30 March 2017

Per abituarsi alla lentezza… e uno scandalo ferroviario

Udine, martedì 14 luglio

Una delle peculiarità di questo viaggio è la lentezza negli spostamenti.

Non che non ne sia abituato, anzi. E poi più ci inoltreremo verso Est più il viaggio sarà lento, caratteristica che rivela anche degli aspetti positivi.

Purtroppo ora l’unica possibilità di viaggiare in modo economico in Europa Occidentale sono le compagnie aeree a basso costo, ma non è la stessa cosa.

Tanti anni fa ebbi la possibilità di percorrere in treno quasi tutto il continente, grazie al famoso biglietto “Interrail”. Allora era economico, si poteva evitare senza problemi i treni con il supplemento e copriva praticamente tutto il continente: dalla Scozia alla Turchia Orientale e dal Portogallo (anzi, dal Marocco) a Scandinavia e Polonia. Per molti di noi fu una manna dal cielo. Si poteva anche arrivare in qualsiasi stazione d’Europa e decidere solo all’ultimo momento dove andare: bastava salire sul treno, scrivere punto di partenza e di arrivo sul biglietto ed era fatta.

Già da molto tempo i suoi costi sono diventati proibitivi, anche se da poco hanno riformato la struttura del biglietto.

Ricordo invece i primi viaggi in treno verso Est, prima dei casini in Jugo, c’era il Paris-Venezia-Beograd, parte del percorso dell’Orient Express [di cui parleremo anche più avanti] ed era comodissimo. Poi iniziò la guerra che provocò anche l’interruzione di alcuni collegamenti stradali e ferroviari. Per anni la linea che attraversava la Croazia e la Slavonia rimase interrotta, come la famosa autostrada Zagreb-Beograd, anche conosciuta come Bratsvo i Jedinstvo [Fratellanza e Unità], uno dei lemi preferiti della Jugoslavija titina.

Allora per arrivare nella Serbia isolata dall’embargo era necessario aggirare la Croazia con un bus diretto dei gastarbajteri che lavoravano in Italia o Svizzera. Oppure da Trieste a Koper/Capodistria, da dove partiva una corriera per la Serbia. Ma non era così facile. Si attraversavano le frontiere di notte, finché si arrivava in un anonimo villaggio in Ungheria dove, alle due di mattina, se ne aspettava un altro che arrivava dalla Serbia: si trovavano a metà strada dove i viaggiatori dovevano trasferirsi con i loro bagagli sull’altro mezzo che poi sarebbe ritornato al luogo di partenza. Lo facevano perché entrare in Slovenia con la targa Serba o viceversa comportava dei problemi (non politici, ma economici).

In entrambi i casi si trattava di un viaggio mortale, di circa 24 ore. Lo feci tante volte che mi servì da allenamento per tutta la mia vita futura: da allora e non posso avere problemi con nessun mezzo di locomozione a nessuna latitudine geografica.

Come dicevo, è da alcuni mesi che non passo da queste parti e quando stavo cercando il modo migliore per arrivare fino a Sarajevo non sono riuscito a trovare il treno Venezia-Monfalcone-Ljubljana (“Casanova”): infatti, il collegamento è stato soppresso, proprio ora che le frontiere non esistono più e quando si parla dei famosi corridoi!

Ora per andare da Monfalcone (o da Trieste) a Ljubljana o si prende uno dei pochissimi bus, oppure in treno è complicatissimo. Bisogna raggiungere Gorizia, attraversare il confine, arrivare fino alla stazione di Nova Gorica, prendere un treno fino a Jesenice e da lì un altro fino alla capitale.

ASSURDO!

Per raggiungere invece la Serbia esiste ancora un solo vagone cuccetta che percorre l’intera tratta da Venezia a Beograd. Altrimenti si può arrivare fino Villach e poi prendere l’Eurocity per la capitale Serba (sia cuccette che posti a sedere).

Comments

  1. marcopilia says:

    mi sono sempre chiesto (ma non te l’ho mai chiesto) come funzionava l’interrail quando c’era ancora la jugoslavia.

    all’epoca c’era solo il biglietto per tutto il continente, senza divisione in zone, no?
    e la jugoslavia la giravi tutta?

  2. alessandrogori says:

    grazie per aprire il dibattito
    😉

    si, all’epoca era un biglietto per tutto il continente, ma allora l’interrail non lo usavo per andare nei balkani.
    la prima volta a beograd è stata il 24 aprile 1991, sai già perché.
    poi la guerra, per cui appunto la palla dei lunghissimi viaggi in corriera che aggiravano i fronti di guerra…

    a proposito, quando si ritorna insieme in srbija?

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