26 March 2017

Atacama, le inondazioni nel deserto, Valle de la Luna y de la Muerte

Lunedì 2 aprile 2012

Mi dirigo verso San Pedro de Atacama, un villaggio che si trova al centro di una regione piena di attrazioni naturali che lo rendono una delle mete più visitate del Cile, e anche il mio ultimo obiettivo importante di questo viaggio.

Purtroppo nei giorni scorsi si sono verificate delle inondazioni nel deserto (sic!), un fenomeno che ogni tanto accade da queste parti e che ha provocato l’annullamento di molte escursioni nei luoghi più visitati. Speriamo che ora la situazione sia migliorata.

Nel percorso da Calama sul bus trovo Mireya, una gentile signora di Santiago che vive qui da 5 anni e non pensa proprio ritornare allo stress della capitale. I panorami sono gli stessi, molto affascinanti, che mi accompagnano da qualche giorno; una strada nel deserto tracciata chissà come.

Arriviamo a San Pedro che, come indica il cartello, possiede meno di 2mila abitanti.

Mireya mi indica un ostello in cui trovo subito alloggio. Come ospiti ci sono anche Henry ed Eric, un salvadoreño e un catalano “malati” di calcio. Stanno cercando di raggiungere l’Argentina ma le inondazioni li hanno costretti a deviare. Raccontano che si sono conosciuti in taxi venendo dalla Bolivia e che durante l’intero tragitto durato un paio d’ore hanno discusso fittamente calcio per la gioia degli altri passeggeri.

Ovviamente si finisce a cena insieme con due argomenti cardine: Jorge Mágico González, il salvadoreño che militò nel Cádiz, uno dei giocatori più geniali ed estrosi della storia del calcio (e che un giorno sicuramente incontrerò),

e ovviamente il Barça. Eric è socio dalla nascita e ha l’abbonamento al “Camp Nou”. Invita tutti a Barcelona senza pensare che forse qualcuno ci andrà sul serio. Subito rimane sorpreso che qualcuno parli catalano ma facciamo tombola quando scopriamo che aveva visto un servizio della televisione catalana che mi aveva intervistato poco prima del terzo clásico dell’anno scorso, la semifinale di andata di Champions al “Bernabéu”.

San Pedro è piena di ostelli, alberghi, alojamientos (a prezzi non proprio economici) e dozzine di agenzie turistiche che offrono qualsiasi tipo di escursione.

La prima impressione è che in questo periodo l’invasione di turisti sia relativa, forse scoraggiati dalle notizie sulle inondazioni. Si vedono moltissimi brasiliani, soprattutto del sud, pochi anglofoni e nessun gutturale. Di italiani vedo solo un gruppone e una ragazza che viaggia da sola.

Nonostante le normali invasioni barbariche e al contrario dei villaggi turistici del sud dell’Argentina ha per fortuna mantenuto la sua impronta di villaggio tradizionale d’altura con le sue viuzze di terra battuta,

le case basse e tipiche.

La magione più antica del villaggio risale al 1540, costruita per Pedro de Valdivia (che probabilmente non passò neanche di qui).

La famosa chiesetta è invece del XVII secolo.

Molti i locali, anche interessanti,

qualcuno offre anche carne di lama (che avevo assaggiato in Bolivia tre anni fa),

ma anche ottime bistecche (bife de chorizo), stavolta cucinate ad arte.

Valle de la Luna

Ci troviamo a 2440 metri di altitudine e intorno ci sono montagne altissime e diversi posti magnifici che cercherò di esplorare in questi giorni.

Inizio subito con la Valle de la Luna, un luogo caratterizzato da un paesaggio lunare a pochi chilometri da San Pedro.

Molti lo raggiungono anche in bicicletta.

Già all’inizio si vedono dune,

e formazioni di sale.

Ma una camminata che porta alla Duna Mayor,

offre altre prospettive,

visioni e paesaggi assurdi,

peccato che con i problemi di mal tempo il sole appaia poco. Altre dune.

E scorci lunari.

Rientriamo al nostro mezzo, con il quale attraversiamo la valle che prima vedevamo da sopra.

Valle de la Muerte

Ci allontaniamo dalla Luna.

Poco distante si trova la Valle de la Muerte,

con la sua pietra rossa, a perdita d’occhio,

strane formazioni rocciose,

visioni dall’alto,

e da un famoso spunzone.

Rientriamo verso San Pedro.

Speriamo che domani il tempo sia più clemente e che spunti il sole ad illuminare le bellezze della zona.

 

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