30 March 2017

Serata epica al “Camp Nou” e il Barça ai quarti

Mercoledì 9 marzo 2011

Ieri abbiamo assistito a un’altra serata epica al “Camp Nou”. Il Barça era chiamato a rimontare il 2-1 subìto dall’Arsenal all’andata e ci si attendeva uno spettacolo degno delle grandi occasioni.

A poche ore di distanza le forti emozioni vissute ieri sono ancora dentro: stamattina la città si è svegliata ancora in uno stato di euforia futbolística che solo questi avvenimenti speciali possono offrire.

È stata una partita giocata su ritmi altissimi e piena di emozioni. Il Barça ha stritolato i rivali sul piano del gioco, con 19 tiri in porta contro nessuno: nonostante questo “zero” i Gunners sono rimasti in gioco fino all’ultimo secondo. Ci si aspettava molto di più dall’Arsenal di Wenger che ha rinunciato a giocare e nella ripresa è ritornato in partita solo grazie a un’assurda autorete di Busquets. Come già ripetuto, nelle ultime settimane i blaugrana non si stanno esprimendo al loro migliore livello ma ciò nonostante la squadra ha dimostrato carattere, voglia di vincere e una capacità di reazione alle avversità fuori dal comune. Ha raggiunto in breve il 3-1 e ha continuato a creare una gragnuola di occasioni sprecando l’inverosimile per chiudere definitivamente la partita. Tanto che a una manciata di minuti dalla fine l’Arsenal, in dieci per una polemica espulsione di Van Persie, stava per gabbare la difesa catalana e qualificarsi. Così non è stato. Con molta sofferenza per i tifosi, come prevede il manuale dell’epica blaugrana, il Barça è nei quarti e attenderà il sorteggio di venerdì 18 marzo per conoscere i prossimi avversari.

La cronaca della serata.

I tifosi dei Gunners si vedono arrivare già dal metro.

Il grande stadio appare a distanza.

Come sempre, entriamo quando il “Camp Nou” è ancora vuoto.

Subito notiamo la presenza nella formazione titolare di Adriano sulla fascia sinistra. Come ci si attendeva, Van Persie dato per infortunato fino a due giorni fa, sarà regolarmente in campo.

I giocatori entrano in campo a fare riscaldamento tra gli applausi.

Presente anche uno strano energumeno con la tuta dell’Armenia…

È tutto pronto per iniziare.

Oltre 95mila gli spettatori, con una nutrita presenza di tifosi inglesi. L’ambiente del “Camp Nou” è già caldo fin dall’inizio come capita solo nelle grandi occasioni.

Il Barça domina il gioco in tutti i settori del campo, ma davanti non riesce ad essere pericoloso. Messi non trova il bandolo della matassa.

Fin da subito si vede che il figliol (quasi prodigo) Cesc Fàbregas è in difficoltà. Il catalano di Arenys de Mar, cresciuto nella favolosa generazione di Messi e Piqué (di cui è coetaneo), aveva abbandonato il Barça quando era 16enne e questa è la sua prima partita in assoluto al “Camp Nou”. Si è visto che non era al meglio e non ha praticamente visto palla.

L’Arsenal da parte sua cerca di perdere tempo in ogni occasione. Al 18’ punizione da lontano di Alves sulla quale il portiere Szczęsny si infortuna. Al suo posto entra il navarro Almunia.

Al 31′ Messi viene steso in area ma l’arbitro svizzero Busacca non concede il rigore. Al 35’ palo di Adriano da posizione quasi impossibile, la stessa mattonella dalla quale all’andata Van Persie aveva fatto secco Valdés.

Sul finire del primo tempo Busacca perde momentaneamente il controllo della partita. Van Persie viene ammonito per una manata in faccia ad Alves. Nella confusione il Barça non riesce a costruire il suo solito gioco, ma proprio in questo momento la gara prende un cammino decisamente favorevole ai blaugrana. Messi riesce finalmente a liberare il sinistro al tiro ma non angola la conclusione e il pallone si perde direttamente tra le mani del portiere.

Subito dopo, al terzo dei 5 minuti di recupero, il miracolo: Cesc, con un regalo ai suoi possibili futuri compagni, si fa soffiare un pallone da Iniesta che parte in slalom e serve splendidamente Messi. Sull’uscita di Almunia l’argentino con una magia gli fa scomparire il pallone sopra la sua testa e appoggia nella rete sguarnita. Ennesima gol da antologia di Leo,

Apoteosi in campo,

e sugli spalti.

La rete arriva al momento giusto, poco prima di andare al riposo. Tutti pensiamo che ormai il più sia fatto, ma di fronte all’assenza dell’Arsenal è lo stesso Barça a fare harakiri: al 53’ su un innocuo corner (solo il secondo della partita) errore monumentale di Busquets che salta insieme a Adriano e Abidal e insacca nella propria porta!

Tutto da rifare. Ora il Barça deve segnare una rete per andare ai supplementari e due per qualificarsi. La reazione dei catalani è contundente e si vede lo spessore di questa squadra: dopo solo un minuto Villa viene ben lanciato da Pedro ma Almunia lo anticipa. Le occasioni si susseguono, con Villa che defilato tira nuovamente su Almunia, poi è Alves da solo in mezzo all’area a sparacchiare alto. Il brasiliano sulla destra gioca un numero impressionante di palloni, Mascherano e Abidal sono monumentali, Xavi il solito metronomo, Pedro non si ferma un momento e ora anche Messi è molto più convinto.

L’Arsenal sembra tramortito, ma un qualsiasi contropiede potrebbe essere fatale. Conoscendo le qualità di Nasri, si trema ogni volta che il pallone arriva dalle sue parti.

Al 56’ un altro episodio chiave. Van Persie, finora nullo, viene colto in fuorigioco ma tira lo stesso in porta. Busacca estrae il secondo cartellino giallo e l’olandese viene espulso. È sicuramente una decisione troppo dura, anche se Van Persie cerca di spiegarsi dicendo che non aveva sentito il fischio dell’arbitro, che in un momento di quiete dello stadio abbiamo potuto ascoltare addirittura noi nel terzo anello.

Le occasioni continuano a piovere. Almunia salva ancora una volta su Villa lanciato da Messi: l’asturiano non sembra nella migliore serata. Il Barça perdona troppe volte e le sensazioni non sono positive. Quando sembra che stia per farsi prendere dal panico e dalla fretta, ancora una straordinaria giocata di Iniesta che fa filtrare un pallone leggermente toccato da Villa per l’accorrente Xavi che batte finalmente Almunia.

Xavi, capitano in assenza di Puyol, risulta sempre un uomo chiave. Dal canto suo Iniesta stasera non è stato presente come al solito, ma ha il notevole merito di avere fornito gli assist di entrambe le reti. Con le sue decisive qualità nell’uno contro uno l’anno scorso il manchego era mancato moltissimo nelle due partite contro l’Inter.

Passano solo due minuti e il ginocchio di Pedro viene agganciato in area, rigore che Messi trasforma diventando momentaneamente capocannoniere di questa Champions con 8 reti.

Altro sospiro, il più sembra fatto. Mancano ancora più di 20 minuti, ma basterebbe un gol dell’Arsenal per cambiare tutto. Il pubblico è entusiasta, ma forse non si rende conto del pericolo dietro l’angolo.

Il ritmo non accenna a scendere. Wenger toglie Rosický per il sempre pericoloso Aršavin, poi esce anche l’evanescente Cesc (addirittura fischiato dal “suo” pubblico) per Bendtner.

Ennesima possibilità per il Barça, con Messi che di destro viene fermato dal tentacolare Almunia. Afellay sostituisce Villa e ha subito una buonissima occasione ma il suo destro finisce fuori. Lo stesso olandese dopo un’azione di Messi sparacchia sul solito Almunia. Poi è ancora Alves che triangola con Pedro e arriva da solo in area ma spreca malamente. I blaugrana continuano a perdonare: non chiudere la partita definitivamente potrebbe costare molto caro.

Subito dopo, all’87’ i presentimenti negativi sembrano avvrarsi: palla persa da Adriano (unico errore della serata in una partita altrimenti da incorniciare), Bendtner ne approfitta ma dopo un lungo recupero viene provvidenzialmente anticipato da Mascherano che nell’azione si infortuna e dev’essere sostituito. Il cuore sussulta.

Ultimi minuti di tikitaka con il possesso palla e il Barça passa ai quarti di finale con una grandissima prestazione ma non senza patemi.

Mentre i tifosi ospiti rimangono chiusi in piccionaia.

In conferenza stampa Wenger ha protestato veementemente per la seconda ammonizione di Van Persie che secondo lui avrebbe falsato la partita.

Senza menzionare il rigore negato a Messi e le decisioni arbitrali sfavorevoli dell’andata, Guardiola ha giustamente risposto che anche a parti inverse anche lui si appiglierebbe a questo, ma se si analizza meglio la partita né prima né dopo l’espulsione l’Arsenal non ha fatto neanche un tiro in porta, e non è mai riuscito a realizzare tre passaggi di seguito. Troppo poco per passare il turno.

http://www.youtube.com/watch?v=IrKHy41l574&feature=related

Comments

  1. Miele says:

    Purtroppo non sono ancora a vedere i gol, le uniche immagini sono le tue di questo bell’ articolo su una partita sofferta ma dal lieto finale.
    L’Arsenal farà anche soffrire il Barça, ma alla fine esce dal campo sempre sconfitto, a partire dalla finale Champions 2005-2006 (prima partita dei campioni di quell’edizione al Camp Nou: Barça-Udin 4-1…)
    Leggendo la tua cronaca l’espulsione pare ineccepibile, Van Persie mi è sempre stato discretamente antipatico (come buona parte dei suoi compagni in nazionale, Van der Sar escluso) e mi sembra che in passato Busacca si sia spesso dimostrato un buon arbitro.
    Fa piacere sentire che anche in una serata non brillantissima Iniesta risulti decisivo con la sua classe cristallina, qualità che lo accomuna ai due marcatori della serata.
    Vedremo le altre qualificate e attendiamo il sorteggio, sarebbe bella una rivincita con l’Inter (a patto che si qualifichi ai quarti…)

    • si miele, ieri non so se ero tra i pochi, ma tachicardia.
      altri che la guardavano in tv sembravano (dagli sms) piu’ tranquilli. mah.
      di iniesta e’ una mia sensazione: non si e’ visto molto (rispetto ad altri ieri e rispetto ai suoi livelli), ma e’ risultato decisivo.
      le prossime giornate di champions sembrano comunque interessanti, a iniziare da stasera.
      g

  2. Ciao Ale,

    dovresti scrivere qualcosa anche sul Barcellona B, dove ha militato anche Oliver Hutton di Holly & Benj 🙂
    In vacanza alle canarie, lunedì ho avuto la fortuna di assistere a Tenerife-Barça B, in una cornice di pubblico pazzesca (erano tutti mascherati per il carnevale !), e ho visto una squadra di ragazzi nati intorno al 1990 vincere 4a1 giocando nello stesso modo del Barça Vero, anche se non con la stessa qualità assoluta. Certo nella nostra serie B uno spettacolo simile forse lo avevo visto soltanto col Foggia di Zeman. In panchina siede Luis Enrique, l’amico di Tassotti….

    CiaoCiao

    Rob

    • dai, eri alle canarie e allo stadio?!
      bravo!
      si, in qualche occasione ho parlato dei gioiellini del barça B (in realta’ piu’ in funzione prima squadra), ma le covate che seguono sembrano molto interessanti.
      mi sembra che il barça B arrivi da 4 vittorie consecutive, e il piu’ forte (thiago alcantara) era aggregato alla prima squadra.
      ma i vari bartra, fontas, rafinha etc sono delle buone promesse. poi non tutti troveranno posto in prima squadra (i difensori centrali dalla prossima stagione credo di si’, come anche thiago, figlio di mazinho).
      a presto,
      a

  3. ma…l’energumeno armeno…molto interessante averlo scovato: per chi tifava? era un vacanziero o un uomo d’affari?
    LR

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