30 March 2017

La Zvezda vince il primo derbi dopo 3 anni ma il Partizan va in finale. 70 anni da (uno dei) bombardamenti di Beograd

Venerdì 8 aprile 2011

Mercoledì pomeriggio allo Stadio della Stella Rossa (altrimenti detto “Marakana”) si è disputato l’ennesimo derbi Zvezda-Partizan, la partita tra i due club più importanti del derelitto calcio serbo (e da tempo anche gli unici che possano chiamarsi tali).

Si trattava della semifinale di ritorno della Coppa serba: l’andata era terminata 2-0 per i bianconeri padroni di casa e la Zvezda era chiamata all’improbo compito di ribaltare il risultato.

Da tempo i crveno-beli (biancorossi) fanno disperare tutti i loro tifosi (me compreso), anche se il nuovo inizio della stagione dopo la pausa invernale aveva portato una ventata di ottimismo con l’arrivo sulla panchina del vecchio idolo Robert Prosinečki.

Da tanto non andavo al “nostro” stadio, credo l’ultima volta sia stata nell’agosto del 2007 contro i Glasgow Rangers: dopo la minima sconfitta per 1-0 in Scozia c’erano grandi speranze per una possibile qualificazione alla Liga Šampiona (il nome locale per la Champions League). Un avversario abbordabile, lo stadio pieno e roboante come ai bei tempi… invece, è arrivata l’ennesima delusione, un insipido 0-0 in casa e senza neanche un’occasione decente, alla faccia di chi si era sciroppato 15 ore di treno per esserci. Da allora il buio più totale, con i rivali storici del Partizan (squadra per la quale fanno il tifo molti amici) che ha saputo invece gestire molto meglio le poche risorse a disposizione. Oltre ad aver conquistato tutti i campionati, i grobari (“beccamorti”, nomignolo di quelli del Partizan) avevano sommato addirittura 9 (!) vittorie consecutive nelle stracittadine negli ultimi tre anni. Disastro completo. A livello europeo ancora peggio: quest’anno la Zvezda è stata eliminata dalle competizioni continentali già il 5 agosto (!), mentre il Partizan si qualificava fortunosamente per i gironi della Champions (anche se poi ha perso 6 partite su 6). In campionato il Partizan ha ora 3 punti di vantaggio, anche grazie alla solita, assurda vittoria nella sfida dell’andata al “Marakana” per 0-1.

Queste erano le premesse per l’ennesimo derbi: sapevo che NON avrei visto bel calcio ed ero cosciente che le possibilità di passare il turno erano ridotte al lumicino. Ma tant’è, a un derbi al “Marakana” non si può mancare…

Prima dell’incontro

Amici di qui mi hanno spiegato che portando due lattine di birra Lav si può avere un biglietto sia per la Zvezda che per il Partizan… Ormai fanno di tutto per invogliare i tifosi ad andare alle partite, normalmente semivuoto. Ma stavolta per il derbi si prospetta lo stadio quasi pieno.

Il giorno prima dell’incontro sono andato a cercare i biglietti al “Marakana”.

Purtroppo quelli per il Sever (la Curva Nord, costo circa 4 euro) erano esauriti. Mi sono dovuto accontentare del Zapad (la Tribuna, 10 euro).

Anche vuoto, lo stadio porta sempre alla mente molti ricordi di tempi ormai lontanissimi.

Erano quelli della Coppa Campioni vinta nel 1991, evento di cui parlerò più avanti in occasione dei 20 anni.

Ora lo sponsor principale è il colosso russo della Gazprom, ma fino a quando non verrà attuata la legge per la privatizzazione dei club sportivi nessuno potrà investire seriamente nel calcio. Sembra che dopo anni di stallo qualcosa al riguardo si stia movendo, vedremo…

La partita

Arrivo allo stadio quando nei dintorni si vede già molta gente.

Il portiere Vladimir Stojković è considerato un traditore per aver difeso prima i colori della Stella Rossa per poi passare al Partizan (via Sporting Lisboa e altre squadre all’estero) ed è come sempre preso di mira dagli Ultras biancorossi.

Quando rientra nel tunnel degli spogliatoi dopo il riscaldamento un petardo lo sfiora.

Anche il Jug (la Curva Sud) con i tifosi del Partizan è piena.

Ma lo spettacolo è a Nord.

Lo striscione recita: «Una malattia per la quale non esiste una cura», riferendosi al tifo per la Zvezda.

Durante tutto l’incontro non verranno mai a mancare i cori e l’incitamento dei Delije.

Entrano in campo le squadre,

Robi Prosinečki si dirige verso la sua panchina.

Ormai lo stadio è abbastanza pieno, si dice circa 35mila spettatori, non male considerando i tempi che corrono.

La Zvezda ha addirittura tre buone occasioni per passare in vantaggio, ma le sbaglia clamorosamente tutte. Qui il colombiano Cristian Borja (in prestito dal Caxias brasiliano) colpisce di testa dentro l’area piccola ma spedisce incredibilmente a lato. Disastro.

Tralasciando i balcanici, gli altri stranieri in campo per la Zvezda sono due centrocampisti brasiliani, Evandro (ex Atlético Paraneaense) e Cadu (ex Porto Alegre) e il ghanese Issah. Per il Partizan, Kamara della Sierra Leone e i ghanesi Adiyiah (in prestito dal Milan) e la punta Prince Tagoe, autore delle due reti dell’andata.

Prosinečki si agita in panchina.

I padroni di casa mantengono il controllo del gioco e il Partizan bada soprattutto a contenere. Al 70’ a Sud si accendono i fuochi.

Solo al 72’ su servizio di Evandro arriva il gol di Andrija Kaluđerović, troppo tardi per riuscire nell’impresa. Si tratta della prima rete subita dal Partizan dopo l’autogol (!) di Knežević nell’autunno 2009, katastrofa.

Cresce la tensione, parapiglia in campo.

7 minuti dopo ancora Kaluđerović avrebbe la possibilità di pareggiare il conto ma sparacchia malamente fuori. Peggio impossibile.

Alla fine è il portiere della Stella Rossa Bajković a salvare il risultato su tiro di Lazevski.

http://www.youtube.com/watch?v=RtaRk4nf1U8&feature=related

La curva della Zvezda accende i bengala che finora erano stati stranamente risparmiati.

I giocatori vanno sotto la curva a ringraziare; anzi si fermano vari secondi ad ammirare lo spettacolo del Sever.

Nelle dichiarazioni post partita sembrano essere tutti contenti. Quelli della Zvezda per aver finalmente vinto una stracittadina, quelli del Partizan per aver raggiunto la finale. Mah. Alcuni amici grobari non sono sicuramente soddisfatti: «i nostri non hanno praticamente giocato, puntando solo ed esclusivamente a non prendere due reti». Un mio vicino di posto è quasi contento, «è stato il miglior derbi disputato dalla Zvezda negli ultimi tre anni» dice; immaginarsi gli altri…

Una volta ancora me ne vado con l’amaro in bocca. L’unico spettacolo è stata l’atmosfera allo stadio, per una volta senza incidenti e fantastica come nelle partite importanti.

Per quello che vale la passione è rimasta intatta.

Nella finale dell’11 maggio, il Partizan incontrerà la Vojvodina che ha avuto facilmente la meglio sullo Sloboda Point Sevojno di Užice: dopo essersi imposti già per 1-2 all’andata, i biancorossi hanno vinto anche il ritorno a Novi Sad per 1-0.

Ricordi ed embarghi

Ricordo che ero allo stadio (del Partizan però) per un altro derbi, semifinale di coppa in un altro 6 aprile di anni terribili, più esattamente del 1994. Dopo l’1-0 del “Marakana” vinse il Partizan per 3-1 e anche allora passò il turno: doppietta di Savo Milošević, rigore di Ilija Ivić per la Zvezda e rete decisiva da 35 metri di Vasilijević per i bianconeri.

Plumbea era allora l’atmosfera che incombeva sul paese, sigillato da due anni in un embargo durissimo per la popolazione e che invece permetteva di realizzare affari d’oro ai mafiosi di varie nazionalità, europei occidentali e italiani inclusi, in combutta con quelli locali.

70 anni da QUEL 6 aprile

Sempre il 6 aprile ricorreva un anniversario ben più importante: erano 70 anni dal bombardamento nazista su Beograd, che diede inizio all’attacco sulla Regno di Jugoslavia e alla feroce occupazione tedesca.

In città si vedevano dei cartelli per ricordare l’evento, affiancandolo alle bombe del 1999 e a un rifiuto di entrare a far parte della NATO.

Forse qualcuno ricorderà l’inizio del celeberrimo Underground di Kusturica. Il film si apre proprio con le scene di quel mattino, prima con il festeggiamento notturno di due amici che hanno appena fatto una rapina e se la spassano con le famose trube. Poi dalle 6:30 le bombe iniziano a cadere sulla capitale e non risparmiano neanche lo Zoo del Kalemegdan: gli animali escono dalle gabbie e si avventurano nella città pesantemente colpita.

Comments

  1. FaBitu says:

    Ciao Ale! 🙂
    Mi chiedevo cosa (principalmente) ti avesse portato a volare (!) là… dopo essere appena rientrato da un altro “pellegrinaggio”… beh, ho avuto la risposta!
    Mi chiedo se rientrerai per questo week-end visto che per domenica è in previsione l’ennesimo festeggiamento di stampo “carniagricolo”…
    A presto!!!

  2. dzinovic says:

    Deve essere dura per i Delije abituarsi a questo livello dopo aver visto la Zvezda sul tetto del mondo. Magari torneranno quei tempi e cresceranno nuovi Dejo, Piksi, Robi ( e Binic…;-) se non saranno traviati da Playstation, Facebook, etc. come in Carnia.
    Aspetto la storia sui 20 anni.
    Ciao bre a domani ( forse!)

    • figurati, son vent’anni (bon, 18 dai…) che si aspetta, ma non esce proprio niente di niente.
      per fortuna (della serbia) almeno escono buoni giocatori (o anche ottimi) in tutti gli altri giochi con la palla (come direbbe tavcar), basket, ma anche pallanuoto, pallamano, pallavolo, senza ovviamente dimenticare il tennis.
      mi sa che tra 20 anni saremo ancora qui a piangere ricordando 20+20 anni prima…
      ziv e ci vedremo in questi giorni magari,
      g

  3. milena says:

    Uao…perfino l’anniversario dei bombardamenti!!!! E il derbissimo!!! Ale, meno male che ci sei tu per farmi sentire “a casa” ogni tanto…!!!!!
    m.

    • ciao mile, benvenuta!!!
      mmmm, guarda che se vai su “InternazionAle” e “Balkan” ti viene giu’ uno scatafascio di storie balkan
      😉
      ma quando torni da quelle parti?
      baci!
      a

  4. Visto che qua si parla solo di una squadra serba, vorrei dire alcune cose… Non so se sono l’unico, ma: a me questo nuovo allenatore biondo della Zvezda assomiglia tanto all’autore del sito presente… almeno il serbo lo parlano ugualmente bene! pilia, cosa ne dici? 🙂 poi l’autore dice che “per fortuna (della serbia) almeno escono buoni giocatori (o anche ottimi) in tutti gli altri giochi con la palla”… ma da dove escono esattamente?! soprattutto i cestiti e i pallanuotisti… nonostante un tifoso appartenente alla parte sbagliata del Topcidersko brdo, l’autore del sito potrebbe dedicare qualche parola al fatto che in un Paese una societa’ sportiva ha vinto/vince/vincera’ in una stessa stagione il titolo in calcio, basket, pallavolo, pallamano, pallanuoto e hockey + le coppe + i campionati regionali (adriatici, mitteleuropei… a seconda dello sport) + le partecipazioni notevoli alle champions league e altre coppe europee… poi, se qualcuno dice che degli avversari non ce ne sono: cosa c’e’ dall’altra parte della collina… 🙂 ps. in uno dei commenti precedenti ho ammesso che i tifosi della Zvezda sono bravi… adesso uno scherzetto per spiegare il loro nome Delije. Cercando la Zvezda nella classifica si chiedono: a Zvezda (g)de li je, (g)de li je (dov’e’, dov’e’)! 🙂 meno male, almeno non hanno mal di collo perche’ non devono guardare su… per il mal di schiena, invece, non garantisco… 🙂

  5. Ma milanisti presenti???

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