30 March 2017

Un altro spostamento complicato

Da Port Elizabeth a Nelspruit, sabato 19 giugno

Oggi mi aspetta un altro trasferimento impegnativo: da Port Elizabeth raggiungere Nelspruit, dove domani l’Italia giocherà la sua seconda partita, contro la Nuova Zelanda. Arrivarci non sarà facile.

Anche in questo caso ho architettato una strana combinazione. La prima tratta prevede cinque ore di autobus fino a East London (che fantasia nei nomi…), altra ridente cittadina sull’oceano che meriterebbe più attenzione.

Senza aver quasi dormito, prima delle cinque di mattina parto da casa in taxi per raggiungere non già la stazione, ma l’ufficio della compagnia dei bus. I pullman partono da questo posto, ora completamente deserto. Arrivo per primo ed è ancora buio pesto; poi quando spuntano anche altri passeggeri mi rincuoro pensando che non mi sono sbagliato di indirizzo.

Mi spiace lasciare Port Elizabeth così, in fretta e furia, sicuramente è una cittadina piacevole e, aspetto da non sottovalutare, dal clima “normale” rispetto al freddo patito fin da quando ho messo piede in Sudafrica.

Appena salgo sull’autobus e mi appoggio al finestrino cado in catalessi e mi sveglio solo quando manca ormai poco per raggiungere East London.

Il pullman mi lascia di fronte ad un altro ufficio, stavolta un’ora decente, anche se come sempre di bianchi neanche l’ombra.

Ancora semiaddormentato cerco un taxi per andare all’aeroporto, sempre con la fobia di essere fregato per la mia faccia da viso pallido. Subito si presenta un grassone nero con un prezzo accettabile: per forza, non è un tassista, ma solo un tipo che possiede un camioncino e cerca di arrotondare.

Prendiamo la strada per l’aeroporto ma il suo mezzo cade letteralmente a pezzi: a un certo punto inizia a sobbalzare e temo che non ce la faccia a proseguire.

Alla fine arriviamo a destinazione anche perché, fortunatamente, l’aeroporto si trova vicino alla città.

Sono qui in larghissimo anticipo, meglio così.

Ho il tempo per ricevere tranquillamente la chiamata giornaliera da Onde Furlane [si veda la pagina “Trasmissioni Radio”] e per fare colazione.

La seconda parte del viaggio è in aereo con una compagnia low cost (chiamata “1time”) fino all’aeroporto “Tambo” di Joburg, lo stesso in cui sono arrivato dall’Etiopia, ormai dieci giorni fa. Avevo comprato il biglietto aereo da oltre un mese, quando avevo acquistato questa combinazione assurda di partite.

Sull’aereo fa furore una ragazza che si è fatta dipingere le unghie con i colori di dieci squadre partecipanti ai Mondiali.

All’uscita dei voli nazionali del “Tambo” di Johannesburg, si vede la gente che attende i passeggeri in arrivo in una struttura simile ad una tribuna, di fronte ad una imitazione di un campo da calcio.

Da qui subito dopo mi imbarco con un piccolo aereo ad eliche verso Nelspruit.

Il caso vuole che sullo stesso volo si trovino anche Salvatore Bagni con una spedizione composta da altre quattro persone, che probabilmente lavorano in RAI. Al contrario di quanto capitato ieri con Milojko, non penso di attaccare discorso (conoscete qualcuno a cui piace Bagni come commentatore?). Anche se, visto che Salvatore è amico intimo del Diego, potrebbe sicuramente raccontare una serie infinita di aneddoti e storie su di lui.

Le braccia cadono definitivamente quando, poco prima dell’arrivo, due signore di Los Angeles, ascoltandoli parlare in italiano, attaccano bottone: «Oh, we like very much Italy!». La conversazione finisce lì, perché nessuno dei cinque è in grado di spiccicare parola in inglese.

Strašno.

Nelspruit è una cittadina di 200mila abitanti, nel nordest del paese, capitale della regione del Mpumalanga. Costituisce la porta d’entrata al Parco Kruger, il più famoso di tutta l’Africa, che visiterò con amici nei prossimi giorni. Anche la struttura del piccolo aeroporto ricorda un lodge di queste parti.

Neanche stavolta ho prenotato e non è una bella cosa. Alle 17:30 (della vigilia di una partita!) l’ufficio turistico all’aeroporto è già chiuso chissà da quanto. Per fortuna i volontari dei Mondiali sono, come sempre, gentilissimi e si preoccupano per me e almeno riesco ad ottenere un libricino con i contatti con gli alberghi nella zona: passo due ore (di orologio) al telefono ma i pochi alloggi che non sono già pieni sparano cifre assurde.

Finisco in città con il pullmino dei volontari e attraverso un loro autista esce un suggerimento per l’ennesima guesthouse che per fortuna ha posto; il prezzo è come sempre troppo alto, riesco ad abbassarlo leggermente e a quest’ora non è il caso di cercare oltre.

Esco subito a cenare in un pub in teoria irlandese ma sudafricano per birre e menu. Negli ultimi giorni non ho quasi mai mangiato decentemente, qui trovo una succulenta bistecca da mezzo chilo con una birra alla spina “Windhoek”, chiamata come la capitale della Namibia: vieni infatti da quel paese, in passato colonia tedesca. Non a caso la birra non è niente male.

Nel frattempo vedo la partita della sera: grande delusione per il Camerun di Samuel Eto’o che viene già eliminato dopo la seconda sconfitta consecutiva, stavolta ad opera di una sorprendente Danimarca che ha recuperato il gol iniziale del capitano dei Leoni Indomabili.

Torno alla guesthouse, i cui gestori sono gentili ma dove, come spesso capita, di notte fa un freddo cane e l’unico ausilio è solamente una copertina in più. Mi sveglio durante la notte battendo i denti.

Comments

  1. Ciao Ale

    Finalmente hai ripreso ad scrivere! É sempre un piacere leggerti. Hai visto gia i big 5? Per la Serbia vale il motto dei messicani: jogou como nunca, perdeu como sempre.

    • alessandrogori says:

      Purtroppo negli ultimi giorni sono rimasto in un posto abbastanza isolato, vicino al Parco Kruger.
      Oggi torno verso Joburg e spero entro lunedi’ di rimettermi in pari con storie, foto e risposte ai commenti!
      Abbiate pazienza!
      a

    • alessandrogori says:

      oi. eccomi di ritorno, anche se con ritardo.
      dei big 5 ne ho visto qualcuno.
      serbia katastrofa.
      stasera brasil-chile,
      a

  2. qual é o teu numero de cel?

  3. Roberto says:

    Ciao Ale, un saluto da Bratislava, dove ho assistito alla disfatta di Cippa Lippi e del Bollito Misto che lui chiama Nazionale Italiana…La nazionale cantanti avrebbe fatto di meglio, non voglio aggiungere altro.

    • alessandrogori says:

      ma dai, eri a bratislava?
      almeno ti sarai consolato con qualcuno nel post partita…
      ora dove? sempre in giro? sembra di si visto che non lasci piu’ i tuoi preziosi commenti…
      a

  4. Mandi Mondi-Ale! Leggerti ed ascoltarti è davvero interessante e, come sempre, anche uno spasso. La prospettiva che offri di questo mondiale è moolto più interessante di quella propinata dalla tv, dove regna la pochezza… di spettacolo calcistico e di chi dovrebbe commentarlo. Sulla nostra squadra poi… stendiamo un velo pietosissimo! Per te che hai visto uscire pure la “tua” amata Serbia sarà delusione doppia. Ma so che ciò non influirà sulla tua sfrenata passione e sull’indiscutibile professionalità come reporter.
    In attesa delle prossime puntate, ti mando un abbraccio forte! Tenti duur!!! 🙂

  5. Ciao Ale, dopo aver visto l’ulitma vergognosa performance della nazionale (per me all’una
    di notte, almeno cosi’ e’ finito un tormentone!), ti invio il testo (liberamente tratto da una famosissima canzone di Battiato) con il quale mi sono svegliato stamane: “povera italia,
    schiacciata da un attacco impotente, di giocatori infami che non sanno cos’e’
    il lavoro, si credono campioni e gli va bene”…
    Ciao

  6. Francesca says:

    Ormai è chiaro… d’ora in poi solo… forza Argentinaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! I nostri se lo meritavano di andarsene. Mi spiace, ma non c’è altro da dire. Continua a scrivere!

  7. grande ale!
    vedo ora che, se non leggo male, ti son capitati degli ottavi di lusso
    arg-mex
    bra-chi
    e vabbè, par-jpn
    direi che puoi essere stracontento
    che valgano come rimborso per l’armageddon balkan

    mandi

  8. Naomi&Fiii says:

    Banzaaai Nippon!!

    Fiiii, dopo ka han vint mi e tocjat di mangja sashimi di balene…

    • alessandrogori says:

      ohh fiiiis!
      ho un biglietto per la partita di domani tra nihon e paraguay ed anche per il quarto successivo (pensavo uscisse l’italia!), se conoscete qualche giapponese interessato avvisate!
      a

  9. marcopilia says:

    in una conferenza stampa di questi giorni, maradona seduto alla scrivania con i microfoni davanti, tra i giornalisti aldilà della transenna ha visto bagni, si è interrotto immediatamente, ha saltato la transenna e l’ha abbracciato con grande trasporto, come sta abbracciando tutti in questi mondiali.

    • alessandrogori says:

      si, io invce bagni non l’ho abbracciato…
      vediamo se prima della fine riesco ad intrufolarmi ad una conferenza stampa…
      a

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