26 July 2017

Le bizzarrie del sistema Apertura/Clausura, le sconfitte del Boca e la superamichevole

Martedì 7 settembre 2010

In Argentina capitano cose strane: il River Plate si trova nelle prime posizioni di classifica ma, se il campionato finisse oggi, sarebbe retrocesso.

In questo momento il River ha infatti qualche problema: nello scorso finesettimana il Vélez lo ha sconfitto a Liniers per 2-1 e non è più capolista, posizione lasciata allo stesso Vélez e alla sorpresa Arsenal. Ariel Ortega (ex Sampdoria e Parma) ha (momentaneamente) superato i suoi problemi di alcolismo ed è tornato a giocare, ha anche preso un palo direttamente dal corner. Ha invece ritrovato la rete il giovane Diego Buonanotte (sic), chiamato el Enano (il nano, perché iniziò a giocare in prima squadra a 17 anni, quando era ancora piccolo e gracile). Classe 88, Buonanotte era una delle migliori promesse del calcio argentino ma il 26 dicembre 2009 ha avuto un pauroso incidente stradale in cui sono morti tre amici d’infanzia mentre Diego si è spaccato omero, clavicola e ha subito una grave contusione polmonare. È rientrato nel calcio già nello scorso aprile ma non è ancora il progetto di crack di prima: senza continuità, perde palloni, poche genialità, tanto che il suo allenatore Cappa lo lascia spesso in panchina. È accaduto anche domenica, ma per un infortunio di un titolare (Lanzini) alla mezzora, Buonanotte è entrato ed ha anche segnato una bellissima rete, che però non è stata sufficiente ai Millonarios.

I titoli dei giornali hanno invece evidenziato che con questa sconfitta i biancorossi si trovano nella zona di retrocessione diretta. Com’è possibile? Sono infinite le vie dell’astruso sistema del campionato argentino. Per renderlo più vivace, la AFA (Federazione Argentina) dal 1991/92 decise di farlo disputare su due gironi di andata e ritorno chiamati Apertura e Clausura: al termine di ogni girone il computo dei punti riinizia da zero, per cui ogni anno vengono proclamati due campioni.

Le squadre che retrocedono e quelle che disputano la Libertadores vengono però designate calcolando la media dei punti negli ultimi tre campionati: gli ultimi due di questa speciale classifica scendono direttamente in Seconda Divisione, mentre 17º e 18º si giocano la salvezza negli spareggi con due club di Seconda. Lo storico club Rosario Central (di cui, spero, parleremo prossimamente) è da poco retrocesso con questo sistema. Vista la stagione disastrosa nell’ultimo Clausura, River è ora secondo in classifica ma anche in zona retrocessione…

Sull’altra sponda, ennesimo tonfo del Boca in uno dei tanti clásicos (derby) della capitale. Contro il San Lorenzo guidato da Ramón Díaz (che per i suoi trascorsi come giocatore e allenatore nel River è sempre visto come un nemico giurato): ha perso addirittura alla “Bombonera” per 1-2, con il 223º gol di Palermo. Sono già tre sconfitte in cinque partite e solamente 4 i punti raccolti per Borghi, la cui panchina traballa paurosamente.

Questo pomeriggio intanto si gioca la superamichevole Argentina-Spagna, con Messi contro molti suoi compagni di squadra del Barça. La albiceleste sarà guidata dal Checho Batista: vi ricorderete ai Mondiali 86 quel centrocampista lungagnone non così rapido (per usare un eufemismo) e dalla lunga barba, ora peraltro meno folta e brizzolata? Già selezionatore della nazionale olimpica (ha vinto la medaglia d’Oro due anni fa), è salito alla Selezione A al posto di Maradona come una soluzione temporanea: la sua permanenza, dicono i maligni, dipenderà anche da questa partita.

Comments

  1. … pezzo su Rosario è molto atteso…

  2. Francesco Brollo says:

    Ricordo bene quel lungagnone di Batista, barbutamente non dissimile da Orlando Pereira dell”Udinese. E Palermo continua a cacciarla dentro.

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