30 March 2017

Verso Polokwane

Da Pretoria a Polokwane, martedì 22 giugno

Oggi è l’ultimo di quattro giorni con spostamenti complicati.

Dall’immaginifico “Victoria Hotel” mi avvicino alla Church Square, uno dei centri nevralgici di Pretoria, sede del Governo del Sudafrica. Passando si vedono i monumentali edifici coloniali della città.

La statua di Marthinus Wessel Pretorius, primo Presidente del Sudafrica e fondatore della città.

Ma anche quella di Paul Kruger, anch’egli successivamente Presidente, a cui è dedicato il famoso parco nazionale che visiteremo nei prossimi giorni.

Poi con i soliti minibus per neri mi avvicino ai limiti della città, dove Gabriel e Lorena mi preleveranno in macchina, poi raggiungeremo gli altri. Oggi la spedizione argentina sarà imponente: tre macchine con otto persone, tutti verso Polokwane dove la Selección gioca stasera l’ultima partita del gruppo contro la Grecia.

Ci incontriamo in una stazione di servizio in cui, mentre aspetto, apposto una postazione telematica.

Avevo trovato subito alcuni amici in chat per discutere ma uno dei lavoratori mi ha interrotto con domande miste tra Mondiali e informatica.

Per stasera Diego ha già annunciato molti cambi, per far riposare i titolari e per dare la possibilità a tutti di giocare. Come nel Barça, l’unico che non riposa mai è Messi.

Ma questo pomeriggio anche i padroni di casa giocano l’ultima partita del loro girone, contro la Francia, con un piede nella fossa e in piena baraonda di crisi interne. Solo un miracolo potrebbe salavare i Bafana Bafana, ma tutto il paese lo chiede.

In qualche cartello stradale Polokwane è ancora indicata come Pietersburg, il suo nome che aveva durante il regime dell’Apartheid.

Qualche tempo fa i miei amici argentini avevano prenotato l’alloggio presso un lodge, appena fuori Polokwane. Il posto è bello, ma ci mettono in due stanze da tre letti e una da due, con il prezzo finale che è nuovamente un latrocinio.

Lasciamo subito gli zaini e appena possibile ripartiamo verso lo stadio in formazione tipo.

Comments

  1. Alessandro Copetti says:

    Iot di pierditi…mi racomandi!

    Complimenti e in bocca al lupo dall’umiliata Inghilterra…speravo di rifarmi con i Three Lions dopo la vergogna italiana…e invece sono sprofondato nel baratro della depressione calcistica…forza Olanda!

    Ale Copet

    • alessandrogori says:

      oho, il maestro copet!
      e che si dice del bisiak?
      mandi,
      a

      • Alessandro Copetti says:

        Il Bisiak stavolta ha proprio sbagliato mestiere ed ha trovato pane per i suoi denti…e’ come un pesce fuor d’acqua e il suo inglese invece che migliorare peggiora di giorno in giorno…quasi come l’italiano del Trap!
        …Di positivo dal mio punto di vista c’e’ che, grazie a sior Capello, adesso in friulano piu’ ‘odiato’ d’Inghilterra non sono piu’ io…
        Buon proseguimento di Mondiale.
        Mandi e ocjo al tacuin!

        Ale Copet

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