30 March 2017

I vigneti del Capo

Cape Town, lunedì 5 luglio

Appare sempre più lampante che, come già anticipato da molti conoscenti, la regione del Capo, con annessa città omonima, è una delle più belle al mondo. Ed è anche evidente che si tratta di uno dei posti in cui meglio si vive.

Appena scesi dalla Table Mountain [si veda la storia “Scalando la Table Mountain”], in appena 15 minuti si arriva in centro, in riva al mare. Da lì, in altri 20 minuti, si possono raggiungere i primi vigneti della valle di Constantia, appena fuori città. È lo stesso percorso che intraprendiamo noi, per la “doppietta” di oggi.

Quando gli altri, pochi giorni fa, hanno visitato le regione vinicola di Franschoek e Stellenbosch io non ero ancora arrivato a Cape Town, per cui mi rifaccio parzialmente con questa, tra le più vicine alla città.

Finiamo direttamente nella tenuta più grande, la “Groot Constantia” che, come recita l’insegna, venne fondata nel lontano 1685, divenendo il punto di partenza della coltivazione della vigna in Sudafrica.

All’entrata della proprietà proviamo la degustazione (a pagamento) in cui risalta un classico Pinotage e uno Shiraz del 2006,

(anche se abbiamo visto ambienti migliori).

Continuiamo ad inoltrarci nei terreni, anche perché sentiamo già i morsi della fame.

Dolci colline con vigneti a perdita d’occhio,  lavoratori (neri) all’opera.

Poco oltre troviamo il “Jonkerhuis”, un ristorantino molto simpatico.

Offre tavoli all’aperto estremamente invitanti con il tempo magnifico di questi giorni, anche se siamo in pieno inverno.

Il cielo e gioca a mettere in risalto strane forme di nuvole.

Durante il tardo pranzo si ragiona sulla qualità della vita della gente del Capo. Luoghi eccellenti, panorami fantastici, mare (anzi, due oceani) e montagne (anche se non tanto alte) in città, natura, tranquillità, cibo ottimo, e tra i migliori vini del mondo sulla porta di casa. Molti abitanti (quelli bianchi per lo meno) di Joburg invece, oltre a patire il freddo per lunghi mesi e non avere delle bellezze a rinfrancare i loro stanchi occhi, vivono autorinchiusi in proprietà sprangate e, frase ascoltata più volte, per svagarsi frequentano i numerosi e immensi centri commerciali presenti in massa in quella città.

Di nuovo un arrivederci: Papito ha risolto i problemi di biglietti (aerei e delle partite), parte domani e ci salutiamo qui. Perdiamo un altro pezzo della banda.

Comments

  1. Probabilmente miglior post del blog per foto e sintesi dei concetti… i capelli di Gabi poi 😉

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