21 July 2017

La Kunstmann, “das gute Bier” di Valdivia

Giovedì 15 marzo 2012

Tra le molte birre assaggiate in questo viaggio un posto speciale merita sicuramente la Kunstmann che, come si può facilmente capire dal nome, è anch’essa di origine tedesca.

Mi era capitato di gustarla alla spina già all’inizio del periplo cileno, proprio a Puerto Montt,

accompagnata da un lomo a lo pobre (una bistecca, quasi sempre troppo cucinata nonostante le raccomandazioni, guarnita con cipolla e uovo, uno dei pochi piatti di carne quasi “sicuri” in Cile).

La Kunstmann è diventata negli anni una delle attrazioni di Valdivia (e non solo per me). In questa città fin dalla metà dell’Ottocento si produceva birra. Karl Anwandter, un colono tedesco, aveva fondato la fabbrica omonima, la terza di tutto il Cile, che funzionò fino al disastroso terremoto del 1960 che ne distrusse completamente lo stabilimento.

Armin Kuntsmann, anch’egli di origine tedesca, ne continuò la tradizione e all’inizio degli anni Novanta iniziò a produrre birra nella cucina di casa per poi espandersi vertiginosamente. Ora viene esportata in Germania, Stati Uniti e Giappone. Metà della società è ancora di proprietà della famiglia Kunstmann.

La Kunstmann plasma il suo prodotto rifacendosi rigorosamente al Reinheitsgebot, il famoso decreto di purezza emanato da Wilhelm IV di Baviera risalente al 1516, secondo cui la birra doveva essere prodotta usando esclusivamente acqua, orzo e luppolo. Il tocco che rende così speciale la Kunstmann è probabilmente l’acqua limpida della zona di Valdivia.

La fabbrica non si trova in centro, anzi. Ormai di sera prendo un bus per arrivare fino al sobborgo di Torobayo, verso la località Niebla.

Quando si arriva a destinazione sembra di entrare in un territorio tedesco, con le classiche sagome per le foto.

Non mancano i ricordini,

e acquisti più impegnativi, come i megaboccali (che poi la gente si fa riempire),

e c’è anche il “parcheggio” di bicchieri speciali, ma di dimensioni più ridotte, con i nomi dei proprietari.

Esiste la possibilità di visitare il museo annesso. Ma la parte oltremodo interessante è il ristorante-birreria giustamente chiamato La Cervecería.

L’ambiente è festivo e addobbato come ci si trovasse nel paese di origine della famiglia.

Le spine sono aperte costantemente.

Finalmente passiamo a questioni più concrete. Esiste una degustazione con ben dieci varietà diverse di birra che qui si producono.

Le mie preferite sono la Lager non filtrata, l’ambrata Torobayo sia non filtrata che nella versione Gran Torobayo (a 7,5°), e quella di frumento tipo Weizen o Weißbier, ma quasi tutte sono delle prelibatezze.

In aiuto ai diversi assaggi, il menu offre varie specialità gastronomiche tedesche e cilene. La tentazione è troppo grande e la scelta cade su un ottimo stinco di maiale al forno,

affumicato al punto giusto, accompagnato da crauti e da un purè piccante.

Esco estremamente soddisfatto. Per tornare in centro riprendo uno degli ultimi bus disponibili, il cui autista ha un collo enorme che non passa inosservato.

Domani continuerò verso Pucón.

Questo il sito della Kunstmann, e qui quello de La Cervecería.

 

Comments

  1. buona, buona, buona. e se l’avete provata, non serve dire altro (questo ovviamente vale per gli amanti delle birre tedesche). Purtroppo qui in Guatemala la birra è uno schifo: persino una Moretti trovata in un locale sembra buonissima…

  2. ramadan direi proprio di no…anzi, ho appena trovato un locale dove hanna una grappa di bassano…
    però tra vino e birra è un mezzo disastro…
    e poi dicono che fare il cooperante è un privilegio 😀

  3. endria™ says:

    figata ‘sta storia… autista ultrataurino ovviamente idolo assoluto!

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