25 July 2017

Clásico #2: dominio del Barça, catenaccio di Mourinho, contropiede letale di Cristiano nei supplementari e la Copa del Rey torna a Madrid dopo 17 anni

Giovedì 21 aprile 2011

Il Real Madrid rompe il sortilegio contro gli acerrimi rivali e si aggiudica la Copa del Rey. Il Barça domina l’incontro di fronte al catenaccio di Mourinho, ma nei supplementari un contropiede di Cristiano beffa i blaugrana.

Come luogo per vedere la partita scegliamo la Penya Barcelonista (club di tifosi blaugrana) di Alfara del Patriarca, un paesotto della cintura di Valencia in cui abitano alcuni amici (un sentito ringraziamento a loro che mi hanno ospitato e a chi ha organizzato la trasferta!). Il club è sicuramente costellato di personaggi interessanti.

Si sa che stasera ci sarà da soffrire. Le indiscrezioni della vigilia sono confermate e anche le formazioni, con Mourinho che in panchina ha ben 3 punte: Higuaín, Benzema e Adebayor. All’inizio la partita è molto convulsa con nessuna delle due squadre che riesce a organizzare propriamente il suo gioco. Nel primo tempo il trivote (tre mediani) del Madrid funziona: questo sistema e soprattutto Pepe non lasciano respirare le fonti di gioco del Barça, Xavi e Iniesta che non riescono a trovare spazi; l’azione viene spesso iniziata più indietro da Piqué e da Busquets. Messi ritorna a centrocampo per trovare qualche pallone, mentre gli altri due attaccanti Villa e Pedro quasi non toccano palla. Il Madrid da parte sua si limita a imbrigliare il gioco avversario cercando azioni di rimessa. Quasi nessuna azione veramente pericolosa, salvo un brivido al 44’ per un colpo di testa di Pepe che colpisce il palo. Si soffre.

Non so cosa abbia detto Guardiola ai suoi, ma dopo l’intervallo la partita cambia completamente e ritorna sui binari abituali: indecente possesso palla del Barça mentre il Madrid, forse anche sfiancato dagli sforzi del primo tempo, si limita a un catenaccione per limitare i danni.

Soprattutto salgono in cattedra Iniesta e Xavi, che finalmente toccano decine di palloni. Anche Pedro si sveglia dal torpore, Villa invece continua nella sua latitanza, perde i pochi palloni che gli arrivano, è spesso in fuorigioco: con lui è come se il Barça giocasse con uno in meno. Messi riceve più palle ma non riesce ad incidere, Busquets fa il suo, bene Dani Alves e Adriano sulle fasce, Piqué e Mascherano sicuri dietro. Il Madrid sembra impotente, non vede praticamente palla.

Iker Casillas sventa con la punta delle dita due occasionissime del Barça: prima di Pedro che tenta un tiro a giro dentro l’aerea e poi di Iniesta. A 20 dalla fine Messi libera Pedro che fa secco Casillas, ma il canario si trova di pochi centimetri in fuorigioco.

Mourinho toglie il creatore Özil, molto in ombra anche perché il Madrid gioco non ne ha creato, per il lungagnone Adebayor, mandato a smistare palloni alti per Ronaldo.

Poco prima del novantesimo in un raro contropiede delle merengues Di María rischia di chiudere la partita, ma è il “portiere di coppa” Pinto a salvare. Si va ai supplementari e la tensione cresce ancora. Un amico preferisce sentire la partita per radio, piuttosto che seguirla in televisione.

Nei supplementari il gioco rimane sostanzialmente invariato, una squadra in campo e l’altra a spedire palloni in su, ma il Barça non riesce a passare. Al 102′ in un contropiede ben organizzato con perfetto cross di Di María verso l’area Cristiano stacca di testa con il solo Adriano che non riesce a dargli fastidio e insacca alle spalle di Pinto: errore della difesa rimasta sguarnita.

Si sa che è difficilissimo rimontare una rete in pochi minuti nei supplementari con il Madrid arroccato e infatti non accade. Finisce la partita tra la delusione di Messi e degli altri giocatori del Barça,

mentre esultano quelli del Madrid che riporta a casa la Copa del Rey dopo 17 anni.

Già si sentono i peana a Mourinho, che arrivano anche e soprattutto dai poveri tifosi dell’Inter rimasti orfani del portoghese. Il Barça può rimproverarsi di non essere riuscito a tradurre in reti un’impressionante mole di gioco e di aver lasciato Adriano a marcare Cristiano.

Mourinho si porta a casa la coppa con uno spudorato catenaccio e contropiede. Ci si ricorda che il Real Madrid aveva fatto fuori Capello e vari altri allenatori perché vincevano senza esprimere un gioco all’altezza delle aspettative del club blanco e dei suoi tifosi, mentre ora si esulta per il portoghese. Adesso che ha ottenuto un trofeo c’è anche il rischio che si fermi sulla panchina del Madrid… e chi lo sopporterebbe un altro anno?

Si sapeva che in una finale unica il Madrid poteva vincere (e comunque meglio che sia capitato nella Copa del Rey). La Liga è ormai vinta e mercoledì 27 (e martedì 3) ci sarà subito la possibilità di rifarsi con le semifinali di Champions. Appuntamento mercoledì al “Bernabéu”, ci saremo.

http://www.youtube.com/watch?v=ytj-nob0gas

 

Comments

  1. … bello avere anche la tua versione Ale… eurosport e gazzetta non parlano di dominio blaugrana… io non ho visto partita…

    • anche io non ho visto la partita, ma oggi ho ascoltato un attimo della trasmissione “A tempo di sport” su radio 24 e Gigi Garanzini affermava che il Real si era meritato nel complesso il successo, nonostante riconoscesse il dominio blaugrana nel secondo tempo..

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