23 March 2017

Problemi tecnici

Martedì 13 luglio

Torno per l’ultima volta a Newtown.

Pranzo con la oxtail, piatto tipico sudafricano, una specie di coda alla vaccinara in versione locale. Buona, anche se con tanto osso la carne che rimane è poca.

 

Mi dirigo poi verso quella zona che è chiamata Downtown, nei dintorni della Park Station. Sto cercando una valigia economica, da usare solo una volta, in cui stipare il materiale che ho accumulato in queste settimane. Cammino per un paio d’ore tra una miriade di venditori, migliaia di minibus, una folla vociante. In tutto questo tempo vedo solo un (1) bianco.

Tra le tante cianfrusaglie, anche delle pessime imitazioni di magliette delle varie nazionali (chissà poi perché “Diadora”?).

 

In altre occasioni ho verificato “sulla mia pelle” che appena i negozi chiudono (già dopo le 18) questo immenso quartiere diventa deserto e non è consigliabile avventurarsi da queste parti.

Esiste anche un improbabile compratore d’oro e diamanti,

 

che fa a pugni con il degrado che si vede intorno.

 

Ho bisogno di tagliarmi i capelli. Mi avvicino al primo “salone” che trovo, ma la risposta è serafica, «sorry, non tagliamo quel tipo di capelli»: è un modo gentile per riferirsi ai bianchi. Non si tratta di razzismo al contrario, ma non sono proprio capaci di trattare i capelli non crespi!

Ottengo la stessa risposta con il secondo che incontro e solo il terzo barbiere accetta,

«ma solo se mi spieghi come li vuoi» aggiunge.

Le avventure legate al taglio di capelli nei vari paesi potrebbero essere raccontate in un (ennesimo) libro. Questo era il penultimo barbiere, con tanto di spettatori, ad Axum (Etiopia).

Comments

  1. Francesca says:

    E non ci fai vedere il risultato del taglio? 🙂

    • alessandrogori says:

      eh bon, non e’ che i tagli siano cosi’ diversi tra loro (vedi il commento di endria, che conoscesti a bxl tanti anni fa tralaltro).
      baci,
      a

  2. Eh eh eh… grandissimo!

    Ricordo dei tagli “esotici” in compagnia: Київ (prima volta insieme), Niš (prima volta in Serbia), Сурдулица (con astanti che ci maledivano tra un kafa e una sigaretta).

    … e che non siamo dei capelloni 😉

    • alessandrogori says:

      eh bon, quello di Ниш majstor assoluto!
      ogni tanto ci passo…
      per fortuna che non siamo dei capelloni, altrimenti…
      ziv,
      a

Lascia un commento

*