22 May 2017

Svelato il percorso del Giro 2014: come non mai la Carnia e il FVG saranno protagonisti

Mercoledì 18 settembre

Dopo la tappa con l’arrivo sul Montasio di quest’anno, pochi giorni fa è stata svelata l’ultima parte del percorso del Giro d’Italia 2014. Ottime notizie per la regione Friuli Venezia Giulia, impegnata con le ultime due frazioni della 97° Corsa Rosa. Il Giro terminerà a Trieste, in occasione del sessantesimo anniversario del ritorno all’Italia del capoluogo giuliano (1954). Ma l’attenzione di tutti gli appassionati sarà invece rivolta alla penultima tappa (167 km) con le inedite salite del Pura e di Razzo e il rinnovato arrivo sullo Zoncolan.

110520 Bici Agriturismo Tiziano - Foto Alessandro Gori DSC_1446

Ma soprattutto offrirà nuovamente la possibilità di conoscere a livello internazionale alcuni meravigliosi angoli della Carnia e alcune zone del Friuli.

Di seguito una carrellata di immagini che riguardano questo splendido percorso (con anche qualche indicazione da Gastronomade).

Si inizia il 31 maggio a Maniago, riconosciuta capitale dei coltelli. Qui piazza Italia,

01 130621 in piazza a Maniago - Foto Alessandro Gori P1190403

l’interessante Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie,

02 130621 Maniago Museo Coltellerie - Foto Alessandro Gori P1190391

e il rinomato bar & ristoro BARile.

03 130621 Maniago BARile - Foto Alessandro Gori P1190360

Si continua verso San Daniele, conosciuto in tutto il mondo per i suoi prosciutti,

04 111007 Bintars San Daniele - Foto Alessandro Gori P1060151

con la sosta obbligata all’Osteria e Prosciutteria ai Bintars.

05 111007 Bintars San Daniele - Foto Alessandro Gori P1060175

Dopo un passaggio per Majano e Buja (di cui è originario Alessandro De Marchi della Cannondale), si entra in Carnia costeggiando il lago di Cavazzo e, superata Tolmezzo, la carovana imbocca la val Tagliamento passando per Enemonzo.

06 130625 Enemonzo - Foto Alessandro Gori P1190871

Qui alcune viste sul e dal campanile più alto della Carnia.

07 130820 Enemonzo - Foto Alessandro Gori P1230764

09 130725 Enemonzo dal campanile - Foto Alessandro Gori DSC_9423

08 130725 Enemonzo dal campanile - Foto Alessandro Gori DSC_9396

Nel paesino si possono trovare le prelibatezze di Carniagricola,

10 111012 Formaggio Carniagricola - Foto Alessandro Gori DSC_5398

tra le quali il celebre Formadi Salât, presentato anche al Salone del Gusto a Torino.

11 130625 Formadi Salat di Rugo Carniagricola - Foto Alessandro Gori P1190881

Segue Ampezzo, capitale della Repubblica Libera della Carnia, entità politica autonoma liberata dai partigiani nell’estate del 1944 durante l’occupazione nazista.

12 110907 Ampezzo - Foto Alessandro Gori DSC_2730

Quindi la prima impegnativa salita che porta all’inedito Passo del Pura a 1428 slm, 11 km con una pendenza media dell’8%: qui una vista dalla salita verso la Val Tagliamento e l’Amariana,

13 130821 dal Pura verso la Val Tagliamento - Foto Alessandro Gori P1230831

l’arrivo sul passo,

14 130821 Passo Pura - Foto Alessandro Gori P1230821

e il benvenuto.

15 130821 Passo Pura - Foto Alessandro Gori P1230826

Si scende verso la diga di Sauris, una delle più alte d’Europa (136 metri) all’epoca della sua costruzione: venne terminata nel 1948 e si racconta che nella prima fase dei lavori vi parteciparono anche circa 300 prigionieri di guerra neozelandesi. L’orrido sul fiume Lumiei fa impressione.

16 120501 diga di Sauris - Foto Alessandro Gori P1120696

Dall’altra parte, la vista sul lago di Sauris.

17 110907 Lago di Sauris - Foto Alessandro Gori DSC_2761

Proprio la diga è stata uno dei punti di passaggio dell’epica transumanza di Carniagricola,

18 121021 Transumanza Carniagricola - Foto Alessandro Gori DSC_2287

con le manze che l’hanno dipinta di marrone.

19 121021 Transumanza Carniagricola - Foto Alessandro Gori DSC_2281

Da qui,

20 120825 indicazioni sulla diga di Sauris - Foto Alessandro Gori DSC_0760

attraverso le peculiari gallerie,

21 130626 gallerie verso Sauris - Foto Alessandro Gori P1190910

si sale verso Sauris, uno dei borghi più belli della regione.

22 121109 Carnia Classic a Sauris - Foto Alessandro Gori DSC_2716

Si tratta di un’isola alloglotta, un luogo in cui si parla un dialetto di origine alto tedesca portato intorno al XIII secolo dai fondatori del villaggio che probabilmente provenivano dal salisburghese.

23 111009 Sauris di Sotto - Foto Alessandro Gori DSC_4771

Quella lingua, chiamata ora saurano, è rimasta “congelata” fino ad oggi ed è ancora parlata in paese. Qui il municipio in versione bilingue (Zahre è il nome di Sauris nella lingua autoctona).

24 110907 municipio di Sauris - Foto Alessandro Gori DSC_2824

A Sauris, immerso tra i boschi, il legno trionfa. Alcune case antiche sono costruite con un ingegnoso sistema ad incastro.

26 111009 Sauris di Sotto - Foto Alessandro Gori DSC_4668

Le cataste di legna da ardere diventano decorazioni,

25 110907 Sauris - Foto Alessandro Gori DSC_2855

ma nelle stradine di Sauris di Sotto si vedono anche delle opere di veri e propri artisti.

25 111009 Sauris di Sotto - Foto Alessandro Gori DSC_4687

Qui le classiche scandole, un modo per ricoprire i tetti comune a tutto l’arco alpino.

26a 120501 scandole a Sauris - Foto Alessandro Gori P1120705

E il Flügelaltar (altare ligneo a sportelli) di Nicolò da Brunico (1524) e dedicato a Sant’Osvaldo, patrono del paese, da secoli meta di pellegrinaggi.

27 130729 Sant'Osvaldo a Sauris di Sotto - Foto Alessandro Gori P1210189

Ma anche a Sauris viene prodotto un ottimo prosciutto,

29 111009 Sauris di Sotto - Foto Alessandro Gori DSC_4763

che si accompagna perfettamente con la locale birra artigianale.

28 130615 prosciutto di Sauris e birra Zahre - Foto Alessandro Gori DSC_8856

Da quassù anche uno scorcio sulle acque cangianti del lago.

30 130626 lago di Sauris - Foto Alessandro Gori P1190932

Pochi chilometri oltre si trova Sauris di Sopra, qui in una vista laterale,

121021 Transumanza Carniagricola - Foto Alessandro Gori DSC_1834

dove riecheggiano le maschere del famoso carnevale locale,

31 111009 Sauris di Sopra - Foto Alessandro Gori DSC_4691

e non solo.

32 111009 Sauris di Sopra - Foto Alessandro Gori DSC_4692

Iniziano le insidiose rampe della seconda salita della giornata,

34 121109 Carnia Classic verso Razzo - Foto Alessandro Gori DSC_2745

che portano a Casera Razzo,

35 121109 Carnia Classic verso Razzo - Foto Alessandro Gori DSC_2757

15,6 km con pendenza media del 5,5%,

36 121109 Carnia Classic verso Razzo - Foto Alessandro Gori DSC_2780

ma con punte di oltre il 10%.

37 121109 Carnia Classic verso Razzo - Foto Alessandro Gori DSC_2790

I tornanti non finiscono più.

38 121109 Carnia Classic verso Razzo - Foto Alessandro Gori DSC_2801

Il panorama è da favola,

39 111009 da Razzo - Foto Alessandro Gori DSC_4724

Si scollina a 1816 m slm,

40 121109 Carnia Classic a Razzo - Foto Alessandro Gori DSC_2807

e subito dopo la vista sulle Dolomiti è fantastica.

41 121109 Carnia Classic a Razzo - Foto Alessandro Gori DSC_2829

Anche questa salita è inedita per il Giro, ma è stata uno dei punti di forza della Carnia Classic, la Granfondo del circuito Prestigio svoltasi il 30 giugno di quest’anno.

Dopo Forcella Lavardet, la lunghissima discesa attraverso la Val Pesarina, una delle più belle della Carnia,

42 130615 discesa val Pesarina - Foto Alessandro Gori DSC_8871

Si passa anche da Pesariis, il famoso paesino in cui l’artigianato della produzione degli orologi è presente dal XVII secolo, fondato probabilmente da alcuni cramârs che avevano imparato il mestiere nella Foresta Nera, in Germania.

43 121109 Carnia Classic a Pesariis - Foto Alessandro Gori DSC_2838

I cramârs erano quei carnici che dal XIII secolo circa e poi ancor di più dal XVI, ogni inverno con molti sacrifici abbandonavano le scarse risorse offerte dal loro territorio, attraversavano le montagne e si recavano a piedi nelle regioni dell’Impero Austro-Ungarico. Si occupavano di piccolo commercio, vendendo medicine, spezie che arrivavano a Venezia, stoffe, oggetti di artigianato. Poi, alla fine della stagione, ritornavano a casa portando in Carnia altre spezie, idee nozioni e quant’altro trovate sul loro cammino, come il caso degli orologi. Nel 1725 venne fondata la fabbrica Solari, ancora oggi è nota in tutto il mondo. Per questo la Pesarina è chiamata anche “la Valle del Tempo”,

44 121109 Val Pesarina la Valle del Tempo - Foto Alessandro Gori DSC_2840

con annessi e connessi (rosa).

45 130615 val Pesarina la Valle del Tempo e del Ciclismo - Foto Alessandro Gori DSC_8888

Alla fine della discesa ci si immette nella Val Degano, ormai una zona conosciuta dagli appassionati di ciclismo.

51 30822 Comeglians - Foto Alessandro Gori P1230883

Nella vicina Comeglians si trovano i migliori bignè della Carnia,

52 130822 i bigne' di Comeglians - Foto Alessandro Gori P1230880

e da qui esiste l’accesso al famoso Monte Crostis e la sua Panoramica delle Vette, che com’è noto è stato eliminato la sera prima della tappa del Giro del 2011 grazie ai sotterfugi di Alberto Contador e del suo clan. Qui la cronaca di quella giornata.

50 130822 Comeglians - Foto Alessandro Gori P1230884

Il percorso della stessa Carnia Classic,

49 130630 partenza Granfondo Carnia Classic - Foto Alessandro Gori DSC_9119

è passato anche dal Crostis,

48 121109 Carnia Classic sul Crostis - Foto Alessandro Gori DSC_2943

che rimane il sogno ancora non realizzato di Enzo Cainero, colui che si è inventato le tappe friulane (e carniche) del Giro.

00 130630 Cainero alla Carnia Classic - Foto Alessandro Gori DSC_9321

Da Ovaro si sale al famigerato Zoncolan, divenuto ormai uno spauracchio famoso in tutto il mondo. Da Liariis per sei km la pendenza media è del 15% con punte del 22%.

46 130914 arrivo sullo Zoncolan - Foto Alessandro Gori DSC_9996

Sarà la quinta volta in cui il Giro passerà di qui, dopo il 2003 (l’unica dal versante di Sutrio) in cui vinse Gilberto Simoni che si ripeté anche nell’indimenticabile edizione del 2007, a cui si riferisce questa foto:

47a 070530 tappa Zoncolan 2007 Foto Alessandro Gori DSC_4341

Nel 2010 ebbe la meglio Ivan Basso e nell’anno successivo (quello del famoso rifiuto del Crostis di cui sopra) Igor Antón, quando l’anfiteatro naturale con il valico a 1735 m slm presentava quest’aspetto:

47 110521 Tappa Giro Zoncolan Foto Alessandro Gori DSC_1671

Nel 2014 però la tappa dello Zoncolan sarà la penultima del Giro, e risulterà probabilmente decisiva per la classifica finale.

52a 070530 tappa Zoncolan 2007 Foto Alessandro Gori DSC_4382

Il primo giugno la 21° e ultima tappa, con partenza da Gemona del Friuli e passaggio tra l’altro a Tarcento, Cividale con il suo Ponte del Diavolo,

53b 130622 Ponte del Diavolo a Cividale - Foto Alessandro Gori P1190516

Cormons e il Collio, tappezzato di vigne che producono tra i migliori vini italiani,

53 110522 Collio - Foto Alessandro Gori DSC_1889

ma dove si trovano anche le famose “frasche”, agriturismi aperti solo in alcuni periodi dell’anno. Per scovarli si seguono le indicazioni costituite da rami appesi ai bordi delle stradine della zona,

54 110522 frasca - Foto Alessandro Gori DSC_1880

e che offrono fantastici prodotti fatti in casa.

55 110522 frasca - Foto Alessandro Gori DSC_1869

Dopo Redipuglia davanti al sacrario della Prima Guerra Mondiale (altro anniversario, anche se non per l’Italia che entrò nel conflitto nel 1915), il Castello di Miramare e l’arrivo a Trieste dopo 169 km,

57 110625 piazza Unita' Trieste - Foto Alessandro Gori P1030798

in Piazza Unità.

58 110625 piazza Unita' Trieste - Foto Alessandro Gori P1030799

Sarà la quarta volta che il Giro termina in FVG (per la terza occasione a Trieste; una a Udine, nel 1983), ma probabilmente sarà anche la più bella. In moltissimi da diverse parti del mondo convergeranno in Carnia per non perdersi un fine settimana così.

Comments

  1. Bellissimo! ma tu te lo sei fatto in bici?????? ahahahahah mi piacerebbe venire a vederlo il Carnevale di Sauris. Perché dopo la mostra fotografica sulla musica e la danza popolare della zona mi piacerebbe farne una su varie feste particolari della nostra Italia. Ad agosto ho “immortalato” la Festa Bella a Spelonga (rievocazione storica della Battaglia di Lepanto). Tu ci vai di solito al Carnevale????

  2. Ales !!!!!
    ma che meraviglia di articolo! In quanto a foto, come sempre il massimo!
    Tvb
    Kriss

  3. Grande come sempre Ale. Una busada
    diana

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