27 July 2017

Panenka e i cucchiai

L’altra sera el Loco Abreu ha trasformato l’ultimo rigore per l’Uruguay con un colpo sotto. In Italia tutti l’avranno sicuramente definito «un cucchiaio», solo perché Totti lo eseguì nella semifinale degli Europei del 2000, come se l’avesse inventato lui.

In realtà nei paesi che posseggono una coscienza (e una conoscenza) calcistica è conosciuto come “il rigore alla Panenka”: il calciatore praghese tirò in quel modo proprio l’ultimo penalty (quello decisivo) che diede l’unico titolo internazionale alla Cecoslovacchia, nella finale degli Europei del 1976 contro la Germania Ovest, Campione d’Europa e del Mondo in carica.

Panenka, che ho incontrato un paio di anni fa a Praga, è anche il simbolo di un calcio tecnico che sembra ormai scomparso.

La storia inizia nella piccola hospodá (le tipiche birrerie ceke) “Alla Tigre d’Oro” (U Zlatého Tygra), una delle più tipiche di Praga ed anche una delle poche non invase dai turisti pur trovandosi in pieno centro.

Lì, accanto alle molte foto dell’indimenticato scrittore Bohumil Hrabal (era tra le sue preferite),

si vede anche un grande poster che ritrae Panenka con la maglia rossa della nazionale.

Lui stesso precisa di aver sempre giocato per la gente, privilegiando la tecnica, e non è un caso che anche dopo oltre 30 anni in molte birrerie si trovino le sue foto e non, per esempio, quelle di Pavel Nedvĕd.

Nonostante Panenka abbia sempre giocato per una piccola squadra in perenne altalena tra Prima e Seconda Divisione (il Bohemians), scegliendo di non trasferirsi nei grandi club della nomenklatura dell’epoca.

Il famoso rigore, suo marchio di fabbrica, non avvenne per caso: scherzando, Panenka racconta che inizialmente lo inventò per trovare un nuovo modo di ingannare il portiere della sua squadra, durante le scommesse che facevano negli allenamenti. Scherzi a parte, prima di allora lo aveva provato per due anni, aspettando un’occasione importante per tirarlo. Tutti i suoi compagni già lo sapevano. Nella finale di Beograd sul 4 a 4 Uli Höness scagliò sopra la traversa il quinto rigore per i tedeschi e ed il tiro decisivo toccò proprio a Panenka. Il ceko si avventò sul pallone toccandolo sotto con uno strano effetto: Sepp Maier, all’epoca miglior portiere del mondo, si buttò alla sua sinistra, mentre il pallone entrò soavemente al centro della porta… e la Cecoslovacchia diventò inaspettatamente Campione d’Europa.

Il Bohemians 1905, lo storico club per il quale Panenka giocava e di cui è ora presidente, è tornato da poco nella Prima Divisione ceka.

Comments

  1. grande post, complimenti

    • alessandrogori says:

      grazie enrico.
      sai che panenka e’ uno dei miei cavalli di battaglia, ed e’ anche parte di un progetto per un libro su storie di quel tipo di giocatori, con interviste personali realizzate in loco.
      se hai qualche idea per la pubblicazione avvisa…
      tra l’altro proprio stasera ho avuto i telefoni di kopa & fontaine
      😉
      a

  2. fico…
    no, idee e dritte su editori non ce le ho.
    ma quando torni io e qualche altro amico dobbiamo farti un discorsetto
    : )
    a presto

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