25 July 2017

Verso Tocopilla passando da Antofagasta, in pieno deserto nel Nord

Venerdì 30 marzo 2012

Sta per iniziare una nuova fase di questo lungo viaggio, l’esplorazione di una parte del Nord del Cile che offrirà straordinari paesaggi desertici completamente diversi da quelli visti finora. Purtroppo non ho moltissimi giorni ancora a disposizione e sono costretto a cercare un aereo per ottimizzare i tempi.

Oltre alla compagnia di bandiera LAN, in Cile ne esiste anche una di basso costo, la Sky Airline. Purtroppo, a causa di un sistema perverso, Sky non concede la possibilità di acquistare i biglietti su Internet a chi non possiede una carta di credito cilena. Per questo motivo qualche giorno fa mi ero dovuto recare in una delle loro agenzie e affrontare una lunga coda.

Dopo la lunga notte di Valpo e avendo dormito solamente un paio d’ore torno verso Santiago ancora imbambolato.

Raggiungo direttamente l’aeroporto. Tra i cartelli pubblicitari sulla strada per l’aerostazione mi coglie di sorpresa un cartellone di Patagonia Sin Represas che paragona il progetto delle dighe di cui abbiamo parlato in precedenza a uno sfregio sul volto di una bella ragazza.

Poco oltre la risposta di HidroAysén, su un altro immenso manifesto che cerca di convincere chi passa che l’intervento del loro progetto in Patagonia sarebbe minimo (chi ci crede?!).

È quasi ora di partire.

Per quel poco che riesco a vedere (vista la stanchezza mi appisolo di continuo), i paesaggi dall’alto sono impressionanti.

Si vede già il deserto con solo qualche linea di comunicazione e nulla più.

Arrivando ad Antofagasta, una delle città più importanti del Nord, uno si sente quasi su un altro pianeta con il deserto, il mare, le montagne brulle… Anche per questo motivo non mi piace usare l’aereo, non è possibile avere un introduzione graduale a una regione lontana.

In realtà sono qui solo di passaggio; la prima fermata sarà Tocopilla, una cittadina abbastanza depressa sulla costa. Infatti tutti mi chiedono come mai mi stia dirigendo da quelle parti, sicuramente non si tratta di una destinazione turistica. Ma una ragione c’è…

Fin dalle pubblicità in aeroporto ci si rende conto che questa immensa regione del Cile settentrionale fa da traino all’intero paese grazie alle sue miniere.

Un minibus mi porta dall’aeroporto alla terminal,

passando attraverso panorami desertici.

In lontananza spuntano i palazzi della città che conta poco meno di 300mila abitanti. Costruita su una baia e importante porto, venne fondata dai boliviani nell’Ottocento ma dall’inizio del XX secolo passò al Cile come conseguenza della Guerra del Pacífico. Alla sua periferia passa il Tropico del Capricorno.

Anche in tutto il Nord l’immigrazione croata è stata importante. Lo si può capire anche dai cartelli stradali.

Alcuni quartieri si sono sviluppati sulla montagna retrostante,

per fortuna qui si gioca ancora a calcio per strada,

invocazioni religiose scolpite sulla roccia.

Alla terminal mi dicono che i bus per Tocopilla sono pieni, anche se non e una destinazione turistica. In realtà il problema è che si trova sulla strada per Iquique e l’estremo Nord. Poi per fortuna trovo un posto, ma devo aspettare un paio d’ore. Intanto, si vedono le magliette dell’idolo.

Il mezzo parte quasi all’ora del tramonto,

la spiaggia urbana sembra molto frequentata,

attrezzature portuarie,

effetti speciali di luce.

Più avanti, si vede un lunghissimo treno che attraversa il deserto,

e il bivio per Calama, la capitale delle miniere cilene da cui passerò tra qualche giorno.

Arrivo a Tocopilla ormai di notte e ho solo tempo per uno dei soliti completos.

Domani sarà una giornata rilevante in questo viaggio.

 

Comments

  1. Eh, eh, certo che una ragione c’è…
    Attendo con interesse la prossima puntata…

    P.S. molto suggestiva l’immagine del treno nel deserto…

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