24 March 2017

Il Midnight Sun Film Festival in Lapponia, dove il cinema ritorna alle origini

Giovedì 16 giugno 2011

In questi giorni si svolge il Midnight Sun Film Festival, a mio parere il più mirabolante festival di cinema al mondo che si tiene ogni anno nella Lapponia finlandese, ben oltre il Circolo Polare.

Di seguito un mio reportage realizzato lassù qualche anno fa.

SODANKYLÄ (Finlandia) – Un treno speciale lascia Helsinki verso Nord. Tutti i passeggeri sono eccitati ed esiste anche un vagone adattato per essere un cinema viaggiante. Dopo tanto sferragliare, il treno si ferma una decina di ore dopo a Rovaniemi, la cittadina famosa per essere la residenza ufficiale di Babbo Natale, luogo in cui termina anche la linea ferroviaria.

Qui inizia la Lapponia finlandese, una regione con una densità bassissima: solo due abitanti per chilometro quadrato, oltre alle onnipresenti renne.

Continuando in autobus, Sodankylä è il primo centro abitato che si incontra verso Nord, circa 130 km oltre il Circolo Polare. Qui non accade nulla durante i dodici mesi dell’anno. Molto tempo fa però i fratelli Aki e Mika Kaurismäki ed altri giovani cineasti finlandesi decisero di offrire a Sodankylä almeno cinque giorni e cinque notti di notorietà e la scelsero come sede del Midnight Sun Film Festival. Si tratta probabilmente della più singolare rassegna di cinema al mondo, giunta quest’anno alla venticinquesima edizione.

«Frequentavamo i festival internazionali ma molti di essi erano noiosi e, soprattutto, i film non erano considerati il centro della manifestazione», spiega Mika. «Volevamo creare un evento con un’atmosfera diversa, in cui il pubblico potesse partecipare. E qui si può facilmente parlare con i registi, attori o uomini di cinema».

La scelta di Sodankylä avvenne quasi per caso. «Non c’è niente nel raggio di 130 km, per cui uno non può scappare da qui a meno che non lo faccia a piedi. E normalmente gli ospiti rimangono», racconta Aki Kaurismäki, il più conosciuto e amato dei registi finlandesi vincitore di alcuni riconoscimenti a Cannes: una Menzione speciale della Giuria Ecumenica (1996, per Nuvole in Viaggio), del Gran Premio Speciale della Giuria (2002, per L’uomo senza passato) e del Premio FIPRESCI (2011, per Le Havre).

La cittadina, che conta 10mila abitanti, risulta alquanto anonima. Una strada principale con qualche negozio e un supermercato, un hotel, molti bar in cui ubriacarsi come da tradizione locale. L’unico richiamo è una chiesetta di legno, tra le più antiche del Paese, risalente alla fine del XVII secolo.

Il Midnight Sun Film Festival si svolge sempre a metà giugno (quest’anno dal 15 al 19), periodo in cui il sole non tramonta per oltre un mese grazie alla latitudine di questa regione. Proprio questa è la caratteristica che rende così magica l’atmosfera di Sodankylä. La programmazione prevede infatti proiezioni durante tutto il giorno e tutta la notte. A qualsiasi ora si esca da un film il sole è là, alle tre di pomeriggio come alle due di notte.

Il festival ha mantenuto in questi anni le sue caratteristiche. Si tratta soprattutto di una manifestazione ruspante e genuina in cui si privilegiano gli incontri tra le persone. «Sono gli ospiti che creano questo clima molto speciale ed il nostro compito e solo di creare le condizioni affinché ciò avvenga», racconta Aki.

Nonostante la difficoltà di arrivarci, il Midnight Sun Film Festival ha sempre potuto contare su una schiera di presenze di primissima qualità con cui a Sodankylä ci si può imbattere per strada come con un vicino di casa. Negli anni hanno attraversato il Circolo Polare tra gli altri Tavernier, Jarmush, Kieslowski, Manoel de Oliveira, Ioseliani, Risi, Chabrol, Monicelli, Sautet, Wenders, Solanas, Francis Ford Coppola, Kusturica, Nanni Moretti, Kiarostami, Forman.

Anche Paolo Taviani è rimasto colpito da quest’esperienza. «È proprio una pazzia pensare di organizzare un festival in un posto assurdo come questo!», racconta il regista romano. «Non immaginavo la presenza di così tanti giovani: qui ho trovato una complicità generale riguardo al cinema, che è poi la stessa che mi ha portato a lavorare in questo mondo».

Per chi riesce ad alzarsi dopo una notte quasi insonne, il direttore del festival, l’eccentrico Peter von Bagh modera le discussioni mattutine con gli ospiti. I registi rispondono in un clima familiare, accentuato dal luogo prescelto per l’avvenimento: la palestra della scuola del paese.

Tuttavia, il vero luogo simbolico del Midnight Sun Film Festival è una tenda da circo eretta per l’occasione. Nonostante il freddo e le scomode panche di legno il posto possiede un’affascinante originalità.

Il vento incessante fa oscillare le strutture della tenda e lo schermo. Se dopo la coda si è tra i primi ad entrare, si può però godere dell’ausilio di una delle coperte messe a disposizione dall’organizzazione. Qualche volta arriva anche un sorso di vodka offerto dagli spettatori più previdenti.

Il festival è confezionato in estrema economia, per cui gli stessi organizzatori si pagano le spese. «Anche le bevande», precisa Aki con un sorriso sornione, noto consumatore di alcool sotto qualsiasi forma. Nel frattempo appare la renna in diverse fattezze: un delizioso stufato, un prosciutto affumicato di renna dal sapore intenso, addirittura il kebab di renna.

La perla della rassegna arriva il venerdì sera, sempre nella tenda: la tradizionale presentazione di un’opera maestra del cinema muto accompagnata dal vivo da un’orchestra che interpreta musiche composte specialmente per l’occasione.

Assistendo a questo spettacolo si ha la sensazione che il cinema riacquisti di colpo la sua autenticità e forza. Lo stesso Aki Kaurismäki osservava presentando il suo film muto Juha (1999): «A parte Jacques Tati, praticamente tutti gli sforzi di realizzare una pellicola muta negli ultimi decenni sono falliti. Non c’è da stupirsi: la facilità di spiegazione attraverso le parole ha inquinato il nostro modo di raccontare divenuta una pallida ombra di quello che era il cinema originale. Le storie hanno perso la loro purezza ed il cinema la sua essenza: l’innocenza».

Verso l’una di notte le strade di Sodankylä sono invase da una luce molto bassa, ma incredibilmente intensa. La forza di un tale spettacolo non può non colpire, ma lascia abbacinati soprattutto gli stranieri.

Nel 1993 il regista basco Julio Medem venne a Sodankylä e si ispirò per il suo film Gli amanti del Circolo Polare, presentato a Venezia nel 1998. «Rimasi colpito dal circolo che il sole compie senza mai scendere sotto l’orizzonte», ci ha confessato Medem. «È un posto estremamente tranquillo e con una fortissima carica metaforica, in cui ti lasci alle spalle tutta la tua vita».

Cliccando qui si trova il sito del festival.

 

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