21 October 2017

Zeneixi e Xeneises

Alcuni giorni fa, sugli spalti del “Mbombela Stadium” di Nelspruit, si intravedeva anche un signore con una maglia che ricordava “Zena” e i “Zeneixi”, Genova e i genovesi nel dialetto ligure.

«¡Somos los Xeneizes!», si sente spesso riecheggiare ancor oggi nella “Bombonera”, uno degli stadi più caldi dell’Argentina, e soprattutto casa del celeberrimo Club Atlético Boca Juniors. Il Boca, originariamente legato alle classi popolari, è da sempre il club di calcio più amato d’Argentina, tanto che si dice che la mitad más uno del paese vada con i gialloblù.

Il club venne fondato il 3 aprile 1905 nel quartiere della Boca del Riachuelo, all’estuario del piccolo fiume adiacente al porto di Buenos Aires. Non è lontano dal celeberrimo Caminito, la strada con le famose casine di lamiera dai colori sgargianti ormai divenute un’attrazione turistica.

All’epoca però la Boca era il rione in cui vivevano gli immigrati, soprattutto genovesi. Tanto che ancor oggi tifosi e giocatori del Boca vengono appunto chiamati los Xeneizes, una variazione di Xena/Zena, in dialetto genovese.

Della prima Commissione Direttiva facevano parte Esteban Baglietto, Amadeo Gelsi, Adolfo Scarlatti, Santiago Sana, Teodoro Farenga e Pedro Moltedo, molti dei quali dalle chiare origini italiane.

Il Boca giocò per alcuni anni con una divisa a righe verticali blu e bianche. Poi sorse il problema che anche un’altra squadra del quartiere indossava gli stessi colori. La disputa si risolse sul campo, con una ‘partita per i colori’, apparentemente consueta all’epoca. Era il 1913, il Boca perse la partita ma, come dice qualcuno, «ottenne per sempre la sua identità».

Le lunghe ed accese discussioni tra i vari dirigenti non approdarono a nessuna soluzione per la nuova maglia. Juan Brichetto, della Commissione Direttiva, lavorava aprendo le immense strutture di ferro alle navi che entravano nell’adiacente porto. La proposta di Brichetto fu accettata: adottare i colori della prima barca che al mattino successivo sarebbe arrivata nella Boca. Così fu. Si trattò di una nave a vapore svedese e da allora la maglia del Boca è blu con una fascia gialla sul petto.

La situazione dell’Italia dopo l’Unificazione era terribile, tanto che dal 1861 al 1965 lasciarono il nostro paese 25.861.990 persone dei quali 13.852.515 per i paesi europei e 12.009.475 per i paesi d’oltremare.

Le destinazioni più battute erano New York e Buenos Aires. Alla fine di quel secolo i tanos [così sono chiamati i nostri connazionali in Argentina, dall’aferesi di Napolitano] rappresentavano già tra il 32% (1887) ed il 27% (1895) della popolazione totale di Buenos Aires, e costituivano la metà ed oltre degli stranieri. Tra il 1880 ed il 1930 oltre quattro milioni di italiani emigrarono in Argentina. Fino alla fine dell’Ottocento gli immigrati provenivano soprattutto dal nord Italia, mentre con il passaggio del secolo arrivarono soprattutto dal Mezzogiorno.

Attualmente un milione di italiani vivono in Argentina, ma ci sono 16 milioni di persone di origine italiana di cui 500mila cittadini posseggono il doppio passaporto. Ora, in tempi di crisi, tutti cercano di ottenere un passaporto, non solo italiano ma anche polacco, lituano e di qualsiasi altro paese (anche i nuovi) dell’Unione Europea.

Alla Boca anche sapori, scorci e soprattutto suoni richiamano l’Italia e Genova. Trasformandosi ed adattandosi alla realtà locale, un po’ come hanno fatto gli stessi immigrati, molti suoni e parole italiane e genovesi sono invece sopravvissute nel tempo nel gergo di Buenos Aires.

La zona portuaria de la Boca del Riachuelo, il piccolo fiume che sfocia nel Río de la Plata, era rimasta disabitata fino all’inizio dell’Ottocento. Dal 1830 circa famiglie genovesi immigrate di recente iniziarono ad installarsi nella Boca che, nel 1895 raggiunse i 38mila abitanti, di cui 14mila erano italiani.

La Buenos Aires dell’epoca si stava rapidamente trasformando. Immigrati arrivavano a centinaia di migliaia dalle zone più misere d’Europa, dalle rive del Mediterraneo fino alle sconfinate lande dell’Impero Zarista e dal Medio Oriente. Si portavano dietro la loro cultura e le loro lingue, contribuendo a fare della capitale bonaerense una moderna babele.

La città crebbe a dismisura, dai 92mila abitanti del 1855 al milione e mezzo del 1914. Gli immigrati si stanziavano nei suburbi della città, nei chiamati conventillos: pensioni e case umili in cui diverse famiglie dividevano lo stesso spazio. A Buenos Aires erano i quartieri di Boedo, la Concepción, Montserrat e appunto la Boca.

Le famiglie genovesi appena immigrate iniziarono ad installarsi nella zona portuaria della Boca, rimasta disabitata fino all’inizio dell’800. Nel 1895 il quartiere raggiunse i 38mila abitanti, di cui 14mila erano italiani.

Qui, nella patria chica, la República Xeneize, la nostalgia di casa confluì in quella di molti tangos, tra cui quelli di uno dei più famosi compositori degli anni Venti e Trenta, Enrique Santos Discépolo, anch’egli di origine italiana.

L’esperienza alla “Bombonera” è emozionante. Lo stadio del Boca è uno dei più strani che esistano. Il terreno che il club comprò negli anni Venti per farci il nuovo impianto non era così grande, visto che già allora era immerso nel popolarissimo omonimo quartiere.

Venne costruito in muratura nel 1940, sostituendo la precedente struttura in legno. Tuttavia non poteva espandersi molto, visto che lo spazio a disposizione era estremamente limitato: solo 114×187 metri. Le tribune vennero dunque costruite in modo molto ardito per contenere 60-70mila spettatori, ma solo su… tre lati. Su uno dei lati lunghi infatti la tribuna non esiste.

Ora, con la ristrutturazione del 1996, nella parte ‘zoppa’ sono stati costruiti dei palchi che sono stati venduti o vengono affittati, ma con una pendenza quasi a piombo sul campo di gioco da una parte e sulla strada dall’altra.

Comments

  1. Ciao, bello il tuo sito e quello che fai, cerco anche io molto nel mio piccolo di fare qualcosa del genere.
    Volevo segnalarti soltanto che la prima camiceta del Boca era bianconera…come quella della Juve…

    http://www.amalamaglia.it/2012/01/15/calcio-argentina-camiseta-bianconera-del-boca-juniors-edizione-limitata-nike-per-i-superclasico/

    Saluti;)

    • Gracias querido.
      Riguardo i colori del Boca e la citazione sulla maglia speciale della Nike, è vero che il club cambiò diverse maglie prima di scegliere i colori definitivi, tra le quali una era completamente azzurra e un’altra bianca con righe azzurre.
      (http://es.wikipedia.org/wiki/Club_Atl%C3%A9tico_Boca_Juniors).
      A pag.17 de “Boca. El Libro del Xentenario”( Buenos Aires, Planeta, 2004), si dice: “Durante el año 1906 el equipo xenieze utiliza una casaca blanca con rayas azules finas y verticales, y una pechera del mismo color, pero con las líneas horizontales (…)”.
      Lo stesso orientamento risultava da una maglietta della Quarto (non da gioco peraltro, che posseggo) commemorativa del Xentenario (materiale approvato dal club suppongo) in cui apparivano stilizzate alcune delle divise storiche del club durante la sua storia e le prime due erano appunto azzurra e biancazzurra a strisce.
      Hablamos,
      ciao,
      Ale

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