24 March 2017

Nole Đoković conquista anche Roma e continua Invictus

Giovedì 19 maggio 2011

Nole Đoković non si ferma più. Il suo 2011 è immacolato: in questi pochi mesi ha conquistato 7 titoli (tra i quali gli Open d’Australia e 4 Masters) conditi da 39 vittorie consecutive. Ma l’aspetto che più impressiona sono le 4 finali vinte contro il Numero Uno al mondo Rafa Nadal.

Dopo Indian Wells e Miami, le ultime due si sono disputate addirittura sulla terra rossa (la superficie preferita di Rafa): a Madrid (casa sua) e domenica scorsa negli Internazionali d’Italia al Foro Italico, dove il serbo ha avuto la meglio sullo spagnolo con un doppio 6-4. Nole aveva vinto la semifinale contro Murray al tie break dopo 3 ore di gioco.

Se è vero che nei 27 scontri diretti Nadal conduce ancora per 16 a 11, la forza mentale che Nole ha acquisito gli permette di agire da Numero Uno in pectore. La distanza di punti ATP con Nadal è passata dai 6240 di inizio anno a soli 405 di oggi: domenica prossima inizierà il Roland Garros e se Đoković riuscirà ad arrivare in finale riuscirà a scalzarlo in vetta.

Si dice che il profondo cambiamento di Nole sia avvenuto pochi mesi fa quando ha scoperto di essere celiaco ed è stato costretto a cambiare dieta, eliminando la pasta e gli altri cibi che contengono glutine. Avrà avuto la sua importanza anche la vittoria della Coppa Davis con la Serbia, da cui è iniziata la lunga serie che l’ha proiettato a poche partite dal record di 42 vittorie consecutive che appartiene a John McEnroe (1984).

Qui l’ultimo punto della finale di Roma,

http://www.youtube.com/watch?v=fOnvsAy_5lk

e il discorso di Đoković in un italiano (quasi) perfetto con leggero accento naš.

 

 

Comments

  1. ale Campi says:

    Sabato De la Pena “cuelga las Botas”..il giocatore preferito di Manuel Vazquez Montalban

    • Io ci andrei piano…
      Sicuramente nel 1996/97, l’unico campionato disputato da Ronaldo nel Barça, Iván de la Peña dimostrò tutta la sua classe, con lampi di genio nel trovare i canali privilegiati per assistere le sgroppate del brasiliano.
      Ma da qui a citarlo come il giocatore preferito da Manuel Vázquez Montalbán ce ne passa, con tutti i campioni che il povero Manolo ebbe la fortuna di vedere, iniziando da Lászi Kubala, sicuramente il preferito delle generazioni che l’hanno visto all’opera.
      Cresciuto nella cantera del Barça, de la Peña che venne chiamato “Piccolo Budda” o in catalano “lo pelat” invece si perse via. In contrasto con il tremendo Louis Van Gaal, passò alla Lazio (Cirio) per 30 miliardi, poi in prestito all’OM, per trovare infine una dimensione a lui consona all’Espanyol: ricordando però quel campionato quando gli assist per Ronaldo cadevano a grappoli dispiace per com’è andata a finire, anche a causa degli infortuni cronici (in questo campionato ha giocato 31 minuti); sicuramente ci si aspettava molto di più da lui.
      a

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