26 March 2017

L’energia di Emir Kusturica e della No Smoking Orchestra a Gorizia

Mercoledì 13 luglio 2011

Grande entusiasmo lunedì sera al Teatro Verdi di Gorizia per l’applauditissima esibizione della No Smoking Orchestra, questa volta lo si può ben affermare, capitanata da Emir Kusturica.

Il regista, che nei concerti della “sua” banda assume spesso un ruolo defilato da Guru qual è, l’altra sera ha saputo detonare l’energia che la No Smoking è tradizionalmente capace di trasmettere al pubblico. Molti dei presenti che non li avevano ascoltati in precedenza sono rimasti sorpresi dalla loro estrema connessione con gli spettatori.

Il concerto, durato un’ora e mezza, è stato godibilissimo con le musiche tratte dai film del regista in un misto di etno-punk-rock. Tutti contenti, a parte un’anziana signora che a concerto avanzato e senza aver mai applaudito, approfittando di qualcuno che si alzava è scappata via mormorando tra sé e sé con marcato accento bisiaco «nol ga niente a che veder col Bregović» e ha abbandonato il teatro. Ma era evidentemente un’eccezione, gli altri spettatori erano a dir poco entusiasti.

È stato Kusturica a sostituire l’istrionico capobanda, il Doktor Nele Karajlić, straordinaria figura della cultura pop jugo, genio dei veri Zabranjeno Pušenje e del premiato programma Top Lista Nadrealista proprio al tramonto della SFRJ, e cantante dell’attuale gruppo. Poche settimane fa Nele ha subìto un coccolone e il medico gli ha ordinato due mesi di assoluto riposo. Per una strana coincidenza Nele si è comunque materializzato a Gorizia: ha fatto una sorpresa ai suoi compagni di ritorno da una vacanza rigenerativa in Italia e diretto verso la Serbia.

Per questo durante tutto il concerto Kusturica ha più volte invitato il pubblico a chiamare «Doktoreeeeeee»: era il vocativo serbo di Doktor, anche se più di qualcuno avrà pensato che il regista facesse il verso alle diverse lauree che si vedevano in città con la solita, terribile canzoncina «Dottoreee, dottoreeee…».

Tant’è, Nele non ha risposto alle invocazioni di pubblico e musicanti con buona pace del suo medico e Kusturica ne ha fatto le veci, tenendo banco, parlando di continuo (in inglese) introducendo le canzoni, scherzando con i suoi compagni, addirittura ballando e soprattutto coinvolgendo al massimo il pubblico. Ricordando la sua nota fama di orso, qualcuno in teatro si stropicciava gli occhi e quasi non ci credeva.

Ha impressionato anche l’altro grande personaggio del gruppo, il virtuoso Dejan Sparavalo, con le sue “impossibili” suonate di violino.

Ottimi anche gli altri componenti della banda: Zoran Milošević Zoki alla fisarmonica, Zoran Marijanović Čeda alle percussioni, Nenad Petrović Neša al sax, Ivica Maksimović alla chitarra, Goran Popović Pop basso e tuba.

Altro assente Stribor, figlio di Kusturica e seconda batteria. Presenza invece importante quella delle Vrelo, presentate da tutti come “Voci Bulgare”, probabilmente un’ironica presa in giro a Goran Bregović che nei suoi concerti ha avuto a lungo un coro di bulgare che, immobili davanti ai loro microfoni, lo accompagnavano con i loro gorgheggi in costume. Queste sedicenti “bulgare” di Ruma (Vojvodina, nord della Serbia) erano invece scatenate: in anfibi e gonnellino, oltre a cantare (normalmente si esibiscono da sole) hanno ballato in giro per il palco e nel teatro.

Durante il concerto non è stato l’unico riferimento al nemicoamico Goran, destinatario di una frecciatina (che assomigliava più a un dardo avvelenato) riguardo a una canzone di Arizona Dream.

Qualcuno si chiedeva come mai la scelta di suonare in un teatro, quando questo tipo di musica invita sicuramente a scatenarsi. Infatti prima alcuni spettatori sono stati invitati brevemente sul palco,

e ben presto anche in galleria la gente ballava.

Apoteosi finale con molti spettatori finiti in pieno scenario in mezzo ai musicisti che suonavano la loro ultima canzone.

Di seguito altre foto del concerto.

 

 

 

 

Comments

  1. Confermo tutto. Grande il figlio di Murat!

Lascia un commento

*