23 March 2017

In barca sul Lago O’Higgins con l’omonimo ghiacciaio (III)

Mercoledì 8 febbraio 2012

Siamo tutti pronti per iniziare questo strano attraversamento fino in Argentina, passando per laghi, ghiacciai, famiglie, passi, sentieri, ancora laghi e bus.

Lasciamo El Mosco con il cartello che ci ricorda le distanze da alcuni dei luoghi attraversati negli ultimi giorni.

Sul bus che ci conduce a Puerto Bahamondez,

anche le persone che vengono semplicemente all’escursione al ghiacciaio, che sono la maggioranza.

Al porticciolo stanno facendo lavori. Devo chiedere il permesso per penetrare dietro a una baracca dove l’agognato cartello è stato coperto.

Anche l’acqua del Lago O’Higgins, il più profondo della Patagonia (836 metri), è lattiginosa e fantastica.

Arriviamo alla prima sosta a Candelario Mancilla, dove ci fermeremo anche al ritorno per rimanerci.

Si riparte verso il ghiacciaio,

che inizia ad apparire in lontananza.

Ci siamo quasi.

L’O’Higgins è il quinto più importante della zona del Campo de Hielo Sur.

Anche se non è immenso come il San Rafael visitato alcuni giorni fa, è comunque impressionante,

e presenta sfumature immaginifiche di blu.

Le cadute si susseguono.

Anche qui l’equipaggio cattura del ghiaccio,

stavolta per un più prosaico succo di frutta.

Forse avrete sentito la notizia: una settimana fa una banda di malfattori aveva rubato oltre cinque tonnellate di ghiaccio millenario dal ghiacciaio Jorge Montt, proprio nella regione di Aysén e appartenente allo stesso Campo de Hielo Sur, per rivenderlo nei bar.

È ora di ripartire.

Sulla via del ritorno la barca balla notevolmente.

Ci lasciano a Candelario Mancilla, dove passeremo la notte prima di attraversare verso l’Argentina.

Comments

  1. alessandra says:

    ciao ales!! 🙂 stasera ho visto per la prima volta con mamma il tuo bellissimo sito!!!

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