25 July 2017

Nel caos amministrativo la Crvena Zvezda si aggiudica (finalmente) un derbi infuocato

Giovedì 22 novembre 2012

Pur in preda a grossi problemi economici ed amministrativi, la Crvena Zvezda è tornata a vincere un infuocato ed incerto derbi contro il Partizan, che mantiene comunque 5 punti di vantaggio sui biancorossi. Fantastica atmosfera sugli spalti.

Non è proprio un periodo tranquillo per la Crvena Zvezda, la Stella Rossa. Dimenticati i fasti di vent’anni fa i biancorossi sono da tempo succubi dei rivali cittadini i quali hanno conquistato gli ultimi cinque campionati tra gli ovvi e continuati sfottò dei grobari (“beccamorti”, i tifosi del Partizan). Due coppe nazionali (2010 e 2012) non sono certo servite a lenire tali ferite.

Neanche il ritorno del figliol prodigo Robert Prosinečki è riuscito a cambiare la dinamica: dopo un anno e mezzo in panchina, quest’estate Robi ha gettato la spugna, addirittura pochi giorni prima del ritorno contro il Bordeaux che decideva l’accesso al gironcino di Europa League. Al suo posto il giovane Aleksandar Janković. Per la cronaca, al 90’ della partita di ritorno la Zvezda aveva inaspettatamente raggiunto il pareggio che l’avrebbe qualificata ma, come spesso accade, è riuscita a subire il 3-2 nel recupero e a farsi eliminare dall’Europa già il 30 agosto. È ormai dal 2007 che il club non si classifica per una competizione europea.

Se il livello sportivo è tragico, nelle ultime settimane è precipitata anche la situazione amministrativa ed economica. Territorio di caccia di molti briganti, sembra che attualmente la Zvezda presenti un buco di circa 60 milioni di euro (quello del Partizan sarebbe di 30 milioni) e lo Stato serbo sta cercando di prevenire un eventuale fallimento dei due club.

Oltre a tali disastrose notizie dopo tre anni e mezzo come Presidente martedì scorso Vladan Lukić (in un’altra vita uno dei migliori talenti prodotti dal vivaio anche se mai pienamente realizzato) ha rassegnato le dimissioni, sostituito mercoledì da una commissione di nove persone che porterà a nuove elezioni. È presieduta dalla legenda Dragan Džajić (615 partite e 370 reti con la Zvezda), già Direttore Tecnico nella splendida epoca della conquista della Coppa Campioni e Presidente (2005-08). Nel febbraio 2008 Džaja era stato arrestato accusato di aver deviato fondi nella vendita di alcuni calciatori tra i quali il Capitano dello United Nemanja Vidić: i processi ancora in corso sono stati cancellati, venerdì, da un’amnistia del Presidente serbo Nikolić.

In questo tragico contesto e con il Partizan avanti di ben 8 punti persi nei campetti della cosiddetta SuperLiga serba (il cui livello è bassissimo), la Zvezda si avvicinava al derbi di sabato scorso, il 143° della storia.

Spettacolo impressionante sugli spalti con i Delije che non hanno lesinato sforzi per un benvenuto come nei tempi migliori.

In un susseguirsi di emozioni, il Partizan è andato in vantaggio già al 9’ con il debuttante Aleksandar Mitrović dopo un’ingenuità della difesa biancorossa. Al 14’ pareggio della Zvezda con un fantastico tiro al volo di Filip Kasalica imbeccato da un cross di Darko Lazović. Ma due minuti dopo il grande talento (l’unico del calcio serbo, ammirato da poco contro l’Inter) Lazar Marković si è involato sulla sinistra e il suo centro è stato trasformato da un autogol di Milan Jovanović. Più tardi lo stesso diciottenne Marković avrebbe potuto chiudere l’incontro però ha sprecato malamente. Con un 1-2 al riposo le sensazioni non erano esattamente positive, ma nel secondo tempo l’esaltante rimonta è iniziata al 49’ con una prodezza balistica di Luka Milivojević (la sua bomba da 25 metri si è insaccata proprio nel “sette”) e si è concretizzata al 74’ grazie a un colpo di testa del Capitano Nenad Milijaš su cross dello stesso Kasalica.

Il catino ribollente “Marakana” è di nuovo esploso. Esaltante. Fantastico.

Alla fine i giocatori hanno esultato come se fossero entrati in Champions. Benissimo, ma dovrebbero ricordarsi di dare tutto anche sui campi di provincia, visto che il Partizan è ancora avanti di 5 punti. E infatti ieri la Zvezda è uscita anche dalla Coppa di Serbia, sconfitta ignominiosamente con un 1-3 interno dall’OFK Beograd.

Esiste ancora qualche speranza di uscire da questo lunghissimo tunnel sportivo, amministrativo ed economico? Sabato nei loro striscioni in curva i Delije avevano scritto, «Sai come si diventa veri campioni? Quando entri in campo nella situazione più difficile e riesci a vincere», una citazione del film Nebeska udica (Gancio cielo, 2000) di Ljubiša Samardžić riferito al basket e ambientato durante i bombardamenti NATO contro la Serbia del 1999.

Comments

  1. Francesco Brollo says:

    Stupisce sempre il calore dei Delije così come (anzi: nonostante) lo smottamento costante di società e squadra.

  2. Sranje, kakva Zvezda! To smo vas pustili da napravimo sampionat interesantnijim. Zta se to desava Nilolic vadi Dzajica iz zatvora! Da li je to pravda? Grobari ce ipak biti SAMPIONI! Pozdrav Mile, bez Vesne, jer je ona Ciganka!

  3. Ho letto l’articolo dedicato ai 20 anni dalla finale di Bari e mi sono commosso.
    Grazie

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