27 July 2017

A Gemona il Memorial Bearzot con i Campioni dell’82 e altri volti noti in campo

Mercoledì 18 maggio 2011

Ieri a Gemona si è disputata la partita tra la nazionale italiana Master e una rappresentativa di ex calciatori del Friuli Venezia Giulia per ricordare Enzo Bearzot e commemorare il 35° anniversario del terremoto. È stata una simpatica serata con vecchi volti noti del panorama calcistico nazionale e regionale scesi in campo (almeno alcuni di loro) nonostante la pancetta.

Nata da un’idea di Enzo Cainero in collaborazione con Gigi De Agostini e Franco Causio, l’iniziativa voleva anche ringraziare l’Associazione Italiana Calciatori per la corposa donazione ricevuta subito dopo il sisma che permise di ricostruire il campo sportivo “Simonetti”, teatro dell’incontro. Successivamente è divenuta anche occasione per ricordare Enzo Bearzot, scomparso nello scorso dicembre.

Qualcuno dei reduci dell’avventura mondiale del 1982 non è potuto intervenire: alcuni si trovano all’estero (Dossena, Tardelli, Oriali, Baresi) o erano impegnati su altri fronti (Zoff, Collovati, Graziani, Conti, Bordon, Galli). I rimanenti sono venuti fino a Gemona e sono stati rinforzati da altri calciatori del passato. Erano presenti: Ballotta, Mareggini, Gentile, Cabrini, Vierchowod, Bergomi, Mannini, Apolloni, Annoni, Tarantino, Antognoni, Causio, Marini, Galia, Amoruso, Alessandro Bianchi, Paolo Rossi, Altobelli, Rizzitelli, Pino Lorenzo.

Per la Rappresentativa FVG hanno invece aderito Gremese, Polonia, De Agostini, Bertotto, Rossitto, Calori, Gerolin, Miano, Alessandro Orlando, Pradella, Dominissini, Fanna, Cinello, Urban.

Forse i molti ragazzi accorsi a vedere la partita hanno avuto qualche problema a riconoscere i “vecchi”, ma per i meno giovani quei personaggi sono ormai come qualcuno di famiglia, nonostante i volti ingrigiti e qualche chilo di troppo.

Il Gran Maestro di Cerimonie Bruno Pizzul con il grande Giancarlo Antognoni.

Sergio Brighenti, Selezionatore della Nazionale Italiana Master.

Claudio Gentile, conosciuto in altre epoche come Gheddafi (era infatti nato a Tripoli; ora quel soprannome non sarebbe molto popolare).

Moreno Mannini, difensore della Samp, la cui mamma è carnica.

Lo Zio Bergomi, ora telecronista Sky, appare in forma perfetta anche se non è sceso in campo per un infortunio subìto giocando a calcio-tennis.

Per i friulani anche due prestiti che facevano parte della linea difensiva dell’Udinese di Zaccheroni, il piemontese Valerio Bertotto, 334 partite con i bianconeri molte delle quali da Capitano,

e il toscano Alessandro Calori, 255 incontri con i friulani,

qui insieme al grande Gerolin di cui, oltre alla fondamentale tappa come dirigente, tutti ricordano la rete decisiva per la permanenza in Serie A all’87’ minuto dell’ultima giornata del campionato 1980/81 contro il Napoli (2-1 per i bianconeri).

Cinello, il Rosso di Fagagna.

Gigi De Agostini da Tricesimo insieme alla moglie Odilla.

Un collezionista di Sacile ha preparato una raccolta delle Gazzette dell’82; Pizzul la sfoglia con interesse, ricordando quel Mundial in cui coprì alcune partite come telecronista RAI.

Lo stesso sacilese ha anche tappezzato una Vespa con i titoli della rosea che si riferiscono ai due mondiali vinti negli ultimi anni.

Da notare il manubrio con Cannavaro,

e lo zerbino con annessi terreno di gioco e pedale a forma di pallone.

Qualche ritardatario raggiunge direttamente il campo sportivo di Gemona. È il caso del principale promotore dell’evento, Enzo Cainero, in questo periodo impegnato dalle preoccupazioni del Crostis.

Arriva anche Paolino Rossi, qui con Maurizio Trombetta, mister dei friulani.

Nonostante la pancetta, lo stile di Antognoni non è cambiato: lo si potrà apprezzare anche durante la partita, giocata a testa alta come ai bei tempi.

In porta Ballotta, che ha giocato fino a tre anni fa, disputando la sua ultima partita in A con la Lazio a 44 anni suonati.

Tra i ritardatari anche Spillo Altobelli, qui con Fabio Rossitto (211 partite in bianconero) e Mimmo Di Carlo, da poco aggregatosi alla Nazionale Master subito dopo l’esonero dalla Sampdoria nello scorso marzo. Dietro a loro Lorenzo Amoruso, ex Glasgow Rangers e visibilmente aumentato, ma che è poi rimasto in campo tutta la partita.

Gerolin e Calori si riscaldano.

Gentile ha dimostrato di essere ancora in forma smagliante.

Gigi De Agostini avrebbe potuto giocare in entrambe le compagini.

Mannini e Vierchowod, parte della difesa della Sampdoria che 20 anni fa vinse lo Scudetto, staranno discutendo del triste momento dei blucerchiati.

Giampiero Marini al cross.

Cainero abbraccia il carnico Alberto Urban.

L’indimenticabile Paolo (Miano).

Incontro tra i vecchi amici Rossi, Altobelli e Cabrini; nessuno di loro è sceso in campo, ma hanno voluto essere presenti lo stesso.

La tribuna del “Simonetti” offre un bellissimo colpo d’occhio, oltre un migliaio gli spettatori.

È ormai tutto pronto per iniziare. Scende un parapendio con la bandiera.

I giocatori stanno per entrare in campo.

Squadre schierate per l’inno nazionale con la banda.

Rossi, Cabrini e Altobelli danno il calcio d’inizio. Commovente il lungo minuto di silenzio per le vittime del terremoto e per Bearzot.

Si può cominciare. Già nei primi minuti gli Azzurri vanno in vantaggio, lungo lancio di Antognoni come ai bei tempi e colpo di testa di Ruggiero Rizzitelli, molto attivo in avanti,

e poi complimentato da Spillo che passava di là.

Rossitto agisce da regista di centrocampo,

coadiuvato in mezzo da Gerolin senza un filo di pancia.

Punizione gestita da Rizzitelli, Causio e Antognoni.

Il sole sta per scomparire.

Cleto Polonia, l’altro carnico della truppa.

Il Barone cerca di divincolarsi dalla gabbia friulana.

Miano prova a dare la scossa.

Come ripete un amico sugli spalti, probabilmente «Zé Paolo è titolare dei due migliori piedi calcistici mai prodotti dal Friuli».

De Agostini è ancora il padrone della sua fascia.

Entrano anche Urban,

e Pradella.

Le montagne di fronte a noi disegnano strani effetti.

Allo scadere rigore per i friulani che potrebbe portare al pareggio. Pradella vorrebbe tirarlo, ma Rossitto gli prende il pallone di mano e si avvia verso il dischetto,

e Mareggini gli para il tiro.

Ultima occasione per Ballotta che dopo aver giocato come portiere nel primo tempo, verso la fine dell’incontro è tornato in campo come attaccante.

L’incontro finisce 1-0, ma tutti sono contenti per la bellissima serata.

Comments

  1. gigi.fa says:

    Ciao Ale, i tuoi racconti fotografici mi piacciono sempre un sacco! bravo e grazie

  2. Faccio parte dei vecchietti per i quali “quei personaggi sono ormai come qualcuno di famiglia”…. Che nostalgia!!!
    Forse la più grande, oltre a quella generale per un calcio che non c’è più, è vedere quanti friulani hanno vestito la maglia dell’Udinese: Paolo Miano, Gigi De Agostini, Gianfranco Cinello e, ormai da diversi anni gli ultimi ad averlo fatto, Alessandro Orlando e Fabio Rossitto (a proposito, peccato per il rigore parato…)
    Immagino chi possa aver detto che «Zé Paolo è titolare dei due migliori piedi calcistici mai prodotti dal Friuli». Sono d’accordo, specie ripensando a quel 2-1 all’Inter segnato a Recchi (vero, Fra?)
    Ma secondo me il sinistro di Gigi De Agostini e anche quello di Alessandro Orlando (indimenticabile la magica parabola dall’angolino nello spareggio salvezza ’93 del “Dall’Ara” contro il Brescia) non erano niente male…

    • eh eh eh…
      si, piu’ che ai piedi singoli il nostro amico si riferiva alla tecnica individuale.
      l’altro commento che si faceva (con nostalgia) ieri sera riguardava proprio il fantastico centrocampo che presentavano i “friulani”.
      ieri recchi e’ ovviamente uscito in varie occasioni
      😉
      a presto!
      g

  3. Che infamoni che siete… Avete rispolverato la mia prima grande delusione nerazzurra coincisa con la prima partita dell’Inter vista allo stadio, dalla curva sud del Friuli. Se non sbaglio Altobelli ad inizio partita e poi Zico e appunto Miano… Ma perché Recchi quel giorno? E Zenga?

  4. Oi! Che effetto ti ha fatto vedere da vicino il tuo commentatore-idolo di Al Jazeera? Certo che più che “Spillo” ora sembra un “Fermaglio”!!! Belle foto… di bei ricordi, a parte quello che mi ha suscitato Calori… goleador imprevisto e imprevedibile nel nefasto naufragio di Perugia di qualche “Moggi” fa…

  5. ale Campi says:

    Maledetto lavoro che mi ha fatto perdere l’evento!! Un pensiero per il Vecio

  6. ale Campi says:

    Comunque, al mitico gol di Zè Paolo IO C’ERO! Prima di quella meraviglia, magistrale punizione del Galinho..Ma alla partita di Gemona, Pablito indossava il numero 20? Ancora un pensiero rivolto al Vecio..

    • Eh, c’eravamo in molti in quelle giornate di “Friuli” tutto esaurito (e con oltre 40mila posti)…
      Qui (al minuto 1:24) rivediamo l’indimenticabile slalom di Zé Paolo:
      http://www.youtube.com/watch?v=0H7I4Q3Vru4
      Al titolare dell’aneddoto su Recchi il racconto.
      Il tabellino di quel 2-1 disputato il 31 marzo 1985 recita: 3′ Altobelli, 36′ Zico, 69′ Miano.
      Purtroppo quello del Galo fu uno dei 3 soli gol segnati in quel secondo, disgraziato campionato (lacrimuccia).
      Come si intravede nelle foto, Rossi a Gemona indossava solo una polo, senza numero (né lui né Altobelli, Cabrini, Bergomi hanno giocato).
      a

      • Come al solito da qui non ho il privilegio di gustarmi you tube, e quindi la perla del genio delle Valli del Natisone; lo farò al più presto
        Anche se è stampata nella memoria (anch’io presente quella domenica, nei distinti laterali Sud) rivederla sarà un tuffo al cuore!
        Disgraziatissimo quel campionato, anche se era iniziato (per 2 giornate….) bene: 2-2 a San Siro col Milan, 5-0 sulla Lazio al “Friuli”, con spettacolare gol di Zico dopo doppia triangolazione (penso con Mauro e Carnevale…). Come dicevi tu, uno dei 3 gol, gli altri alla Juve a Torino e, appunto, la magistrale punizione sotto la curva Sud all’Inter

  7. vito delconte says:

    Vedere questi grandi campioni del passato e’ sempre un piacere in particolare Paolo Miano di cui sono un suo estimatore dai tempi dell’ udinese e che secondo me meritava la nazionale- Grande centrocampista

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