25 July 2017

El Chaltén, stesse sensazioni di dieci anni fa. ® Como Vaca e il ritorno alle prelibatezze argentine

Sabato 11 febbraio 2012

Dieci anni fa ero arrivato a El Chaltén dopo moltissimi km e giorni sulla celeberrima Ruta 40, la strada argentina che è il contraltare della Carretera Austral ed ora ho provato le stesse sensazioni.

Per fortuna appena messo piede al Chaltén trovo subito un alloggio, ma molto diverso dal resto del viaggio fino a qui. Faccio i conti con la dura realtà: devo dimenticarmi degli alloggi in case di famiglie e di dividere lo spazio con quattro gatti. Sono arrivato in un posto molto turistico, anche se di un turismo speciale si tratta (gente che va in montagna) sono moltissimi.

Probabilmente uno dei villaggi argentini più giovani, fondato ufficialmente solo nel 1986, negli ultimi anni è cresciuto a dismisura,  rappresentando la migliore base per i vari circuiti verso il Fitz Roy e il Cerro Torre,  le cime che sovrastano il paesucolo.

Qui uno dei pionieri, Andreas Madsen.

Nelle poche strade che lo formano si trovano tutti i servizi necessari, come ostelli e altri tipi di alloggi, bar, ristoranti caffè e quant’altro, escursioni di ogni genere, negozi di articoli da montagna eccetera.

L’ostello non è neanche tanto male,

con San Bernardo incluso.

Ma mi rendo conto che non sono abituato alle moltitudini. Tra i vari accenti e lingue, quelli gutturali qui rappresentano decisamente la maggioranza. Senza contare che un letto in dormitorio costa quasi lo stesso di una stanza singola in alojamiento sulla Austral.

Ovviamente tanta popolarità è dovuta al fascino che esercitano il Fitz Roy e il Cerro Torre le cui cime si possono vedere già dal villaggio.

Ma i circuiti e le escursioni che si possono effettuare da qui sono tra i migliori che si possano trovare in giro.

 

Se El Chaltén in tehuelche (lingua degli indigeni che erano predominanti qui in altre epoche) significa “montagna fumante” perché le sue cime sono quasi sempre accompagnate da nubi, venne invece dedicato dagli occidentali al viceammiraglio Robert Fitz Roy che era il comandante della nave Beagle durante il viaggio di Charles Darwin intorno al mondo e che molte tappe effettuò in queste regioni.

Ritorno in Argentina

Un aspetto positivo è che il ritorno in Argentina significa recuperare le prelibatezze culinarie, carne in primis, specialmente dopo le “privazioni” degli ultimi giorni. Appena arrivato mi ritrovo con la solita impanata contraddittoria, la milanesa napolitana, che qui assume fattezze importanti.

El Chaltén è piccolo e a più riprese ci siamo ritrovati nuovamente per strada con quasi tutti quelli che hanno attraversato da Candelario. Ne approfittiamo per cenare insieme e per fortuna riesco a convincere la truppa a scegliere una parrilla (griglia) consigliatami da gente del posto: “Como Vaca”, che significa “mangio manzo”, ma anche “come una mucca” o “come una vacca”…

Seguiamo i consigli del mozo,

 

La classica provoleta per iniziare,

un bife de chorizo da mezzo kilo molto alto come da manuale,

e jugoso come si conviene.

Per chiudere, il panqueque (crêpe) accompagnato, forse anche grazie a una mia speciale richiesta, da una specie di lago patagonico di dulce de leche,

da leccarsi i baffi.

Il giorno dopo avrei voluto percorrere almeno i circuiti più vicini, ma il tempo fin qui bellissimo inizia a fare le bizze. Si alza un ventaccio gelido che sarà una costante da qui in poi, con annessa pioggerellina che scoraggia qualsiasi idea di camminata.

Nell’attesa, il percorso gastronomade continua con una deliziosa torta al cioccolato e arancio,

e successivamente con una pizza rigorosamente a la piedra.

Anche le previsioni per i prossimi giorni sono pessime e decido di partire prima di sera per El Calafate, altro villaggio cresciuto a dismisura, base per l’esplorazione del Parque Nacional de los Glaciares.

Scheda

Como Vaca

Lago del Desierto 410,

El Chaltén, Argentina

Comments

  1. Luca Marin says:

    Leggerina la cena eh? 🙂

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