21 October 2017

Ritorno in Serbia: finalmente la liberalizzazione dei visti!

Serbia, sabato 18 luglio

Ritorno in Serbia dopo molti mesi, tanti che anche la mia sim con il numero serbo che ho da anni mi è stata bloccata (poi per fortuna sono riuscito a riaverlo).

La grande novità, di pochissimi giorni fa, è un avvenimento che i cittadini serbi stavano aspettando da anni: la liberalizzazione dei visti Schengen. In breve, se non ci saranno novità (sempre potrebbero accadere), dopo 17 anni e mezzo i serbi potranno viaggiare nuovamente in Europa Occidentale (zona Schengen) senza bisogno del visto. Inizialmente era previsto per il primo gennaio 2010, ma ora la data è stata anticipata al 19 dicembre, proprio il giorno di Sveti Nikola (San Nicola), il santo più venerato in Serbia.

novi srpski pasos

L’unica eccezione sarà per i cittadini di Kosovo e Metohija, il che è visto da qualcuno come una strana concessione politica da parte del governo del Presidente Tadić che potrebbe preludere a spiacevoli conseguenze in futuro.

A causa della guerra e dell’embargo internazionale la Serbia è rimasta isolata per anni, ma continua in qualche modo ad esserlo ancor oggi, nonostante siano passati nove anni dalla caduta di Milošević. La Comunità Internazionale non ha capito che continuare ad isolare il paese ed il suo popolo può portare solo conseguenze negative, come ad esempio contribuire a mantenere il nazionalismo ed il populismo sempre forti.

Oltre a tutte le altre privazioni dovute a guerre, embarghi, crisi, profughi, bombardamenti la questione del visto è sempre stata estremamente sensibile, soprattutto per un popolo che quando era parte della Jugoslavia socialista era abituato ad andare all’estero spesso e volentieri, a fare acquisti a Trieste o per un finesettimana (o anche solo per un caffè) a Vienna. Si dice che il loro Crveni Pasoš (Il Passaporto Rosso) fosse il più ricercato sul mercato dei falsi, perché permetteva l’accesso più facile e senza visti sia all’Occidente che al Blocco dell’Est.

Ora invece anche è necessario il visto anche per andare in Romania o Bulgaria, paesi che sono sempre stati molto peggio della Serbia, ma che dal 2007 sono entrati a far parte dell’Unione Europea. In questi anni ho conosciuto molte persone che mi hanno spiegato che fino a quando ci sarà bisogno dei visti non faranno nessun viaggio all’estero. Uno dei problemi più acuti riguarda gli studenti ed i giovani in generale che hanno estreme difficoltà a muoversi, conoscere altri paesi e persone (aprendo quindi anche le loro vedute), come fanno invece i loro coetanei degli altri paesi.

Il regime dei visti Schengen in questi anni è stato molto duro, con una serie infinita di documenti da presentare, inclusa una lettera di invito (io stesso ne ho spedite moltissime). Parlando con i miei amici, molti si rallegravano della novità, ma alcuni di essi dicevano: «ma che me ne faccio, se poi non ho i soldi per viaggiare?». Anche se poi uno di loro aggiungeva: «Comunque sia, quando arriverà il momento sarò al confine ad aspettare il momento di attraversare la frontiera senza visto!».

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