30 March 2017

L’Anži di Makhačkala, il peculiare avversario dell’Udinese

Martedì 18 settembre 2012

Nella terza di campionato l’Udinese ha finalmente cancellato lo zero in classifica, ma giovedì al “Friuli” si gioca già la prima partita del gironcino di Europa League contro un avversario a dir poco peculiare.

In realtà a Siena l’Udinese ha deluso ancora. Dopo sei minuti era in vantaggio per 2-0 (Basta e Totò, imbeccato dallo stesso serbo), punteggio che ha mantenuto fino a 20’ dalla fine. Nel secondo tempo però si è fatta raggiungere da Calaiò e da un rigore di Zé Eduardo. È vero che la partita è cambiata con la doppia (e probabilmente ingiusta) ammonizione di Lazzari (52’) dopo che lo stesso Guidolin era stato espulso per proteste, ma la squadra ha denunciato il solito calo alla distanza ed ha anche rischiato di perdere. Di positivo il ritorno al gol del Capitano e il rientro di Barreto. Domenica al “Friuli” arriva il Milan, anch’esso in crisi, con Lazzari squalificato.

L’avversario

Giovedì invece l’ospite sarà nientepopodimenoche l’Anži di Makhačkala, guidato da Guus Hiddink in panchina e da Eto’o in campo.

Come si sa, i club russi sono tornati in auge grazie ai pesantissimi rubli di alcuni oligarchi che seguendo l’esempio di mafiosi vari hanno deciso di costruire i loro costosissimi giocattoli. Di pochi giorni fa è il doppio acquisto “portoghese” (Hulk dal Porto e Witsel dal Benfica) per circa 80 milioni di euro da parte dello Zenit San Pietroburgo, avversario del Milan in Champions e allenato da Spalletti.

Makhačkala è la capitale del Daghestan, una repubblichetta caucasica a maggioranza musulmana appartenente alla Federazione russa e confinante con la Cecenia. Nel gennaio 2011 Sulejman Kerimov, tanto per cambiare uno degli uomini più ricchi al mondo, ha acquisito l’Anži (spesso mal traslitterato in Anzhi), “perla” nella lingua  cumucca locale, di origine turca.

Fin da subito Kerimov si è lanciato nell’acquisto di giocatori famosi coprendoli di denaro, peraltro di dubbia provenienza: il primi sono stati i brasiliani Jucilei, Diego Tardelli (rivenduto poi in Qatar) e soprattutto il vecchio Roberto Carlos che stava per smettere di giocare: l’ex di Inter e Madrid un anno fa è divenuto giocatore-allenatore e successivamente dirigente. Nell’estate 2011 sono stati acquistati Jurij Žirkov dal Chelsea e soprattutto Eto’o dall’Inter con lo strabiliante ingaggio di 20 milioni (!) all’anno, per tre anni, sicuramente il più alto del pianeta. Che tristezza, un fuoriclasse come Samu nel pieno del suo splendore calcistico che va a giocare in una simile squadra come se si trattasse di un pensionato. Al suo arrivo ovviamente il camerunese aveva subito dichiarato che un tale progetto che iniziava da zero era molto interessante; l’importante, aggiungeva, non erano i soldi ma essere felice e far felice la propria famiglia e gli amici… (sic)

Sono successivamente arrivati anche i difensori João Carlos (brasiliano) e Samba (congolese, già del Blackburn Rovers), il centrocampista marocchino ex Anderlecht Mbark Boussoufa e il promettente giovane ivoriano Lacina Traoré (18 reti con il Kuban Krasnodar di Dan Petrescu e, si dice, 18 milioni per il suo cartellino), oltre ai russi Logašov (terzino), Šatov (centrocampista) e gli attaccanti Smolov e Serderov. Per la panchina pochi mesi fa l’Anži ha scritturato sicuramente per cifre favolose il guru olandese Guus Hiddink mentre all’ultimo sospiro di mercato è approdato anche il mediano francese Lass Diarra, scartato da Mourinho al Real Madrid.

Una delle caratteristiche dell’Anži, che fa capire che aria tira in Daghestan e le motivazioni che spingono questi personaggi a sposare il progetto di Karimov, è che la squadra per motivi di sicurezza vive e si allena a Mosca, nelle installazioni di Kratovo di proprietà dello storico Saturn (che un anno fa ha fatto bancarotta). Quando gioca in casa, la squadra viaggia per circa 1600 km fino a raggiungere il suo stadio, in Daghestan.

Se nel 2001/02 si era già affacciato alla Coppa UEFA (venne eliminato dai Rangers di Glasgow con uno 0-1 nella gara unica giocata a Varsavia a causa della situazione “volatile” nella vicina Cecenia), il quinto posto dell’anno scorso ha permesso al “nuovo” Anži di partecipare per la prima volta a una competizione europea anche se l’UEFA obbliga la squadra a disputare le sue partite casalinghe a Mosca (nello stadio del Lokomotiv).

L’Europa League costituisce il primo passo verso la Champions League, obiettivo dichiarato del club oltre alla conquista del titolo russo. L’Anži è arrivato al gironcino vincendo le sei partite di qualificazione senza subire reti e segnandone ben 15: ha eliminato Honvéd (1-0 e 0-4), Vitesse (2-0 e 0-2) e AZ (lo stesso che aveva fatto fuori l’Udinese l’anno scorso agli ottavi, 1-0 e addirittura 0-5 ad Alkmaar).

Il campionato russo si è recentemente allineato al sistema autunno-primavera come il resto dei tornei europei. Nell’ottava giornata l’Anži ha sconfitto per 5-2 il Krasnodar con una doppietta di Eto’o. Si trova ora a due punti dalla capolista Terek Groznij (altro club “cugino”, caucasico e “particolare”) che ha sconfitto fuori casa i campioni uscenti dello Zenit, e a uno dal CSKA Mosca.

Non sarà un impegno facile per i ragazzi di Guidolin che, come già auspicato a più riprese, speriamo in coppa non si comporti come l’anno scorso schierando le riserve.

Comments

  1. Articolo come sempre molto interessante!
    Temo che giovedì sarà davvero dura e l’ampio turnover che probabilmente guidolin attuerà renderà le cose ancora più difficili. Forse vedremo all’opera lo svedesone ranegie dal primo minuto, chissà…
    Tu sarai allo stadio ale?
    Certo è che uno sgambetto alla squadra dell’oligarca russo darebbe ancora maggiori soddisfazioni.
    Riguardo ad Eto’o, nulla da dire sulla classe e sulla bravura come giocatore, ma mi sono ancora indigeste le parole pronunciate dopo l’arrivo nella squadra russa, in cui tentava di giustificare il suo stipendio a molti zeri dicendo che non era per nulla immorale ma, anzi, un segno di speranza per i milioni di bambini poveri del suo continente, che così capivano che anche un africano può diventare importante..mah..
    Tornando al calcio giocato, auspicherei soprattutto di vedere un po’ più di compattezza da parte della nostra squadra: la mia sensazione è che, prima dei limiti tecnici e di preparazione, in questa fase sia molto carente l’aspetto psicologico, la voglia di sacrificarsi e lo spirito di gruppo. Io da ammiratore di Guidolin confido che riesca a lavorare su ciò rilanciando la squadra (anche se questo impegno in coppa e la successiva partita col Milan rischiano di essere macigni nel caso vadano male).

    • grazie.
      giovedi’ ci saro’: se sono in zona vado sempre allo stadio.
      voi?
      si, anch’io ricordo quelle dichiarazioni, veramente pessime.
      sulle carenze della squadra sono d’accordo con te, speriamo che nelle prossime partite guidolin riesca a trasmettere (anche) influenze positive.

      ci vediamo giovedi’ e domenica.

      a

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