27 July 2017

A Puerto Natales per la lunga traversata con il traghetto Navimag

Martedì 6 marzo 2012

Dopo le molte storie che si trovano sempre a Punta Arenas, mi affretto ad avvicinarmi a Puerto Natales dove stasera mi aspetta il traghetto della Navimag.

Nelle circa tre ore di viaggio tra le due città il panorama è quello solito patagonico (più argentino che cileno).

Puerto Natales rappresenta la base per l’esplorazione delle Torres del Paine, uno dei più mirabolanti (dicono) circuiti di montagna dell’America Latina. Può durare anche una decina di giorni e si snoda attraverso rifugi molto organizzati.

Purtroppo neanche stavolta sono riuscito a vederle, sarà per la prossima visita (!). Tra l’altro alcune settimane fa un turista israeliano noncurante del vento patagonico mentre accendeva un fuoco si è distratto provocando un terribile incendio. Ha mandato così in fumo circa 12mila ettari di parco, che a inizio gennaio è rimasto anche chiuso per qualche giorno.

In città si notano riferimenti a Charles Darwin che com’è noto passò in queste regioni sulla nave Beagle insieme a Robert Fitz Roy negli anni Trenta del XIX secolo.

Ritrovo il solito ventaccio che spazza la baia.

Il traghetto “Evangelistas” è già in attesa nel porto.

La Navimag iniziò nel 1979 il collegamento cargo tra Puerto Montt e Puerto Natales, utilizzando delle enormi barche costruite in Giappone. Successivamente (1985), quando la compagnia si rese conto che si poteva sfruttare anche il trasporto passeggeri, vennero aggiunti anche due piani di cabine che probabilmente ora rappresentano il grosso del loro volume d’affari.

Ormai non si tratta di un viaggio così spartano, ma neanche di una crociera di lusso. Si mangia in mensa ma le cabine (da due o da quattro, con o senza bagno e oblò) non sono male, esiste un bar, vengono organizzate attività di socializzazione e altro. Anche se non ci sono stato, come idea credo assomigli all’Hurtigruten, la nave postale norvegese che collega Bergen a Kirkenes divenuta negli anni un mezzo alternativo per percorrere i fiordi norvegesi (e in realtà molto più cara del Navimag).

La partenza è prevista per le sei di mattina di domani. Al contrario del precedente transbordador, con la Navimag sono riuscito a comprare il biglietto su Internet. Solo che nella conferma non era menzionato l’orario di ritrovo (o per lo meno io non l’ho notato). Per fortuna a Punta Arenas sono passato dall’ufficio di Navimag giusto per essere sicuro che tutto fosse a posto: mi hanno spiegato che l’imbarco avviene già di sera, si pernotta sulla barca che poi al mattino presto parte mentre i passeggeri dormono. Il ritrovo è alla sera presso un albergo in riva al mare.

Si procede alla registrazione.

Nella lunga attesa, strani effetti di luce.

Si fa notte e si avvicina il momento dell’imbarco. Molti i camion in movimento.

Mi avvicino alla “Evangelistas”.

Le sue viscere sono pronte ad accogliere mezzi e passeggeri.

La salita verso il ponte è impervia,

ma la luna veglia su di noi.

Quelli dei letti nei corridoi sono già a dormire.

Il programma per la giornata di domani sulla nave con annesso menù è già affisso. A nanna.

Comments

  1. Germano says:

    Caro Alessandro….come ti invidio !
    Sono stato sulla Evangelistas due anni fa e ho vissuto delle giornate meravigliose…Il senso di immersione nella natura incontaminata e’ impressionante…
    Peccato che a Puerto Natales non sia andato a visitare il Parco Torres del Paine ! Ma come si fa !?? Io ci sono stato tre volte, l’ultima a gennaio 2012 in bicicletta con un gruppo di amici ed e’ stata una esperienza strepitosa ! Tra l’ altro uno di questi amici e’ cieco e dunque viaggiava con un tandem ed un carrello al traino per i bagagli….
    L’incendio del parco e’ scoppiato a causa di un ragazzo israeliano che, dopo aver fatto i propri bisogni ha pensato di bruciare la carta igienica , solo che il vento patagonico che tu certamente avrai avuto modo di conoscere in questi tempi, ha portato via il fuoco e innescato un incendio di proporzioni mostruose…il fuoco avanzava a 20 mt al secondo…
    E’ stato spento completamente solo intorno al 6 di febbraio ( dal 28 di dicembre !! ) dopo essersi mangiato 25.000 ettari di parco….
    Qualcuno ha fatto notare che il governo Cileno e’ stato piu rapido nell’intervenire con gli idranti contro i manifestanti a Santiago o nella regione dellAysen che non nel parco !
    Hai avuto modo di approfondire il tema delle dighe nella regione dell’ Aysen ? E’ molto interessante capire quello che ata succedendo….

    Bene, ti auguro un viaggio davvero speciale e magari quando rientri ci possiamo sentire !

    Ciao !!!

    Germano

    • ciao germano,
      grazie per il lungo messaggio.
      alla fine sembra fossimo in tanti a viaggiare da quelle parti in questo periodo, io di italiani ne ho trovati pochissimi.
      si, lo so e’ una vergogna che non mi sia fermato al paine neanche stavolta (dieci anni fa lo stesso).
      in realta’ ho preferito passare qualche giorno a navarino che era senza turisti, poi avevo il navimag che aspettava e ora verso nord.
      ma ritornero’…
      😉
      sulla patagonia sin represas ho scritto quando stavo attraversando le zone in questione sulla carretera austral, cerca sul sito.
      mi dirai.

      a presto,
      a

    • giacomo scattolini says:

      numble numble numble come fa Paperino quando pensa. eranodice che ha fatto un viaggio con un suo amico cieco in un tandem… ma questa storia l’ho sentita caterpilar Radio2 o sbaglio? Siete voi?

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