26 March 2017

Una grigissima Udinese supera il Rennes nella prima giornata di Europa League

Venerdì 16 settembre 2011

Lo si era capito da vari indizi. Nonostante le precisazioni della vigilia, l’Europa League si sta rivelando un peso e non una vetrina. È strano: si lotta durante un campionato intero per entrare in Europa e poi, nella stagione successiva (a meno che non si riesca nel miracolo Champions), quasi tutti snobbano questa competizione, come se si trattasse di un fardello.

Da una parte si dice che giocando il giovedì sera non c’è tempo di recuperare per la domenica successiva e che bisogna pensare soprattutto agli impegni di campionato. Dall’altra il pubblico non sembra molto entusiasta, almeno per la partita di ieri vista da circa 9mila spettatori. Probabilmente centra anche il comportamento della società: si vede che l’Udinese come squadra non c’è (ancora?). Com’è noto la famiglia Pozzo ha pensato bene di investire solo una minima parte dell’enorme somma accumulata nella scorsa estate (per non parlare di quelle precedenti).

Il mercato (?)

Come si diceva precedentemente (sempre ringraziando la famiglia Pozzo per l’impegno profuso eccetera eccetera), la società Udinese Calcio si è spesso dimostrata maestra nello scovare talenti capaci di esplodere a lunga scadenza, ma non così tanto nel trovare giocatori già formati che possano aumentare la qualità di una squadra inesorabilmente minata da importanti partenze. Nella storia recente dell’Udinese si è visto il solo caso di Quagliarella (anche se la sua metà era già proprietà bianconera), un investimento poi recuperato con interessi impressionanti. Anche quest’anno invece sono stati acquistati solo imberbi che forse tra qualche anno si affermeranno, anche se servirebbero un paio di buoni giocatori fin da subito.

In settimana si erano sentiti patetici commenti da parte della dirigenza (Soldati) spiegando che i giocatori cercati dalla società non sono voluti venire a Udine. Se gli individui contattati erano del tipo di Giovanni dos Santos (peraltro pessimo) o Bojan è quanto meno ovvio che abbiano rifiutato l’Udinese, sia per i loro trascorsi che per gli emolumenti che attualmente percepiscono. E per fortuna non hanno accettato, non sarebbero stati molto utili alla causa.

Secondo la mia modesta opinione un altro era il profilo che l’Udinese doveva cercare: calciatori già fatti ma non campioni (o presunti tali) di squadre di primo livello, giovani sì ma non tanto da essere ancora delle promesse, magari individui che abbiano dimostrato le loro doti e che recentemente abbiano avuto un momento di appannamento (così da risultare meno richiesti e magari meno cari). Dopo aver visto le prime uscite è chiaro che serve almeno un attaccante capace di assicurare un buon numero di reti e un centrocampista in grado di organizzare il gioco. I miei consigli sarebbero stati giocatori del tipo di Acquafresca, Floccari e, giocando in anticipo, Mascara, valido giocatore anche se non verdissimo, accasatosi a gennaio a Napoli dove quest’anno sarà titolare probabilmente a singhiozzo.

L’unico (potenzialmente) di livello che alla fine è arrivato in Friuli è stato invece la mezzapunta romena Torje, un buon progetto che probabilmente avrà bisogno di tempo per trovare le necessarie sincronizzazioni con i compagni. Inoltre non può essere schierato in Europa League avendo già giocato i preliminari con la Dinamo Bucureşti. Non si è capito se sia stato un ripiego dell’ultimo momento o se la società abbia deciso di lasciarlo al suo vecchio club fino a fine agosto, magari con un piccolo sconto sull’acquisto: in questo caso sarebbe comunque inconcepibile, immaginiamoci il Barça che ci lascia Sánchez fino al preliminare di Champions e poi non lo può utilizzare in quella manifestazione.

Per il resto il Paròn ha preferito affidarsi a chi era già dell’Udinese senza dover scucire neanche un centesimo, Floro Flores (eterna promessa che a gennaio se n’era andato dal Friuli sbattendo quasi la porta) e il giovane-vecchio Barreto. A centrocampo nessuno sembra essere in grado di prendere il testimone lasciato da Inler.

Come ha ben spiegato ieri sera Guidolin nel dopopartita, è il caso che i tifosi entrino nell’ottica che la squadra attuale non sarà in grado di fare un campionato come quello dello scorso anno. Eufemismo per dire che è stata notevolmente indebolita e che i nuovi arrivati non sono esattamente dello stesso livello dei partenti. Una velata critica alla dirigenza?!

La giornata

Il doveroso pre partita si è svolto a Friuli Doc, la mega manifestazione che questo finesettimana farà esplodere il centro di Udine.

Per la solenne inaugurazione è stato chiamato addirittura il «friulanissimo» (ma non era bisiaco?!) Fabio Capello che ha affermato di aver cancellato tutti i molti impegni che aveva nella sua agenda per essere presente al taglio del nastro in piazza Libertà (sic).

In giro già si vedeva un primo esempio del pienone dei prossimi giorni. Una delle moltissime specialità da assaggiare presenta qualche problema grammaticale,

da più fonti, per la disperazione degli insegnanti di italiano (e non solo).

Si va allo stadio. Come contro l’Arsenal positiva la presenza di nuovi tornelli per entrare in curva che dovrebbero facilitare l’ingresso anche in giornate affollate (e non è questo il caso). Quando entriamo troviamo invece una sorpresa negativa.

Come sarebbe dovuto accadere anche nel preliminare contro gli inglesi, la parte superiore della curva è chiusa ai tifosi: non sarebbe omologata dall’UEFA visto che i seggiolini non hanno lo schienale. Totalmente assurdo: sembra una di quelle astruse direttive dell’Unione Europea. Che differenza c’è tra gli uni e gli altri?

E ancora, se l’Udinese lo sapeva già da maggio, perché non sono stati cambiati? Per non spendere dei soldi visto che un giorno (non si sa quando) si farà uno stadio nuovo? Comunque bisognava disputare almeno 4 incontri europei, perché non puntare dunque su uno stadio (più) pieno?

Come risultato, il nostro amato settore-baldacchino è deserto.

In realtà non ci sono delle transenne, ma l’attuazione della direttiva dipende dal polso degli steward presenti in una data zona. Qui si apprezza come la divisione sia totalmente fittizia.

Gli spalti del “Friuli” appaiono comunque abbastanza vuoti.

Non c’è la musichetta della Champions, ma anche l’Europa League presenta il suo telone colorato.

In Curva Sud si contano 15 (quindici) sostenitori del Rennes, con bandiere scozzesi e gallesi a sostegno del loro drappo bretone in chiave pan celtica.

Rispetto agli annunci disfattisti della vigilia, Guidolin ha deciso di schierare dall’inizio Di Natale, in staffetta con Barreto, ma anche con una seconda punta (Fabbrini). Ci sono anche Isla e Armero, assenti nella trasferta di Lecce, che compongono il centrocampo insieme a Badu, Abdi e alla novità Doubai. In difesa Benatia, Danilo e Neuton. Qui un vecchio tifoso di Barreto.

Si capisce subito che i giocatori dell’Udinese non sono in realtà scesi in campo. Hanno la testa altrove e sembrano abbiano preso la partita di stasera come un’amichevole estiva precampionato. La difesa balla, Neuton non c’è proprio,

in mezzo nessuno sembra prendere l’iniziativa di creare gioco, i due esterni non funzionano come dovrebbero, Fabbrini è troppo gracile, Totò non sembra proprio in serata. Infatti già al 19’ i bretoni passano con un tiro di Hadji che passa addirittura in mezzo alle gambe di Handanovič.

La partita viene trasmessa in tv (Italia 1), e forse per questo si vedono dei cartelloni pubblicitari a dir poco bizzarri. Qui forse un tonno palermitano:

Questa è sicuramente la più assurda pubblicità mai vista in uno stadio: dovremmo forse andare a bere un cappuccio in centro a Catanzaro?!

Il Rennes continua ad attaccare e stavolta il portierone sloveno si riscatta. Totò prova a uscire dal torpore con una punizione che non sortisce effetto.

Poi al 38’ il Capitano si sveglia improvvisamente e pareggia con un pregevole diagonale in contropiede.

Esulta anche la frangia di Ultras scissionisti emigrati in una propaggine della Curva Sud (!).

Come dice qualcuno, speriamo che a Totò non venga neanche un raffreddore, altrimenti siamo spacciati.

Nella ripresa i friulani sembrano essersi finalmente convinti che stanno disputando una partita europea. Ma la difesa, nonostante l’innesto di Domizzi al posto di Neuton, continua a fare acqua e viene graziata in varie occasioni dall’imprecisione degli attaccanti del Rennes; si registra anche un palo dei bretoni.

L’Udinese reclama per un atterramento di Abdi in area.

È l’ex interista Dalmat a orientare il centrocampo degli ospiti.

Al 67’ esce il Capitano per Barreto che non si è praticamente visto nei pochi minuti in cui è rimasto in campo.

Subito dopo entra anche Asamoah per Fabbrini, autore di una prova poco convincente condita da un solo tiro pericoloso.

Poi a 7’ dalla fine la sorpresa: ben lanciato da Asamoah sulla fascia sinistra è Armero, che finora aveva combinato ben poco, ad uccellare il portiere bretone con un preciso diagonale che carambola sul palo.

La mezza curva esulta.

Finalmente un po’ di fortuna anche per noi. Di positivo c’è il risultato, anche perché i prossimi incontri del girone (contro il Celtic, ripescato al posto del Sion, e soprattutto contro l’Atlético Madrid) non saranno sicuramente facili. Tuttavia, come ha sottolineato Guidolin, si è trattato di una vittoria non meritata. E dopo aver visto le partite di stasera e di Lecce nella prima/seconda di campionato c’è da preoccuparsi almeno per il futuro immediato di questa squadra. Speriamo nel futuro prossimo.

Comments

  1. Già ci mancavano i tuoi articoli, come qualcuno dei 9000 presenti al “Friuli” (seduto davanti a me) ha fatto notare…
    Sarà una stagione non facile, quest’anno dobbiamo ancor di più sperare nella buona salute e nelle motivazioni dei “vecchi” (intesi come militanza bianconera, ma non solo purtroppo, Totò fra meno di un mese ne fa 34…).
    E vedrai che già con l’Atletico il “Friuli” riserverà un colpo d’occhio migliore, non mi pare proprio sia il caso di fare gli schizzinosi con l’Europa League…
    Io ci tengo, eccome!! Come dici tu è assurdo lottare un intero campionato per partecipare alle Coppe Europee e poi snobbarle solo perchè non si chiamano Champions League…
    Per questo il successo di giovedì è stato importante. Spero che alla fine del girone risulti anche decisivo….

  2. Anche a me mancavano i tuoi articoli, come ti ho detto più volte.. Grazie per la citazione sui prof di Italiano che si disperano per le scritte “dei gnocchi” e “i gnocchi”. Su una cosa sola non sono d’accordo: non condivido il tuo giudizio su Fabbrini!

  3. Magistr-Ale la tripletta di fotogrammi che immortalano il bellissimo gol vittoria!!!
    Mi associo al buon Leo per quanto riguarda la crisi di astinenza per i tuoi articoli…
    Uhmm, mi chiedevo però se i succitati insegnanti di italiano (e non solo) si scandalizzino allo stesso modo anche di fronte ad eventuali errori grammaticali concernenti le gnocche! 🙂

  4. w i gnocchi says:

    essendo il personaggio della foto mi sento chiamato in causa! io ci ho provato a farglielo capire al padrone dello stand ma lui me l’ha passata come una strategia di marketing…lasse fa ai cjargnei!
    mandi

    nêl

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