico del “Manuzzi” gli dedica in piedi un lungo applauso.

La partita finisce, ma nessuno vuole uscire dallo stadio.

I giocatori ringraziano i tifosi e qualcuno (pochi) viene sotto la curva a lanciare la maglia.

Poi abbiamo saputo che in conferenza stampa Guidolin ha dedicato la vittoria ai duemila tifosi arrivati a Cesena con decine di pullman e auto private. Grande mister!

http://www.youtube.com/watch?v=CRPxaGDtQ-E

Nel parcheggio i molti pullman indugiano.

Ritroviamo alcune signore del nostro autobus che pur accompagnando i loro mariti nella trasferta non sono poi venute allo stadio preferendo una visita alla città. Intanto il tesseramento di nuovi membri del club procede a gonfie vele.

Quelli di Amaro confermano che la loro invocazione ha avuto successo.

Proprio tra il “Manuzzi” e il parcheggio per i tifosi ospiti corre la strada ferrata. Con un’ovvia metafora, si può ben dire che il treno dell’Udinese per l’Europa passa proprio da Cesena.

Con questa vittoria (la terza consecutiva in trasferta; otto partite senza perdere), l’Udinese è ora quinta a 43 punti, vicinissima alla zona Champions: l’Inter, caduta in serata contro la Juventus, è a un punto (ma deve recuperare una partita) e la Lazio a due. Dopo la sconfitta di sabato della Roma, apprendiamo che anche il Palermo ha perso con la Fiorentina, entrambe le squadre sono ora staccate. Qualcuno, ormai lanciatissimo, vorrebbe andare in trasferta addirittura al “San Paolo” e al “Barbera”.

Maiuscola partita di Isla e Zapata, che si confermano dei punti saldi di questa stagione, e positivo il ritorno al gol di Inler. Il Capitano pur non brillando ha messo a segno l’ennesima doppietta. Lascia ben sperare una vittoria così sonante in una partita in cui l’attacco dell’Udinese non ha creato com’è solito fare. La squadra ha dimostrato di non perdere la concentrazione contro una pericolante, in altri anni uno dei limiti dei bianconeri. Domenica al “Friuli” saranno chiamati a confermarsi contro il Brescia, altra squadra bisognosa di punti. L’Udinese non potrà però contare su Sánchez nuovamente squalificato; speriamo non capiti come con il Bologna una decina di giorni fa.

Foto finale del gruppo prima di ripartire.

Sulla via del ritorno ci fermiamo in un’area di sosta per la cena autoorganizzata dai bravissimi membri del club di Rigolato: formaggio e mortadella con bianco e rosso, crostoli, torte varie.

Durante la preparazione, una graditissima sorpresa: il pullman dell’Udinese (senza Guidolin né Totò) accede al parcheggio tra i saluti dei tifosi proprio vicino al nostro autobus.

I giocatori entrano alla spicciolata nell’autogrill e ricevono un applauso spontaneo dai tifosi friulani presenti.

Molti approfittano dell’occasione per scattare foto insieme ai propri beniamini. Quasi tutti sono disponibili e contenti, solo il Niño sembra serio e adombrato.

Alla fine un simpatico siparietto con cori per tutti.

È stata l’ultima chicca di una giornata indimenticabile. Tra i molti aspetti, anche una nota personale: quattro compagni di liceo nuovamente riuniti per una partita, come ritornare indietro di vent’anni per una giornata.

Comments

  1. Bùlo Ales! … Cjàlo… uno stòrio pròpi bièlo… cunt uno foto miei di cheaato!!!

    • bon po!
      aspettavo il commento,arrivato puntualissimo!
      mostrerai la storia ai tuoi!
      a

      • Cèpo! … Anche io aspettavo il reportage fotografico di quanto già ampiamente anticipatomi a parole… magari alla prossima “visita” mi passi anche le altre foto, così i miei hanno un ricordo completo! A posteriori mi sarebbe piaciuto esserci… vabbuò sarà per la prox! A presto! 🙂

  2. DANIELE CANDIDO says:

    SONO RIMASTO SENZA PAROLE!!!!!
    IL TUO LAVORO, HA RESO ONORE AD UNA GIORNATA “BIANCONERA” INDIMENTICABILE!!!
    DAVVERO COMPLIMENTI, UN ALTRA EMOZIONE DA RICORDARE E RACCONTARE.
    GRAZIE DA PARTE MIA E DEL DIRETTIVO DELL’UDINESE CLUB DI RIGOLATO, A TE ED A TUTTI “GLI AMICI…” CHE HANNO VOLUTO PARTECIPATO ALLA TREASFERTA-GITA A CESENA.
    DANIELE CANDIDO, “GLI AMICI DEL TOCAI RIGOLATO”

    • oi daniele, mi fa piacere che lo sforzo sia stato apprezzato.
      voleva anche essere un ringraziamento a voi che avete organizzato la trasferta-gita (come dici tu) in modo magistrale, compreso l’arrivo dei giocatori in autogrill!
      😉
      alla prossima,
      a

  3. Bella cronaca vecchio!
    … e grandi quelli di Rigolato!!!

  4. fantastico grazie per queste bellissime immagine……però potevi avvertire che mi mettevo un po’ di make up!! Bellissima trasferta, dobbiamo assolutamente farne un’altra.
    PS: i giocatori all’autogrill sono oramai un’abitudine per noi del club di Rigolato, mi sa che si informano dove siamo e lo fanno apposta eh eh
    Alessandro grazie di nuovo per le bellissime foto “rubate” e speriamo …alla prossima!!

  5. Fabrizio says:

    Si vede che in questo servizio c’è la mano di un vero giornalista-artista. Complimenti, speriamo in futuro di fare assieme altre trasferte come queste. Magari in Europa!

  6. Luca Marin says:

    Ancora una volta i miei complimenti Alessandro, solo ti chiedo di “non pubblicare” foto di prelibatezze italiane, le coronarie di un carnico in Australia non reggerebbero ulteriormente al richiamo di tortellini, strozzapreti e sangiovese 🙂

    • eh questi sono gli effetti collaterali della vita da emigrante caro luca
      😉
      come va giu’?
      ripassi da queste parti?
      a

      • Luca Marin says:

        Sono in attesa di osservare in diretta il primo ciclone tropicale della stagione che colpirà Darwin nelle prossime 48 ore. Per fortuna non sarà distruttivo come Yasi (pochi giorni fa nel Queensland).
        Dopo aver sostenuto lo IELTS exam lo scorso sabato, sono in attesa del responso, poi, a marzo penso di fare un salto in Indonesia (un paio di ore di volo). Comunque tieniti pronto che prima o poi ci vediamo.
        Complimenti per il sito!

  7. Mi associo ai complimenti per la la dettagliata e appassionata cronaca di una trasferta da ricordare… Inutile dire che è dispiaciuto non esserci (proprio non potevo), ma attraverso parole ed immagini di questo articolo l’abbiamo vissuta un po’ anche noi assenti.
    Lo stadio di Cesena l’ho visto solo da fuori qualche anno fa, ma non avevo dubbi che fosse un modello da imitare da parte di Paròn Pozzo: con curve e “distinti” nuovi, stile “Dino Manuzzi”, e mantenendo dell’attuale stadio solo la tribuna, il “Friuli” conserverebbe il suo caratteristico arco, che sarebbe il legame con un passato che l’ha visto teatro di sfide indimenticabili quanto i campioni che in maglia bianconera ne hanno calcato il prato.
    Ultime annotazioni sul Niño Sanchez: spero fosse serio ed adombrato solo per la squalifica in arrivo (bravo Guido a sostituirlo, sono d’accordo!), non perchè l’Udinese gli stia stretta. E’ vero, al 99% il prossimo anno non vestirà il bianconero friulano, ma neanche con la qualificazione in Champions c’è qualche speranza? Sicuramente non servirebberro a trattenerlo, ma qualche coro ad personam (è anche facile facile…) in più per lui sarebbe veramente auspicabile non solo in trasferta (come ho letto qui), ma anche in Curva Nord “gestita” da Ultras purtroppo sempre meno “trascinanti” e talvolta solo offensivi senza ragione con gli avversari…

    • eh miele, senza saperlo hai anticipato la notizia!
      sul niño mah, di cori ne ha ricevuti tantissimi (almeno del nostro gruppo) 😉
      di fronte a una buona offerta è difficile che non lo venda, ma speriamo che il paròn compri anche qualche giocatore sicuro e affermato, non solo giovani che forse saranno pronti tra 5 anni. come accaduto con quagliarella qualche anno fa, si è visto che poi ha recuperato l’investimento con gli interessi.
      speriamo.
      g

  8. A livello di cori abbiamo dato tutto! A livello di mangiare e bere quasi.. Un grazie agli amici di Rigolato anche per la pazienza. Alla prossima. In Europa con l’Udinese

  9. ciao ale ,complimenti per il servizio fotografico anche se qualche bella tifosa io l’avrei messa…… combineresti a mandarmi le foto con i miei colleghi, un salutone.

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