26 July 2017

Quarti di Champions: ćevapi, kajmak e 4 clásicos in 18 giorni

Giovedì 14 aprile 2011

Ora è ufficiale: a partire da sabato prossimo ci saranno addirittura 4 clásicos in 18 giorni, mai visto qualcosa di simile. Come dice il quotidiano barcellonese Sport citando la prima presentazione ufficiale di Pep Guardiola «Allacciatevi le cinture di sicurezza».

Erano fissate la giornata di Liga di sabato 16 al “Bernabéu” e la finale di Copa del Rey di mercoledì 20 a Valencia. Dopo i quarti di Champions, sono diventate ufficiali anche le due grandi sfide di semifinale, il 27 aprile a Chamartín e il 3 maggio al “Camp Nou”. E già si sa che ci saranno altri due scontri all’inizio della prossima stagione per la Supercoppa spagnola.

Come ha spiegato bene Guardiola, contro il Madrid è meglio scendere in campo che non dover sentire tutto il tempo chiacchiere, accuse, attacchi e quant’altro che arrivano continuamente dalla capitale.

Tant’è, ci si gioca tutto in poco più di due settimane. Mourinho ha praticamente perduto la Liga (si trova a meno 8), ma potrebbe riuscire nel miracolo di portare il Madrid alla finale di “Wembley”, e si tratta già di un evento quasi storico che le merengues abbiano superato gli ottavi, cosa che non capitava da anni. Il Barça da parte sua è alla quarta semifinale consecutiva, la quinta in 6 anni; 3 su 3 per Pep.

Come è accaduto molte volte negli ultimi tempi (andata compresa), il Madrid arriva all’appuntamento sicuro, in buone condizioni, recuperando anche gli infortunati (Higuaín). Il Barça invece sembra in difficoltà, fisicamente e non solo. Gli attaccanti sono bloccati (Villa non segna da tempo, Pedro è appena rientrato, Messi è tornato a marcare solo ultimamente), seri i problemi in difesa per le assenze di Puyol e del suo sostituto Abidal: come centrale Pep potrebbe inserire Milito (speriamo di no) o il giovane Fontàs, ma a volte ha schierato Busquets (che però serve a centrocampo) e martedì in quella posizione ha provato addirittura Mascherano. Nelle altre occasioni i suoi giocatori hanno poi dimostrato sul campo quanto sono forti mentalmente. Guardiola ha vinto tutti e 5 i derbi disputati finora. Vedremo cosa capiterà nelle prossime tre settimane.

I quarti si erano praticamente decisi all’andata. Pur senza brillare, al “Camp Nou” il Barça aveva sconfitto per 5-1 lo Šakhtar, ma il risultato trae in inganno: i catalani avevano sofferto moltissimo l’insidiosa squadra di Mircea Lucescu, anche se avevano trovato già al primo minuto una rete di Iniesta che aveva facilitato di molto le cose. A Donec’k sono bastate le fantastiche parate di Valdés, in uno splendido momento di forma, e un golletto di Messi a sistemare le cose: si tratta dell’ennesimo record dell’argentino che con la sua 48° rete di questa stagione (in 46 partite) ha superato il record precedente di Ronaldo (1996/97) da lui stesso uguagliato l’anno scorso. Quest’anno Messi è Pichichi (capocannoniere) in tutte le competizioni a cui ha preso parte (Liga, Champions, Copa del Rey, Supercoppa di Spagna)! L’argentino ritornava a Donec’k proprio dove aveva esordito in Champions, il 7 dicembre 2004, anche se allora non si giocava ancora nella fiammante “Donbass Arena”. Sembra strano, ma è stata la prima vittoria di Guardiola fuori casa in incontri di andata e ritorno di Champions.

Da parte sua già all’andata il Madrid aveva stritolato per 4-0 un deludente Tottenham: nei primi minuti il cammino era stato spianato da una papera del portiere Gomes e dall’espulsione di Crouch per doppia ammonizione. 0-1 per i blancos nel ritorno di ieri a “White Hart Lane”, nuovamente grazie a un erroraccio di Gomes su tiro di Cristiano.

Sempre all’andata, la cosiddetta «Pazza» Inter (eufemismo) aveva letteralmente buttato alle ortiche l’eliminatoria contro lo Schalke che conduceva per 1-0 (e per 2-1) con una fantastica rete di Deki Stanković da centrocampo. Era poi caduta strepitosamente perdendo per 2-5 e buttando anche la Champions 4 giorni dopo aver perso il derby contro il Milan (e il campionato). Nei giorni precedenti il ritorno, giornali e tv hanno pompato un’eventuale ribaltamento del risultato, ma sembrava impossibile che quelli dello Schalke potessero essere così stupidi da farsi scippare la loro prima semifinale della storia perdendo così largamente in casa. L’unico sogno è rimasto nel nome della squadra tedesca (04), anche perché in questo momento l’Inter non appare pronta neanche a imprese minori, cotta com’è a livello fisico (e mentale?). Ieri sera ha perso nuovamente per 2-1, protagonista assoluto Rock’n’Raúl (sua la prima rete e assist per la seconda) che a fine partita è andato a festeggiare con i tifosi proprio dentro la curva;  i cronisti dicevano che non spiccica una parola di tedesco, ma il siparietto si è rivelato molto simpatico. E pensare che al Madrid sembrava finito.

Una volta ancora abbiamo ammirato la “Veltins Arena” (citata nel pezzo sul nuovo progetto dello “Stadio Friuli”), il cui terreno di gioco scivola addirittura sotto la curva per uscire all’aria aperta. Buffo che da più parti ci si chiedesse: «Quando anche da noi stadi così?». In Italia la possibilità di investire denaro per costruire impianti nuovi per i Mondiali del 1990 fu completamente sprecata. Paradigma il “Delle Alpi”, costosissimo, inutile, progettato probabilmente da qualcuno che non era mai andato a vedere una partita allo stadio in tutta la sua vita, su cui moltissimi hanno lucrato e nel quale a pochi anni dalla costruzione nessuno voleva giocare; venne abbandonato una 15ina d’anni dopo, per essere successivamente abbattuto. Ora sullo stesso spazio la Juventus sta costruendo il primo stadio di proprietà in Italia. Per non parlare di assurde tessere del tifoso, tema qui affrontato in svariate occasioni; basta dire che ogni volta che si va allo stadio si sacramenta Maroni e tutti i santi in paradiso.

L’unica eliminatoria ancora (parzialmente) in bilico era il derby inglese tra Chelsea e Manchester United, anche se i Red Devils vi avevano messo una seria ipoteca vincendo l’andata per 0-1 a “Stamford Bridge” (gol di Rooney, che si era poi lasciato andare a parolacce con successiva reprimenda e pentimento pubblico). I ragazzi di Ferguson hanno vinto anche il ritorno a “Old Trafford” per 2-1: dopo la rete del Chicharito Hernández su azione del sempiterno Ryan Giggs (38 anni), era arrivato il momentaneo pareggio di Drogba, inserito da Ancelotti solo nel secondo tempo; l’incertezza è durata solo un minuto, fino alla rete del coreano Park. All’ivoriano il tecnico di Reggiolo ha incomprensibilmente preferito Torres (acquisto invernale da 50 milioni che non ha ancora convinto) e sembra avere le ore contate alla corte di Abramovič: sarà il nuovo tecnico della Roma il prossimo anno?

Questi dunque gli accoppiamenti per le semifinali: Real Madrid-FC Barcelona e Manchester United-Schalke 04 (andata 26 e 27 aprile; ritorno 3 e 4 maggio).

Nota a margine che riguarda la foto di apertura: ancora in Serbia, avevo visto le partite di andata a Novi Beograd in casa di amici che avevano preparato una semplice magia serba, succulenti ćevapi accompagnati da un cremosissimo kajmak.

 

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