26 March 2017

Tocopilla, la decadente cittadina del Niño Alexis Sánchez e il suo fratellastro

Sabato 31 marzo 2012

Nel mio arrivo a Tocopilla di notte sono stato accolto dall’immagine postmoderna dell’immensa centrale termoelettrica illuminata verso l’esterno. Ora ho la possibilità di esplorare la cittadina di giorno e non fa meno impressione. L’arcano sul motivo della mia visita è svelato: qui è nato è cresciuto Alexis Sánchez, l’ex Niño Maravilla.

In tutto il Cile la febbre per Alexis è alle stelle. La sua figura appare dappertutto, tra pubblicità per vedere le sue partite con il Barça alla tv a pagamento,

e di altro genere,

alle prime pagine dei giornali quando segna con i blaugranes.

Viene spesso preso in giro per come parla, un gergo comune a molti giovani cileni. Si dice che nello spogliatoio del Barça solo Messi riesca a capire le sue barzellette. Secondo questo linguaggio, Alexis viene identificato come Cabro Chico (ragazzo).

Centrale

Nato a Tocopilla il 19 dicembre del 1988, il Niño è da ammirare per come sia riuscito ad emergere anche come persona nonostante le origini estremamente umili. La ricchezza che investe il nord minerario del Cile non sembra infatti raggiungere questa cittadina di circa 25mila abitanti.

Ha sicuramente visto tempi migliori, soprattutto all’epoca dell’estrazione di salnitro (nitrato di potassio) la cui spedizione passava anche da questo porto e che ha lasciato qualche traccia.

Il paese è diviso in due dalla terrificante centrale termoelettrica, il cui embrione venne costruito nel 1915 e che serve l’immensa miniera di Chuquicamata (nei pressi di Calama),

e si fa “ammirare” da tutti i quartieri.

Dalla parte opposta, le spiagge.

Un monumento ai locali indios, che non esistono più.

Anche qui sono presenti segni dell’immigrazione croata, anche se in questo caso il nome dell’hotel è soltanto fittizio: era stato fondato da un altro proprietario molto tempo fa, ma il cartello è rimasto (forse era troppa fatica cambiarlo).

Oltre ad Alexis, qui è nato anche lo scrittore Alejandro Jodorowsky.

Alexis

In comune, si vede un cartello dell’epoca del mondiale sudafricano.

Tramite qualche contatto sono riuscito a parlare con i presidenti di due club in cui Alexis militava quando era bambino che mi hanno raccontato qualche storia interessante che scriverò in altra sede. Mi confermano che il soprannome di quando era piccolo era Dilla, abbreviazione di Ardilla, cioè scoiattolo: sembra che nelle infinite partitelle tra bambini quando il pallone rimaneva sugli alberi Alexis fosse il più abile a salire e riprenderlo.

Seconda una storia apparsa da poco sul giornale locale La Estrella, Guillermo Soto (il padre biologico di Alexis) ha avuto un altro figlio, anche lui Guillermo ora tredicenne. Sembra che la genetica funzioni visto che Guillermo se la cava con la pelota, gioca da difensore ed è attualmente in prova nel Colo Colo anche se lui, come Alexis, è tifoso della Universidad de Chile, la “U”. Chissà se anche il fratellastro del Niño avrà fortuna.

Qualcuno mi indica il quartiere,

in cui la famiglia continua a vivere nonostante la popolarità di Alexis,

una strada di terra in un incrocio diventato ormai famoso.

La famiglia in questi giorni è a Barcelona anche se incontro per caso solo una sua zia mentre esce di casa. Poco lontano i bambini giocano con le magliette dell’idolo locale (purtroppo non ne ho vista nessuna dell’Udinese).

Ormai il sole sta tramontando e anche da quassù si vede la centrale.

Ma a quest’ora anche Tocopilla appare incantevole. Effetti su una chiesa vicina,

il sole infuocato,

un fronte di nubi che sembra quasi disegnato,

e chiusura dal cimitero in collina.

Il Minimundial

Scendo verso l’Estadio Municipal, lo stesso in cui si esibiva il piccolo Alexis,

Si sta disputando un incontro del famoso Minimundial, una manifestazione qui creata nel 1963, un anno dopo il Mundial cileno per dare seguito all’entusiasmo che aveva portato la rassegna iridata. Da allora questa tradizione non si è mai interrotta, con 12 club del campionato di quartiere (non affiliati alla federazione) che per qualche settimana diventano una nazionale internazionale, con magliette (quasi) ufficiali. Disputano le eliminatorie in due diverse categorie, under 10 e adulti (ma con molti 17 e 18enni). È qui che i giovani si mettono in evidenza, com’è capitato al fratellastro di Alexis, e dove vengono osservati dagli emissari di diversi club nazionali.

Alla manifestazione viene dato spazio anche sui giornali locali.

Per esempio il Cuarta Sur, il club in cui militò Dilla, è la Spagna che vedo vincere contro l’Olanda.

Ormai è scesa la notte anche sull’Oceano Pacifico qui di fronte, vegliata dalla famosa centrale. Domattina presto ho un bus per Calama, la capitale mineraria del Cile.

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